A
Attualità
Attualità, 12/1985, 15/06/1985, pag. 309

La conferenza episcopale nel Consiglio delle chiese

S.D.

Leggi anche

Documenti, 2021-17

Aggiornamento sul cammino sinodale

Presidenza CEI

La 74ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (CEI) ha avviato il cammino sinodale delle Chiese in Italia. Nella sessione straordinaria del Consiglio episcopale permanente, svolta in videoconferenza il 9 luglio 2021, è stato tracciato, alla luce della Carta d’intenti presentata in Assemblea, un primo disegno del cammino, individuando un percorso quadriennale scandito da tre fasi correlate: narrativa, sapienziale e profetica. Intanto la Segreteria generale del Sinodo dei vescovi ha diffuso il 7 settembre il Documento preparatorio e il Vademecum per orientare la XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo (sulla sinodalità; cf. in questo numero a p. 527 e 537).

La Presidenza della CEI, recependo i due documenti, ha inviato una lettera ai vescovi italiani per aggiornare su quanto fatto finora – percorso ancora in evoluzione – in attesa della sessione autunnale del Consiglio episcopale permanente (27-29 settembre 2021) e dell’Assemblea generale straordinaria della CEI (22-25 novembre 2021). In particolare si chiarisce che il percorso del Sinodo universale e di quello nazionale vengono armonizzati, in quanto «nel primo anno (2021-22) faremo nostre le proposte della Segreteria generale del Sinodo dei vescovi per la XVI Assemblea generale ordinaria».

Documenti, 2021-11

DDL Zan: due note dei vescovi italiani

Presidenza della CEI

Sul disegno di legge Zan, recante «Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità» e citato nel Comunicato finale dell’Assemblea della CEI, la Presidenza dell’episcopato italiano si è sinora espressa con due Note, rispettivamente del 10 giugno 2020 e del 28 aprile 2021 (www.chiesacattolica.it).

Documenti, 2021-5

La nostra responsabilità nazionale

Discorso al Senato della Repubblica

Mario Draghi, presidente del Consiglio dei ministri

«Il primo pensiero che vorrei condividere, nel chiedere la vostra fiducia, riguarda la nostra responsabilità nazionale. Il principale dovere cui siamo chiamati, tutti, io per primo come presidente del Consiglio, è di combattere con ogni mezzo la pandemia e di salvaguardare le vite dei nostri concittadini. Una trincea dove combattiamo tutti insieme. Il virus è nemico di tutti. Ed è nel commosso ricordo di chi non c’è più che cresce il nostro impegno». Con queste parole il 17 febbraio il presidente del Consiglio Mario Draghi ha aperto il proprio discorso programmatico di Governo, rivolgendosi al Senato della Repubblica per chiedere la fiducia dell’aula (che ha ottenuto, con 262 voti a favore).

Il nuovo presidente del Consiglio, già presidente della Banca centrale europea dal 2011 al 2019, ha fissato come principi fondamentali del suo governo l’europeismo e l’atlantismo. Mentre l’orizzonte temporale del progetto di ricostruzione nazionale dopo la pandemia, qui impostato, si estende ad almeno sei anni, la durata cioè del Programma nazionale di ripresa e resilienza: «Oggi noi abbiamo, come accadde ai governi dell’immediato dopoguerra, la possibilità, o meglio la responsabilità, di avviare una nuova ricostruzione».