Il 24 aprile, poco prima della «Giornata dell’Europa» che si celebra il 9 maggio a commemorazione della Dichiarazione Schumann del 1950, l’episcopato tedesco ha pubblicato una dichiarazione a sostegno dell’Unione Europea, intitolata Europa, dimostra sicurezza! Appello dei vescovi sull’identità dell’Europa in un mondo che cambia.
In un contesto segnato dalla guerra in Ucraina, dai conflitti in Medio Oriente e dalla nuova strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, che ha incrinato il partenariato transatlantico, i vescovi tedeschi richiamano la responsabilità della Chiesa per il progetto europeo: «La Chiesa ha... una responsabilità per l’Europa. Non può e non deve tacere quando il progetto dell’unificazione europea è in pericolo». Quanto alle radici cristiane, il documento evita un’interpretazione esclusivista dell’«Occidente cristiano», sottolineando piuttosto il contributo del cristianesimo alla dignità e all’uguaglianza di ogni persona, accanto alla tradizione greca della democrazia e a quella romana del diritto. Di fronte a un «disordine mondiale» in crescita, in un frangente in cui «l’Europa rischia di finire sulla difensiva nel suo ruolo di paladina della pace, della libertà e della dignità umana», i vescovi le chiedono di rafforzare l’autonomia di difesa, restare fedele ai valori del Trattato di Lisbona e ritrovare una «narrazione di speranza».
Stampa (27.4.2026) da sito web www.dbk.de. Nostra traduzione dal tedesco.
Il 12 giugno i presidenti delle conferenze episcopali cattoliche dei paesi che fanno parte del «Gruppo dei 7» (G7), con il sostegno del presidente della Commissione degli episcopati dell’Unione Europea (COMECE) mons. Mariano Crociata, hanno pubblicato un appello comune ai capi di Stato e di governo in vista del vertice del G7 di Évian-les-Bains (15-17 giugno 2026). S’intitola «Costruire ponti per la pace, la giustizia e la dignità umana». Appello dei presidenti delle conferenze episcopali cattoliche di Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia e Stati Uniti, con il sostegno del presidente della Commissione delle conferenze episcopali dell’Unione Europea, in occasione del Vertice del G7. Il testo richiama la dignità della persona come fondamento di ogni governance politica ed economica, in un contesto di conflitti armati, erosione del multilateralismo e crisi climatica. Si articola in quattro punti: rilancio del multilateralismo e del diritto internazionale; centralità della persona nello sviluppo e nella solidarietà; protezione di bambini e giovani nell’era digitale; responsabilità verso il creato e i migranti. «Una pace duratura non può essere garantita solo dalla logica del potere, dalla corsa agli armamenti o dai rapporti di forza», evidenziano i firmatari. L’iniziativa, sostenuta anche da Pax Christi International, è la prima del suo genere.
Stampa (12.6.2026) da sito web www.chiesacattolica.it.
Nella sua lettera pastorale Attuazione del processo sinodale nella diocesi di Anversa, pubblicata il 19 marzo, il vescovo Johan Bonny ha illustrato i suoi piani per rendere concreto nei prossimi anni quanto sin qui discusso sinodalmente. Infatti, avverte, «l’iniziativa è ora nelle mani dei vescovi e delle Chiese locali. Ora tocca a loro agire, e dovrebbero evitare che le persone percepiscano il processo sinodale come superfluo o come una ripetizione infinita di “ipotesi astratte” senza risultati. Tale rischio non è infatti improbabile. Ciò che va fatto non può più essere rinviato sine die». Secondo mons. Bonny «la credibilità della Chiesa nella nostra regione è radicata nel modo in cui vogliamo affrontare le preoccupazioni della nostra gente... La gente capirà che non possiamo compiere il passo finale adesso. Ciò che non capirà, tuttavia, è se non saremo disposti o avremo paura di compiere il passo successivo. Troppe questioni sono rimaste irrisolte per troppo tempo. Inoltre un vescovo non può aspettare e vedere dove soffia il vento ecclesiale. Deve assumersi la responsabilità, qui e ora, senza facili scuse». Tra gli obiettivi dichiarati c’è quello di ordinare preti degli uomini sposati.
Stampa (23.3.2026) da sito web www.otheo.be/bisdom-antwerpen. Nostra traduzione dall’inglese.
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