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Attualità
Attualità, 2/1999, 15/01/1999, pag. 43

F. Roiter, Vaticano

A. R.

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Leggi anche

Documenti, 2020-7

Pandemia: parlano i pastori

Vescovi italiani: Milano, Latina, Roma, Bologna, Bergamo, Rieti

Nell’infuriare del contagio da coronavirus in Italia, i vescovi italiani stanno accompagnando le sofferenze delle loro Chiese con lettere e messaggi in numerose occasioni e forme. Senza poter esaurire l’abbondanza delle espressioni, ne proponiamo una selezione che tocca temi e luoghi diversi. Pubblichiamo:

– mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano, Omelia per la prima domenica di Quaresima, 1.3.2020 (chiesadimilano.it);

– mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina, Lettera a preti e diaconi, 16.3.2020 (originale in nostro possesso);

– mons. Daniele Libanori, vescovo ausiliare di Roma, Lettera ai sacerdoti, 19.3.2020 (diocesidiroma.it);

– card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, Lettera agli anziani, 25.3.2020 (originale in nostro possesso);

– mons. Francesco Beschi, vescovo di Bergamo, Preghiera dal cimitero di Bergamo per tutti coloro che sono morti in questi giorni di pandemia, 27.3.2020, omelia (diocesibg.it);

– Chiesa di Rieti, opuscolo Dove vuoi che prepariamo per celebrare la Pasqua? Celebrazione domestica della Pasqua del Signore, 29.3.2020, capitolo finale (chiesadirieti.it).

Documenti, 2019-7

«No» al Decreto sicurezza

Mons. Douglas Regattieri e i direttori delle 15 Caritas diocesane dell’Emilia-Romagna

Un documento per ribadire «la ferma decisione di metterci dalla parte degli ultimi e dei più svantaggiati che bussano alle nostre porte»: a firmarlo è il vescovo della diocesi di Cesena-Sarsina Douglas Regattieri, delegato della Conferenza episcopale regionale per il Servizio della carità, insieme ai direttori delle 15 Caritas diocesane della regione, ed è stato reso pubblico il 12 febbraio. Un testo che, in maniera esplicita, giudica negativamente il cosiddetto «Decreto sicurezza», cioè le Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale, immigrazione, sicurezza pubblica, fortemente volute dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e approvate definitivamente il 28 novembre 2018.

Il Decreto sicurezza secondo i vescovi emiliano-romagnoli porta a «un atteggiamento vessatorio nei confronti di persone a cui si imputa il torto di essere straniere e povere, le quali saranno condannate a maggiore precarietà e marginalità, a danno di tutta la cittadinanza». I firmatari sostengono l’iniziativa dei sindaci e dei presidenti regionali che hanno promosso il ricorso alla Corte costituzionale, ma invitano anche a non rimanere inerti e mettere in atto una sorta di «obiezione di coscienza» a un decreto che non tutela la vita delle persone. L’auspicio è che si intraprendano altri percorsi, come lo «studio di strumenti giuridici e amministrativi che permettano l’accompagnamento alla legalità delle persone che incontriamo».

Documenti, 2017-17

Fra Gerusalemme e Roma

Conferenza dei rabbini europei, Gran rabbinato d’Israele, Consiglio rabbinico d’America

«Nonostante le differenze teologiche inconciliabili, noi ebrei consideriamo i cattolici nostri partner, alleati stretti, amici e fratelli nella nostra mutua ricerca di un mondo migliore benedetto da pace, giustizia sociale e sicurezza». La dichiarazione Fra Gerusalemme e Roma. Riflessioni sui 50 anni della Nostra aetate, è stata consegnata il 31 agosto a papa Francesco da una delegazione rabbinica in rappresentanza delle istituzioni ebraiche che l’hanno firmata: la Conferenza dei rabbini europei, il Gran rabbinato d’Israele, il Consiglio rabbinico d’America. Il testo riconosce la svolta nelle relazioni tra la Chiesa cattolica e l’ebraismo costituita dalla dichiarazione Nostra aetate del concilio Vaticano II e dagli atti e dialoghi ufficiali successivi, grazie ai quali l’inimicizia e i pregiudizi del passato hanno ceduto il passo a relazioni di amicizia e fratellanza. «Per allargare le relazioni fraterne e le cause comuni coltivate fra cattolici ed ebrei come frutto della Nostra aetate chiediamo a tutte le denominazioni cristiane che non lo hanno ancora fatto di seguire l’esempio della Chiesa cattolica: estirpare l’antisemitismo dalla loro liturgia e dalle loro dottrine, porre fine alla missione attiva presso gli ebrei e lavorare per un mondo migliore mano nella mano con noi, il popolo ebraico».