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Attualità
Attualità, 10/1988, 15/05/1988, pag. 271

Rimini: 8 mesi in più: incostituzionali?

S. C.

Leggi anche

Documenti, 2019-5

La protezione dei minori nella Chiesa

Incontro dei presidenti delle conferenze episcopali, 21-24 febbraio 2019

Card. Blase Cupich; Francesco

L’inedito incontro in Vaticano di tutti i presidenti delle conferenze episcopali sul tema della protezione dei minori, svoltosi dal 21 al 24 febbraio, è stato quasi un sinodo. Nelle tre giornate ha toccato i temi della responsabilità, dell’accountability (il dover rendere conto del loro operato) e della trasparenza nel trattare i casi di abuso e violenza sessuale all’interno della Chiesa.

Ma non solo: l’incontro ha proposto uno stile ecclesiale complessivo che oggi deve uniformare ogni comunità, dalla più grande o centrale alla più piccola o remota. In particolare, se è vero che ai vescovi è chiesto un esercizio reale della collegialità, per tutta la Chiesa è oggi urgente una reale sinodalità (cf. la relazione del card. B. Cupich, qui a fianco) che coinvolga ogni battezzato, chierico, religioso o laico, uomo o donna. Solo così infatti sarà possibile lottare con efficacia il terribile «mistero del male» che è entrato nella Chiesa, che s’«accanisce contro i più deboli perché sono immagine di Gesù» – ha detto papa Francesco nel discorso conclusivo –. La «rabbia giustificata della gente», che è come «il riflesso dell’ira di Dio, tradito e schiaffeggiato da questi disonesti consacrati», pone oggi davanti alla Chiesa, e ai vescovi in primis, l’obbligo d’intraprendere azioni concrete. Per questo i partecipanti hanno lavorato anche in forma di gruppi di discussione, a partire da 21 punti che sono stati distribuiti in apertura dei lavori (cf. riquadro a p. 135).

Documenti, 2018-15

Scrittura e Tradizione, Chiesa e salvezza

Consulta internazionale Chiesa cattolica - Alleanza evangelicale mondiale (2009-2016)

«Ci rendiamo conto che nella storia della Chiesa, fino a oggi, le divisioni hanno danneggiato l’unità visibile della Chiesa e minato la credibilità del Vangelo predicato nel mondo… Pertanto la Chiesa… è chiamata a lottare per la più grande unità possibile, come chiede Cristo stesso». È stato pubblicato nell’ottobre 2017, quando per la prima volta si è commemorato ecumenicamente l’anniversario della Riforma nel suo V centenario, il Rapporto della Consulta internazionale Chiesa cattolica - Alleanza evangelicale mondiale (2009-2016) su «Scrittura e Tradizione» e la «Chiesa nella salvezza». Cattolici ed evangelicali esaminano sfide e opportunità. Il Rapporto conclude la fase 2009-2016 del dialogo tra il dicastero della Santa Sede per l’ecumenismo e il massimo organismo rappresentativo di quella galassia di Chiese evangelicali, che fino a pochissimi decenni fa venivano chiamate «sette». Il testo, che «non è una dichiarazione autoritativa né della Chiesa cattolica né dell’Alleanza evangelicale mondiale» ma un documento di studio, evidenzia le convergenze sul sola Scriptura e sul ruolo della Chiesa nella salvezza, ma anche le questioni sensibili rimaste da chiarire, in un atteggiamento fraterno e non più di contrapposizione.

Documenti, 2017-15

Una collaborazione armoniosa

Accordo-quadro fra la Santa Sede e la Repubblica del Burundi su materie d’interesse comune

«Tenendo conto del fatto che una grande maggioranza di burundesi appartiene alla Chiesa cattolica, nonché dell’importanza e del ruolo che la Chiesa cattolica continua a giocare nella vita della nazione burundese al servizio dello sviluppo spirituale, morale, sociale, culturale e materiale del popolo burundese», e «in considerazione della densità delle istituzioni della Chiesa cattolica su tutto il territorio nazionale e della forza delle reti che le uniscono e le controllano, nonché della qualificazione e della dedizione dei suoi operatori pastorali», il 6 novembre 2012 è stato firmato questo Accordo-quadro fra la Santa Sede e la Repubblica del Burundi su materie d’interesse comune, che poi è entrato in vigore con lo scambio degli strumenti di ratifica il 28 febbraio 2014. Il concordato garantisce alla Chiesa cattolica la libertà di culto, di organizzazione, di espressione e così via, mentre per alcuni ambiti (associazioni; istruzione; assistenza nelle forze armate, negli ospedali e nelle carceri; partecipazione finanziaria dello stato ai servizi resi alla nazione) rimanda a ulteriori accordi da elaborare in sede di commissioni ad hoc. Negli ultimi due anni, dopo aver pubblicamente criticato il processo elettorale e le derive autoritarie del governo, la Chiesa burundese ha dovuto adottare un profilo basso per tutelare la sua azione pastorale e sociale.