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Attualità
Attualità, 16/2021, 15/09/2021, pag. 521

Venezia - Mostra del cinema: il corpo delle donne

Chiavi di lettura della recente kermesse sulla settima arte

Arianna Prevedello

La 78a Mostra del cinema – la seconda in tempo di pandemia – ha consegnato una carrellata di storie nelle quali emergono alcune tendenze comuni. Si tratta di ricorrenze, codici quasi ridondanti che segnalano al pubblico un’urgenza rappresentativa sentita dagli autori (sceneggiatori e registi). Una di queste è senz’altro il corpo della donna, non tanto o non solo come questione femminile, ma proprio la sua carne come sede di possesso, di spartizione, di prevaricazione e perfino di regolamento di conti millenari. Di film in film quello delle donne ritorna come un corpo abusato, violato, interrotto che non trova spazi di pace e di dignità, in un tragico parallelismo con le cronache odierne.

 

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Il cinema non si stanca d’abitare le verità ultime e di prepararci a dirupi inospitali. Con buona pace dei produttori che sempre più si vedono consegnare script con questo accento drammatico, il cinema adempie egregiamente alla sua funzione di processore artistico, sminuzzando la vita nei suoi sintagmi fondamentali. Tra questi non poteva sfuggire quello che guarda con franchezza alla morte o alla sua ipotesi, allontanando così sempre più l’orizzonte di un cinema di evasione, per tramutarsi piuttosto nel biglietto per uno spettacolo che proietta, invece, nelle viscere meno certe della vita, nelle poche cose che continuano a farci veramente paura e riportandoci di conseguenza a dinamiche di umiltà altrimenti inaccessibili.

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Arianna Prevedello

Molti l’hanno vista, tutti o quasi l’hanno sentita nominare: stiamo parlando della serie TV coreana Squid Game (letteralmente, il gioco del calamaro). Non ci inseriamo in questo vivace dibattito attraverso il quale è già stato detto tantissimo e soprattutto molto di utile a comprendere quanto sia il caso d’affrontare con serietà e responsabilità le piattaforme che abitano il nostro spazio visivo familiare e, potendo accedere a esse attraverso multipli device, un luogo che non è più solo domestico.Ci accostiamo al dibattito umilmente allargando lo sguardo sul tema con un’opera breve, molto più breve (20’) di un solo episodio della nota serie TV, presentata all’ultima edizione autunnale del Festival Religion Today di Trento.