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Attualità
Attualità, 22/2004, 15/12/2004, pag. 777

Paraguay: riforma agraria urgente

L. L.

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Leggi anche

Documenti, 2021-15

Documento per il cammino

Documento preparatorio verso la I Assemblea ecclesiale dell’America Latina

Consiglio episcopale latinoamericano (CELAM)

Tra i percorsi sinodali che si stanno svolgendo o si avviano a partire, sarà caratterizzato da un profilo specifico quello dell’America Latina e dei Caraibi, che si può rifare alla consolidata tradizione delle Conferenze generali dell’episcopato che hanno cadenzato, una per decennio, il postconcilio della Chiesa cattolica sudamericana. Ma quella che si svolgerà dal 21 al 28 novembre a Città del Messico con il motto «Siamo tutti discepoli missionari in uscita», la I Assemblea ecclesiale dell’America Latina e dei Caraibi, avrà una formula nuova: come ha affermato papa Francesco nel videomessaggio all’avvio del cammino preparatorio, «non è una Conferenza dell’episcopato latinoamericano come le precedenti, come l’ultima, quella di Aparecida, da cui ancora oggi abbiamo molto da imparare. No, è un’altra cosa. È una riunione del popolo di Dio: laiche, laici, consacrate, consacrati, sacerdoti, vescovi, tutto il popolo di Dio in cammino».
Il Documento per il cammino, strumento pensato per accompagnare il processo preparatorio di ascolto che sta coinvolgendo comunità, diocesi e conferenze episcopali di tutto il subcontinente, è stato pubblicato dal Consiglio episcopale latinoamericano (CELAM) il 31 marzo 2021 insieme a una Guida metodologica, e riprende le linee programmatiche dell’ultima Conferenza generale dell’episcopato (Aparecida 2007) per rideclinarle nel contesto attuale.

Documenti, 2020-15

Una Conferenza ecclesiale per l’Amazzonia

Consiglio episcopale latinoamericano (CELAM), Rete ecclesiale panamazzonica (REPAM)

«In questi tempi difficili ed eccezionali per l’umanità, mentre la pandemia colpisce con forza la regione panamazzonica e la realtà di violenza, esclusione e morte contro il bioma e i popoli che lo abitano reclama un’urgente quanto imminente conversione integrale, la Conferenza ecclesiale dell’Amazzonia vuole essere una buona notizia e una risposta opportuna al grido dei poveri e della sorella madre Terra, così come uno strumento efficace per assumere, a partire dal territorio, molte delle proposte nate nell’Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per la regione panamazzonica».

Il 29 giugno 2020 un comunicato congiunto del Consiglio episcopale latinoamericano (CELAM) e della Rete ecclesiale panamazzonica (REPAM) ha annunciato la nascita della «Conferenza ecclesiale dell’Amazzonia». È il primo frutto concreto del recente Sinodo dei vescovi della regione panamazzonica (6-27.10.2019), che nel Documento finale proponeva la creazione di «un organismo episcopale che promuova la sinodalità tra le Chiese della regione, che aiuti a delineare il volto amazzonico di questa Chiesa». Lo presiederà il card. Claudio Hummes, e all’interno del Comitato esecutivo avrà tre rappresentanti dei popoli originari.

Documenti, 2020-15

Cooperazione per superare la pandemia

Consiglio episcopale latinoamericano (CELAM)

Il 23 agosto, mentre i numeri della pandemia di COVID-19 in America Latina continuano a crescere (oltre 6 milioni di malati a quella data), il Consiglio episcopale latinoamericano (CELAM) ha inviato una Lettera ai leader e governanti dell’America Latina e dei Caraibi intitolata Appello all’integrazione e alla cooperazione regionale per cercare soluzioni di fronte alla crisi del COVID-19.

Il modo per affrontare la tragedia che sta colpendo la regione, secondo i vescovi cattolici, è realizzare «una “patria grande” integrata tra America Latina e Caraibi. Come primo passo ci auguriamo che siano adottate azioni concrete per garantire centri di ricerca, laboratori e produzione di farmaci che riuniscano il meglio della nostra intelligenza scientifica e siano supportati in modo cooperativo dai paesi della regione, per fare insieme ciò che nessuno o pochissimi potrebbero fare separatamente». Le pandemie in realtà sono due, e una di esse è la strutturale situazione di ingiustizia sociale che ha esposto la parte più povera della popolazione al contagio senza aver adeguato accesso alle cure. «Potremmo così affrontare anche le cosiddette malattie invisibili, risultato di condizioni socio-economiche deficitarie e inique, che provocano più morti del COVID-19».