T. Verdon, Michelangelo teologo
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Il 4 dicembre è stata pubblicata la lettera a papa Leone XIV con cui la Commissione di studio presieduta dal card. Giuseppe Petrocchi, incaricata nel 2020 da papa Francesco di esaminare la possibilità di ammettere le donne al diaconato, ha presentato le proprie conclusioni. Nel testo si afferma che un semplice chiarimento storico sulla forma di diaconato esistente nella Chiesa primitiva non consente di giungere ad «alcuna certezza definitiva» per le decisioni future. Pertanto, secondo il parere della commissione teologica mista composta da dieci membri, la questione dell’ordinazione delle diaconesse rimane aperta a «ulteriori approfondimenti teologici e pastorali»; e la decisione deve essere presa a livello del magistero, che deve rispondere in modo vincolante alle domande «presenti in alcuni settori del popolo di Dio» ed emerse tra l’altro nei Sinodi per l’Amazzonia e sulla sinodalità. Sulla questione la commissione ha votato diverse tesi e i risultati della votazione sono stati pubblicati nel testo. La tesi dogmatica secondo cui nella Chiesa cattolica possono essere ordinati solo uomini perché Gesù Cristo era un uomo non ha ottenuto la maggioranza, ma ha ricevuto cinque voti a favore e cinque contro. Al tempo stesso anche le tesi per l’introduzione del diaconato femminile come ministero ordinato non hanno ottenuto la maggioranza. La questione rimane quindi aperta.
Stampa (4.12.2025) da sito web www.vatican.va.
È la trasmissione della fede in un tempo di secolarizzazione il tema del documento pastorale del card. Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, intitolata La Parola sul cuore. Lettera sulla trasmissione della fede e pubblicata il 21 settembre per l’anno pastorale 2025-2026. Partendo dall’incipit della Prima lettera di Giovanni, il card. Repole constata – di fronte al venir meno di un cristianesimo di popolo – la necessità di «cristiani che annunciano con la testimonianza della loro vita, in tutte le dimensioni della loro esistenza... Solo dei cristiani che si lasciano continuamente immettere nella comunione con Cristo e con i fratelli possono risultare credibili e possono far sì che il Vangelo sia preso in seria considerazione da chi li incontra».
Al tempo stesso a livello comunitario «si rende indispensabile un cambiamento di rotta» nella mentalità e nelle strutture deputate all’annuncio, ancora imperniate nella catechesi ai bambini che continua ad assorbire la gran parte delle energie, indirizzando invece l’attenzione verso i giovani («la pastorale giovanile non può più essere considerata come uno dei tanti ambiti dell’agire ecclesiale»), gli adulti e le persone di altre culture.
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