A
Attualità
Attualità, 18/1990, 15/09/1990, pag. 565

Incostituzionali i crocefissi

A. L.

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Documenti, 2021-11

Il nostro Dio è tenerezza

Nicolas Lhernould, vescovo di Costantina e Ippona – Algeria

«La tenerezza è lo stile di Gesù che noi dobbiamo imitare e che, nello Spirito Santo, ci mette al tempo stesso in relazione con il Padre e con gli altri. Essa tocca la sete profonda di ogni persona di essere amata e di amare». Il 4 aprile 2021, giorno di Pasqua, mons. Nicolas Lhernould, giovane vescovo di Costantina e Annaba (Ippona) in Algeria, ha pubblicato la sua prima lettera pastorale, a poco più di un anno dal suo ingresso nel ministero. Intitolata Il nostro Dio è tenerezza, è divisa in quattro parti: «Apostoli della tenerezza», «Nell’intimità con Gesù», «Attraverso la nostra comunione reciproca» e infine «Verso la fraternità con tutti». La riflessione rielabora il magistero di papa Francesco sui temi dell’evangelizzazione, dell’incontro, dell’inculturazione e della fraternità e nello stesso tempo rispecchia l’esperienza di una piccola Chiesa locale immersa in un contesto culturale arabo a maggioranza musulmana.

«In noi, attorno a noi, nelle nostre comunità e nella nostra società, c’è una grande sete di tenerezza. Come famiglia chiamata a servire e a crescere, sforziamoci di placare questa sete: attraverso la preghiera e la vita interiore, la formazione, una vita di famiglia gioiosa… Attraverso la lingua, la cultura, l’ascolto, la meraviglia, l’ospitalità, l’incontro a tu per tu, la riflessione a più voci, l’impegno mano nella mano al servizio del Regno».

Documenti, 2021-9

Definizioni di antisemitismo

Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto; studiosi presso il Van Leer Institute di Gerusalemme

«Consapevoli della persecuzione storica degli ebrei nel corso della storia e delle lezioni universali dell’Olocausto, e vedendo con allarme la riaffermazione dell’antisemitismo da parte di gruppi che fomentano l’odio e la violenza nella politica, nella società e su Internet, cerchiamo di fornire una definizione di base utilizzabile, concisa e storicamente fedele dell’antisemitismo con una serie di linee guida». Così afferma la Dichiarazione di Gerusalemme sull’antisemitismo, elaborata da un gruppo di studiosi presso il Van Leer Institute di Gerusalemme e pubblicata il 25 marzo scorso corredata dalla firma di circa 200 studiosi di tutto il mondo che si occupano di studi ebraici o storici. La Dichiarazione di Gerusalemme si propone di chiarire in particolare un aspetto chiave, su cui la Definizione di antisemitismo dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (IHRA) del 2016 ha «causato confusione e generato controversie, indebolendo così la lotta contro l’antisemitismo». Si tratta cioè dell’identificazione tra critiche a Israele e antisemitismo (cf. riquadro a p. 320).

Tra i firmatari vi sono noti storici, scienziati sociali e intellettuali come Michael Walzer, Aleida Assman, Carlo Ginzburg, Avishai Margalit, David Feldman e Abraham Ben Yehoshua.

Documenti, 2020-21

Intelligenza artificiale e medicina

Comitato nazionale per la bioetica, Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita

Tra i numerosi ambiti di sviluppo e applicazione dell’intelligenza artificiale, uno dei più delicati e sensibili è quello della medicina, e negli ultimi mesi è stato al centro dell’attenzione di diverse istituzioni a livello nazionale ed europeo.

L’11 giugno il Comitato nazionale per la bioetica ha pubblicato un parere su Intelligenza artificiale e medicina: aspetti etici, elaborato insieme al Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita, per evidenziare benefici e rischi collegati all’uso di sistemi di intelligenza artificiale e individuare le strategie e gli eventuali interventi normativi necessari per garantire che il rapido progresso in questo campo avvenga in un contesto di sicurezza e tutela dei diritti delle persone.

I Comitati sottolineano le innegabili opportunità date dall’intelligenza artificiale nel rapporto medico-paziente, che consistono tra l’altro in una riduzione degli errori, dei tempi e dei rischi; dall’altro lato individuano alcuni profili critici, come l’affidabilità degli strumenti di intelligenza artificiale, i rischi legati all’uso e alla condivisione dei dati, l’opacità degli algoritmi alla base del funzionamento dell’intelligenza artificiale, il problema del consenso informato e della responsabilità in caso di danni causati dalla tecnologia. E propongono alcune raccomandazioni per limitare tali rischi.