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Attualità
Attualità, 8/2017, 15/04/2017, pag. 228

L. Grecchi, L’umanesimo della cultura medievale

L’umanesimo della cultura rinascimentale. XIV-XV secolo

Domenico Segna

Il volume espone gli aspetti umanistici della cultura rinascimentale, indagati dalla prospettiva della loro continuità sia nella filosofia greca sia in quel periodo che va dal IV al XV secolo.

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S. Veca, Prove di autoritratto

Domenico Segna

Notevole è il debito che la filosofia italiana, segnatamente quella politica, ha contratto con Salvatore Veca: un debito innanzitutto culturale prima ancora che politico. Basti leggere questa autobiografia scritta – con S. Mondadori – con passione senza alcuna vanagloria, per poter rendersi conto del peso che ha significato, e significa, la sua traiettoria intellettuale nel dibattito su che cosa debba essere la sinistra e, più ancora, su che cosa si debba intendere per cittadinanza o per società giusta.

 

Attualità, 2021-14

F. Mancinelli, Tutti gli occhi che ho aperto

Domenico Segna

Dopo il folgorante debutto di Mala Kruna (2007), voce poetica consolidatasi e approfonditasi con le altrettanto efficaci raccolte di Pasta madre (2013) e Libretto di transito (2018), la poetessa Franca Mancinelli, la «donna-albero», con questo volume ha pubblicato uno fra i libri di poesia più originali dell’attuale panorama letterario italiano, certamente la sua raccolta più stilisticamente matura. 

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C. Frugoni, Paure medievali

Epidemie, prodigi, fine del tempo

Domenico Segna

Per Chiara Frugoni, con il suo volume pubblicato nel momento in cui la pandemia si è manifestata in tutta la sua virulenza, è possibile stabilire, per alcuni aspetti, un legame tra il 2020 e il 1348, sebbene siano evidenti le differenze tra le due epoche. Come allora anche ai nostri tempi abbiamo assistito all’impotenza delle cure, siamo stati muti testimoni di decine di bare trasportate con i camion dell’esercito per essere sepolte senza alcun familiare ad assistere alla cerimonia, come nel caso della Lombardia e di Bergamo in particolare, senza poi contare il numero insufficiente dei medici e degli infermieri per affrontare un contesto così eccezionale.