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Moralia Tag: sostenibilita

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Expo2015: che cosa resta?

A un anno dall’apertura dell’Expo 2015 sul tema «Nutrire il pianeta. Energia per la vita» (Milano, 1° maggio-31 ottobre 2015), al di là dell’incertezza che grava sulla destinazione finale dell’area, è interessante chiedersi che cosa rimane, ma soprattutto come non sperperare il patrimonio culturale che si è creato attorno all’Esposizione. Ridurre lo spreco alimentare, l’eredità scritta di Expo Expo2015 ci ha lasciato in eredità due documenti: la Carta di Milano (qui link  http://carta.milano.it/it/) e la Carta europea contro lo spreco alimentare (http://www.dontwaste.eu/carta/?lang=it). Mentre la...

Expo 2015: cibo e valori

Le esposizioni universali internazionali nacquero, nel 1851, per favorire la conoscenza delle scoperte e delle innovazioni nel campo della ricerca umana. Negli ultimi tempi, anche a motivo del nuovo modo di comunicare, esse sono maggiormente diventate occasione di riflessione e analisi della complessa realtà, di analisi e studio per una convivenza tra i popoli, possibilmente sempre più strutturata e solidale. La Santa Sede, lungi dall’essere esclusa da questa riflessione circa il futuro dell’umanità, parteciperà a EXPO Milano 2015, anche con un padiglione, caratterizzato dallo slogan “Non di solo...

Expo 2015: domande da cristiani

Che c’entra la Chiesa con l’Esposizione universale che ha aperto quindici giorni fa a Milano? A un primo livello possiamo rilevare che la Santa Sede sarà presente con un suo padiglione, collocato su un’area di 747 metri quadrati, sotto la “regia” del card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura. A un livello ulteriore notiamo che il tema dell’Expo, Nutrire il pianeta, energia per la vita, è strettamente connesso con la fede cristiana. Mangiare per condurre un’esistenza piena: è una constatazione di biologia e fisiologia. Ma anche un ottimo trampolino di lancio per...

Eco-profughi: tragedia del bene comune

Quando G. Hardin in The Tragedy of the Commons (pubblicato su Science nel 1968) suggeriva l’immagine della scialuppa, con a bordo le nazioni ricche e intorno i naufraghi disperati in balia delle onde che cercano di salirvi, non immaginava quanto la realtà avrebbe drammaticamente superato la metafora. Nel solo 2014 in 219.000 hanno attraversato il Mediterraneo, provenendo in buona parte da aree segnate da conflitti, tanto che più del 50% degli arrivi si è tradotto in richieste di asilo (dati UNHCR). Pertanto l’aiuto alle popolazioni nei paesi di origine, invocato da tempo ma quasi mai sostanziato...