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Attualità
Attualità, 8/2021, 15/04/2021, pag. 252

Etiopia -Tigray: Axum, è stata strage

Giusy Baioni

Se ne vociferava da tempo. Qualcuno ne aveva anche scritto, ma date e fatti non coincidevano. Si parlava di una strage di cristiani, di un santuario preso d’assalto, ma la coltre fumogena che avvolgeva il Tigray dal 4 novembre scorso non permetteva una verifica indipendente: comunicazioni tagliate, Internet bloccato, impossibile capirne di più. Poi i confini sono stati aperti ad alcune ONG, i collegamenti sono parzialmente ripresi, la gente in fuga ha cominciato a raccontare e così anche i ricercatori di Amnesty International e Human Rights Watch hanno potuto svolgere il loro lavoro.

 

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Giusy Baioni

Mukwege ha passato questi ultimi anni a perorare la causa della giustizia per il suo paese in ogni consesso internazionale, ai più alti vertici, ricevendo sempre lodi e rassicurazioni. Che però non si sono finora mai tradotte in atti concreti. Forse, stanco d’essere voce che grida nel deserto, stavolta potrebbe davvero riconsiderare la possibilità di un impegno politico. Ma questo fattore spariglierebbe davvero le carte.

 

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Nigeria - Cristiani: non siamo terroristi

Giusy Baioni

Siamo «sacerdoti, non terroristi!», «il governo dovrebbe proteggere i nigeriani», «bisogna fare giustizia»: è con slogan come questi che hanno sfilato oltre 700 sacerdoti, giunti da tutta la Nigeria per partecipare ai funerali di p. Vitus Borogo, assassinato il 25 giugno a Kaduna. E proprio l’arcivescovo di Kaduna, mons. Matthew Manoso Ndagoso, durante l’omelia ha ricordato come i nigeriani vivano nella paura costante d’essere vittime di violenze, mentre il governo federale non appare in grado d’affrontare la questione.

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Giusy Baioni

Un annuncio atteso, eppure insperato: se le condizioni di salute glielo permetteranno, il prossimo luglio papa Francesco visiterà di nuovo il continente africano. E lo farà con due tappe che equivalgono a due sfide di prim’ordine. Il Sud Sudan, dove vorrà verificare a che punto sia il tanto atteso processo di pace, che i due contendenti Salva Kiir e Riek Machar si erano impegnati a perseguire nella loro storica visita in Vaticano nel 2019, davanti a quello storico gesto del papa che s’inginocchiava a baciare i piedi dei due contendenti.