Con il commissariamento della società Deliveroo, dopo quello della branca italiana del colosso spagnolo Glovo, la Procura della Repubblica di Milano ha squarciato un velo d’indifferenza su un sistema di sfruttamento che si stenta a credere possa esistere in una metropoli dell’Europa occidentale. Secondo l’inchiesta, i rider che portano il cibo nelle case sarebbero stati retribuiti per anni con paghe «in alcuni casi inferiori fino a circa il 90% rispetto alla soglia di povertà e alla contrattazione collettiva», in aperto contrasto con il dettato costituzionale che richiede che ai lavoratori siano corrisposti trattamenti in grado di garantire «un’esistenza libera e dignitosa».
La lettera pastorale del vescovo di Novara mons. Franco Giulio Brambilla per l’anno pastorale 2025-2026, presentata lo scorso 10 ottobre, s’ispira al brano evangelico dei discepoli di Emmaus. L’intenzione dell’autore è accompagnare il «terzo discepolo», cioè «il lettore di ogni tempo»: il brano viene commentato «quasi fosse un racconto con il racconto, per mostrare dal vivo che il lettore di seconda mano, cioè la fede della Chiesa e quindi anche di questo nostro tempo, è il racconto vivente che si alimenta al cammino della fede pasquale degli apostoli».
La lettera è articolata in cinque capitoli, ognuno corrispondente a una parte del racconto evangelico: dopo un’illustrazione degli eventi narrati, l’attenzione si sofferma sulla «situazione spirituale dei discepoli»; ogni capitolo è seguito da un «passo», che costituisce idealmente una tappa del cammino del discepolo: in essa viene delineato «un aspetto essenziale del Vangelo» messo in luce dal brano corrispondente e vengono offerte «brevi indicazioni pastorali».
Al lettore, cioè, invitato a diventare contemporaneo di Gesù ripercorrendo l’esperienza dei discepoli di Emmaus, viene chiesto di riportare all’esterno quella stessa esperienza: in un atteggiamento testimoniale e missionario, forte della consapevolezza della propria ministerialità e della capacità di dimorare nella Parola, nell’eucaristia e nella carità, per «generare … umano nel cristiano», in dialogo con una società bisognosa di riscoprire il desiderio e di orientarlo verso Cristo.
Originale in nostro possesso.
Il binomio sicurezza-immigrazione è tornato di nuovo in primo piano nell’agenda politica nazionale. Si declina in vario modo, a seconda delle vere o presunte emergenze: come pericolo per la sicurezza nazionale, in tempi di attacchi terroristici; come criminalità urbana, quando sono le cronache a lanciare l’allarme; come attacco all’identità culturale, quando il dibattito si sposta sui simboli religiosi e i luoghi di culto.
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