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Attualità
Attualità, 18/2020, 15/10/2020, pag. 556

V. Bonanni, La fabbrica di Pinocchio

Dalla fiaba all’illustrazione, l’immaginario di Collodi

Luca Miele

Un libro scritto per ragazzi si è «trasformato in un libro sapienziale per adulti, oggetto di un’incessante pratica ermeneutica e appiglio sdrucciolevole verso una deriva interpretativa. In questo gioco, tuttavia, ciò che si perde è il testo stesso, sostituito dalla teoria che lo riscrive» (VII), scrive Veronica Bonanni. Entrare nel laboratorio di Pinocchio significa innanzitutto questo: restituire l’opera di Collodi al suo disegno originario. Riscattare Pinocchio da un «gioco», quello della continua reinterpretazione in cui smarrirsi, è il «testo» stesso.

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Leggi anche

Attualità, 2021-14

E. Coccia, Filosofia della casa

Lo spazio domestico e la felicità

Luca Miele

L‘indagine di Coccia inizia con una sorta di mea culpa. Nonostante sia connaturata all’esperienza del vivere di tutti, la casa è stata (colpevolmente?) dimenticata dalla filosofia che le ha sempre preferito la polis, la dimensione comunitaria, la vita associativa. Nelle parole di Coccia «la filosofia ha dismesso lo spazio domestico dall’orizzonte delle sue preoccupazioni» (7), facendo della eudemonia «un fatto politico» (8) e consegnandola in qualche modo ai fantasmi della violenza (politica).

 

Attualità, 2021-12

L. Mortari, La politica della cura

Prendere a cuore la vita

Luca Miele

La filosofa Luigina Mortari, da anni, si dedica al dis-occultamento di quella parola sapienziale, originaria, centrata proprio sulla pratica della cura. Un qualcosa di essenziale e coestensivo alla vita stessa se è vero che, come scrive Mortari, «avere cura è il modo necessario dell’esserci» (37), è «il fenomeno ontologico fondamentale», la risposta prima e inaggirabile «alla fragilità e alla vulnerabilità della vita umana» (35).

 

Attualità, 2021-10

Byung-Chul Han, La società senza dolore

Perché abbiamo bandito la sofferenza dalle nostre vite

Luca Miele

Per il filosofo sudcoreano Byung-Chul Han, una delle voci più autorevoli e originali del pensiero contemporaneo, il COVID ha soltanto accelerato e reso trasparente un processo in atto da tempo: l’edificazione della società senza dolore. Nelle società avanzate il dolore è stato progressivamente bandito, esonerato, anestetizzato. Nella narrazione che domina il nostro tempo, il dolore non serve più, ha cessato di essere eloquente, ha smesso di essere com-preso dentro un orizzonte di senso.