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Attualità
Attualità, 14/2019, 15/07/2019, pag. 431

Messico - Stati Uniti: il confine e gli accordi

Gabriella Zucchi

Un anno fa, alla notizia dell’elezione a presidente del Messico di Andrés Manuel López Obrador (AMLO), Donald Trump aveva dichiarato in un tweet di non vedere l’ora di lavorare con lui. Di rimando AMLO gli aveva offerto di ridurre i flussi migratori verso gli USA in cambio di aiuti allo sviluppo, per combattere la povertà e generare posti di lavoro.1 È del 7 giugno un accordo tra i due paesi, scaturito dopo che Trump aveva minacciato di applicare dazi del 5% sulle importazioni dal Messico a far data dal 10 giugno, se il governo di López Obrador non avesse contenuto la crescente immigrazione illegale.

 

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Gabriella Zucchi

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Gabriella Zucchi

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Non si è ripetuto l’exploit del plebiscito del 25 ottobre, che, in un paese in cui l’affluenza al voto è di norma piuttosto scarsa, aveva visto accorrere alle urne più del 50% degli elettori per esprimersi sull’opportunità di mettere mano a una nuova Costituzione. Ma il 15 e16 maggio (oltre un mese dopo la data stabilita, a motivo della pandemia) il 42,5% dei cileni ha comunque eletto i 155 delegati che dovranno redigere la nuova Carta costituzionale, superando completamente quella del 1980, varie volte emendata, ma pur sempre figlia dell’era Pinochet.