P. Jachia, La Bibbia di Freud
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Poco noti in Italia, gli scritti di fra’ Lorenzo della Risurrezione, un umile frate carmelitano, hanno avuto una notevole risonanza mondiale, soprattutto nel mondo anglofono dove «brother Lawrence» è diffusamente letto. Egli non fu né teologo, né tanto meno diede la scalata alle gerarchie ecclesiastiche. Fu il cuoco e successivamente il calzolaio del suo convento di carmelitani a Parigi, incarichi che svolse con dedizione, vivendo, al tempo stesso, una radicale esperienza dell’Eterno a servizio dell’amore «puro», vale a dire quell’ideale che nel Seicento si poneva al centro della ricerca mistica provocando, al riguardo, dotte e appassionate discussioni teologiche.
Appartenente alla cosiddetta «generazione del 1927», quella di García Lorca, di Rafael Alberti, di Luis Buñel e altri ancora, spazzata via dal regime franchista, María Zambrano si è distinta, a iniziare dagli anni Sessanta del secolo scorso, come una delle grandi protagoniste del panorama filosofico del secondo Novecento, da lei vissuto in gran parte in esilio in quanto fiera oppositrice della dittatura fascista del suo paese.
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