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Attualità
Attualità, 6/2017, 15/03/2017, pag. 170

Asia - Filippine: i vescovi contro il presidente

Stefano Vecchia

Per la prima volta in modo unitario, dopo prese di posizione di singoli prelati ma anche tanti silenzi verso le politiche repressive attuate dal presidente Rodrigo Duterte dall’avvio del suo mandato il 30 giugno scorso, la Chiesa cattolica filippina si è espressa con chiarezza con una dichiarazione – che si rifà nel titolo al versetto di Ezechiele 18,32 «Io non godo della morte di chi muore. Oracolo del Signore. Convertitevi e vivrete» – contro la «guerra alla droga», forse la più controversa tra le iniziative di Duterte.

 

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Chiesa cattolica - India. Anche dalit

Stefano Vecchia

Non si allentano le tensioni all’interno della Chiesa cattolica indiana. Durante la scorsa estate sono riemerse su aspetti che hanno radici antiche e che sono particolarmente presenti nell’India meridionale, che non solo ospita una comunità cattolica più antica e consistente, ma è anche luogo di evoluzione e diffusione dei riti locali, quello siro-malabarese e quello siro-malankarese, in un non sempre sciolto equilibrio di rapporti tra loro e con il rito latino maggioritario.

 

Attualità, 2021-14

India - Padre Swamy: ora vive nei poveri

Stefano Vecchia

Padre Stanislaus Lourdusamy, noto come Stan Swamy (swamy è un termine onorifico della tradizione indù verso chi si dedica alla vita religiosa), è deceduto il 5 luglio in ospedale a Mumbai dopo 9 mesi in detenzione. Nato nello stato meridionale indiano del Tamil Nadu nel 1937, il gesuita era noto soprattutto come attivista per i diritti delle popolazioni indigene e di altri gruppi discriminati, emarginati o perseguitati ai quali aveva dedicato gli ultimi 30 anni della sua lunga vita. Si era trasferito nello stato di Jharkhand, nell’India centrale, uno tra gli stati indiani più arretrati e a più alta presenza di minoranze tribali e aborigene, in parte convertite alla fede cristiana.

Attualità, 2021-12

India - COVID-19: ancora emergenza

Stefano Vecchia

Superato il secondo picco pandemico il 30 aprile, quando si sono registrati 401.993 nuovi casi (con il record di 4.529 morti giornalieri il 18 maggio), nelle settimane successive, l’India ha visto scendere la curva del contagio ma questo non ha impedito l’allungarsi della scia di lutti e il rafforzarsi delle critiche e delle polemiche per come il governo ha mal gestito la pandemia.