A
Attualità
Attualità, 10/2019, 15/05/2019, pag. 292

G. Filoramo, Il grande racconto delle religioni

Domenico Segna

Orizzonte ultimo che fa da tessuto connettivo all’intero volume è la ricerca di un filo d’Arianna atto a esplorare, senza mai perdersi, l’intricato dedalo delle visioni religiose, molteplici e variabili come le culture e le lingue di cui sono diretta e legittima espressione. Tale filo viene identificato, a seconda delle situazioni, con un orizzonte immanente o trascendente, cosmico o metacosmico ferma restando la coupure che storicamente si ebbe tra l’VIII e il III secolo a.C. grazie alla quale gradualmente affiorò una concezione indiscutibilmente soprasensibile del divino.

 

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Attualità, 2021-16

S. Veca, Prove di autoritratto

Domenico Segna

Notevole è il debito che la filosofia italiana, segnatamente quella politica, ha contratto con Salvatore Veca: un debito innanzitutto culturale prima ancora che politico. Basti leggere questa autobiografia scritta – con S. Mondadori – con passione senza alcuna vanagloria, per poter rendersi conto del peso che ha significato, e significa, la sua traiettoria intellettuale nel dibattito su che cosa debba essere la sinistra e, più ancora, su che cosa si debba intendere per cittadinanza o per società giusta.

 

Attualità, 2021-14

F. Mancinelli, Tutti gli occhi che ho aperto

Domenico Segna

Dopo il folgorante debutto di Mala Kruna (2007), voce poetica consolidatasi e approfonditasi con le altrettanto efficaci raccolte di Pasta madre (2013) e Libretto di transito (2018), la poetessa Franca Mancinelli, la «donna-albero», con questo volume ha pubblicato uno fra i libri di poesia più originali dell’attuale panorama letterario italiano, certamente la sua raccolta più stilisticamente matura. 

Attualità, 2021-10

C. Frugoni, Paure medievali

Epidemie, prodigi, fine del tempo

Domenico Segna

Per Chiara Frugoni, con il suo volume pubblicato nel momento in cui la pandemia si è manifestata in tutta la sua virulenza, è possibile stabilire, per alcuni aspetti, un legame tra il 2020 e il 1348, sebbene siano evidenti le differenze tra le due epoche. Come allora anche ai nostri tempi abbiamo assistito all’impotenza delle cure, siamo stati muti testimoni di decine di bare trasportate con i camion dell’esercito per essere sepolte senza alcun familiare ad assistere alla cerimonia, come nel caso della Lombardia e di Bergamo in particolare, senza poi contare il numero insufficiente dei medici e degli infermieri per affrontare un contesto così eccezionale.