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Attualità
Attualità, 22/2017, 15/12/2017, pag. 646

Francesco - Myanmar e Bangladesh: Francesco e Buddha

Note su un viaggio diplomaticamente delicato e sull’incontro con i rohingya

Stefano Vecchia

Non si può negare che la visita di Francesco in Myanmar dal 27 al 30 novembre, la prima di un papa nel paese indipendente solo dal 1948 e sottoposto dal 1962 al 2010 a una feroce dittatura militare, sia stata un evento. Il viaggio ha segnalato al mondo la presenza di una Chiesa attiva, che ha saputo crescere durante il mezzo secolo di dittatura militare e che nonostante la sua consistenza, soprattutto tra le minoranze etniche, in parte ancora impegnate in un confronto armato con il governo centrale, si è saputa fare Chiesa di tutti e promotrice di iniziative di coscientizzazione e sviluppo senza alcuna esclusione.

 

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Attualità, 2022-20

Asia - 50° della FABC: il futuro è nel dialogo

Celebrata la Conferenza generale della Federazione

Stefano Vecchia

Dal 12 al 30 ottobre scorso la Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche (FABC, l’acronimo con cui è nota dal suo nome inglese) ha celebrato, con la sua prima Conferenza generale, il mezzo secolo dalla fondazione, un incontro che si è tenuto con due anni di ritardo rispetto alla data effettiva del 50o (2020) a causa della pandemia da COVID-19 (cf. Regno-att. 18,2021,598).

 

Attualità, 2022-18

India - Madre Teresa: i poveri e la fede

Stefano Vecchia

A 112 anni dalla nascita e a 25 dalla morte, avvenuta a Calcutta il 5 settembre 1997, la figura di santa Teresa di Calcutta resta assai popolare in India e non solo tra i cristiani. Madre Teresa, com’è comunemente nota, ha lasciato nel paese dov’era arrivata nel 1929 un vuoto nei tanti che hanno avuto la possibilità d’incontrarla direttamente, ma la sua esperienza e il suo insegnamento restano ancora vivi negli istituti femminili e maschili da lei voluti e nelle numerose iniziative di carattere caritativo.

 

Attualità, 2022-16

Cina - ONU: il Rapporto che accusa

Stefano Vecchia

Quarantasei pagine per quello che è finora il documento più circostanziato sulla repressione operata da Pechino sulla minoranza uigura e su altri gruppi sempre di fede musulmana nell’immensa provincia autonoma occidentale dello Xinjiang. Il Rapporto, diffuso il 31 agosto dall’Ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i diritti umani con sede a Ginevra, per fare «il punto» su quello che le autorità cinesi continuano a negare, è anche nel complesso il più pesante atto d’accusa finora formulato nei loro confronti, pur lasciando aperta la porta a una possibile cooperazione tra l’Alto commissariato e la dirigenza cinese.