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Attualità
Attualità, 14/2018, 15/07/2018, pag. 435

India - Chiesa cattolica: vietato criticare

Stefano Vecchia

Il 23 agosto, i cristiani dell’India ricorderanno il decennale dell’evento più traumatico della loro storia: la persecuzione avviata nel distretto di Kandhamal, Stato orientale di Orissa. L’occasione dell’uccisione di un leader estremista indù, rivendicata dai guerriglieri maoisti ma pretestuosamente attribuita ad attivisti cristiani, diede il via a una pianificata persecuzione anti-cristiana, la peggiore della storia del paese, con uno strascico che ancora non si è esaurito.

 

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Stefano Vecchia

Con l’avvio del percorso del Sinodo della Chiesa universale il 10 ottobre, anche l’Asia si prepara a dare il proprio contributo. Il cammino, che a livello continentale avrà luogo tra settembre 2022 e giugno 2023, sarà ovunque preceduto da una preparazione a livello diocesano e dalla pubblicazione di un primo Instrumentum laboris tra un anno. Il percorso complessivo evidenzierà anche la varietà di situazioni di un continente che resta quello con maggiori potenzialità di crescita per la Chiesa cattolica che opera in condizioni spesso sfavorevoli, comunque d’assoluta minoranza, potendo contare circa 140 milioni di battezzati su 4,6 miliardi di abitanti.

 

 

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Stefano Vecchia

Padre Stanislaus Lourdusamy, noto come Stan Swamy (swamy è un termine onorifico della tradizione indù verso chi si dedica alla vita religiosa), è deceduto il 5 luglio in ospedale a Mumbai dopo 9 mesi in detenzione. Nato nello stato meridionale indiano del Tamil Nadu nel 1937, il gesuita era noto soprattutto come attivista per i diritti delle popolazioni indigene e di altri gruppi discriminati, emarginati o perseguitati ai quali aveva dedicato gli ultimi 30 anni della sua lunga vita. Si era trasferito nello stato di Jharkhand, nell’India centrale, uno tra gli stati indiani più arretrati e a più alta presenza di minoranze tribali e aborigene, in parte convertite alla fede cristiana.