O. Clément, Roma diversamente
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Il 4 dicembre è stata pubblicata la lettera a papa Leone XIV con cui la Commissione di studio presieduta dal card. Giuseppe Petrocchi, incaricata nel 2020 da papa Francesco di esaminare la possibilità di ammettere le donne al diaconato, ha presentato le proprie conclusioni. Nel testo si afferma che un semplice chiarimento storico sulla forma di diaconato esistente nella Chiesa primitiva non consente di giungere ad «alcuna certezza definitiva» per le decisioni future. Pertanto, secondo il parere della commissione teologica mista composta da dieci membri, la questione dell’ordinazione delle diaconesse rimane aperta a «ulteriori approfondimenti teologici e pastorali»; e la decisione deve essere presa a livello del magistero, che deve rispondere in modo vincolante alle domande «presenti in alcuni settori del popolo di Dio» ed emerse tra l’altro nei Sinodi per l’Amazzonia e sulla sinodalità. Sulla questione la commissione ha votato diverse tesi e i risultati della votazione sono stati pubblicati nel testo. La tesi dogmatica secondo cui nella Chiesa cattolica possono essere ordinati solo uomini perché Gesù Cristo era un uomo non ha ottenuto la maggioranza, ma ha ricevuto cinque voti a favore e cinque contro. Al tempo stesso anche le tesi per l’introduzione del diaconato femminile come ministero ordinato non hanno ottenuto la maggioranza. La questione rimane quindi aperta.
Stampa (4.12.2025) da sito web www.vatican.va.
La Strategia di sicurezza nazionale, pubblicata dal presidente Donald Trump il 4 dicembre 2025, segna un significativo cambiamento strategico per la politica degli Stati Uniti: dare priorità alle Americhe, alla difesa nazionale e al principio «America first», cioè «prima l’America»; ridefinire il ruolo globale degli Stati Uniti; esercitare pressioni sull’Europa affinché si assuma maggiori responsabilità; e adottare una posizione meno interventista e più mirata nell’Indo-Pacifico. Questa ricalibrazione porterà con sé, nelle intenzioni dell’amministrazione Trump, un adeguamento della presenza militare statunitense, che si ridurrà nei teatri considerati meno essenziali per la sicurezza nazionale. Ma produrrà anche un periodo di grande incertezza, dove sia gli alleati sia i rivali degli Stati Uniti saranno chiamati a loro volta a rivedere le loro strategie di sicurezza.
Il documento esprime anche una visione fortemente critica dell’Europa, che viene messa in guardia dal rischio di una «cancellazione della civiltà» nel continente a causa delle politiche migratorie, dei bassi tassi di natalità, dell’indebolimento delle identità nazionali, della perdita di sovranità dovuta alle istituzioni sovranazionali (vedi Unione Europea) e alla stagnazione economica. La conseguenza è una profonda trasformazione delle relazioni transatlantiche, non più basate sulla fiducia reciproca, ma sull’interesse unilaterale USA; mentre la Cina non è più presentata come la principale minaccia o sfida per gli Stati Uniti.
Stampa (9.12.2025) da sito web www.whitehouse.gov; nostra traduzione dall’inglese.
Nella visita compiuta ad Assisi il 4 ottobre 2013 papa Francesco – che nel marzo precedente, poco dopo l’elezione, aveva già spiegato ai giornalisti le ragioni che l’avevano indotto ad assumere, per la prima volta nella storia della Chiesa, il nome del Poverello – tenne un’impegnativa e articolata omelia sulle ragioni per cui l’esempio del santo di Assisi aveva fornito un modello d’interpretazione del messaggio evangelico di straordinaria attualità: permetteva infatti alla Chiesa odierna di comunicarlo agli uomini contemporanei.
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