Ancorati al Concilio, tra i rivolgimenti della storia
Questo nuovo millennio sta trasformando drammaticamente gli scenari del nostro vivere, con trasformazioni profonde.
Questo nuovo millennio sta trasformando drammaticamente gli scenari del nostro vivere, con modalità che sembrano via via accelerare. Anche per questo forse fatichiamo talvolta a far memoria della densità di passaggi che in fasi precedenti hanno segnato trasformazioni profonde.
È questa la sensazione che si prova talvolta, dinanzi a interventi che offrono del Vaticano II letture limitate, che non giungono a coglierne a fondo la portata.
Penso, ad esempio, a chi ne riduce la realtà qualificante all’uno o all’altro dei testi da esso espressi (pur magari centrali): così facendo non si può che mancare di cogliere la potenza di quel grande gesto teologico che è stato il Concilio. In esso ha, in effetti, trovato espressione una fedele ricomprensione dell’identità cattolica nella sua ricchezza, con un recupero di alcune dimensioni chiave in precedenza sottovalutate.
Il test dell’etica teologica
Facile coglierlo, ad esempio, dal punto di osservazione dell’etica teologica: davvero in tale ambito esso ha offerto una profonda rilettura della tradizione, anche in prospettiva ecumenica, rilanciandone dimensioni che in stagioni precedenti erano rimaste sottotraccia.
Si pensi all’Optatam totius, che al n.16 chiama la teologia morale a illustrare – alla luce della Scrittura – «la grandezza della vocazione dei fedeli in Cristo e il loro obbligo di apportare frutto nella carità per la vita del mondo».
Il recupero di una forte dimensione cristologica, sintonica con la sensibilità ortodossa, orienta a una feconda pratica di servizio al mondo, ritrovando tra l’altro istanze care all’etica protestante.
Si pensi ancora alla Gaudium et spes, che al n.46 invita a esaminare «alcuni problemi contemporanei particolarmente urgenti», e a farlo «alla luce del Vangelo e dell’esperienza umana». A partire da qui si è dispiegata una linea di ricerca che in questi decenni l’etica teologica ha percorso in forme diverse, esplorando l’esperienza morale umana nella varietà delle sue articolazioni.
È tra l’altro la linea che papa Leone ha indicato per la dottrina sociale della Chiesa cattolica nella sua prima enciclica Magnifica humanitas, qualificandola al capitolo I come «pensiero dinamico fedele al Vangelo». È cioè la prospettiva di un «un discernimento spirituale nel quale, con l’aiuto dello Spirito, il popolo di Dio riconosce nelle trasformazioni culturali e sociali (…) i segni della presenza del Cristo che viene e guida la storia verso il suo compimento» (n. 22).
È evidente che per un simile compito sia necessario valorizzare anche il contributo delle scienze sociali, sapendo che «il confronto con tali saperi non attenua la forza del Vangelo», ma permette «un confronto serio e leale tra studiosi, accogliendo la diversità delle opinioni» (n. 23).
Su rotte inesplorate
Non stupisce poi che tale dinamismo porti la teologia morale anche su strade inesplorate, in cui la forza del Vangelo e della tradizione si mostra capace di illuminare dimensioni dell’esistenza precedentemente rimaste fuori.
Si pensi all’esperienza recente della guerra ipertecnologica, duramente criticata dallo stesso Leone in Magnifica humanitas; si pensi all’emergere della realtà del mutamento climatico cui papa Francesco ha dedicato l’esortazione apostolica Laudate Deum; si pensi, ancora, alle realtà della famiglia e della vita sessuale alla cui inedita rilettura ha orientato Amoris laetitia.
Misurarsi con tali realtà esige di leggere con attenzione i segni dei tempi (secondo l’indicazione di dei nn. 4 e 11 di Gaudium et spes), specie in un «cambiamento d’epoca». Solo così è possibile annunciare il Vangelo articolando il portato della tradizione morale entro una realtà che cambia e ci sfida, ponendo interrogativi per i quali non sempre è possibile limitarsi a ripetere parole di fasi precedenti.
In tale direzione ha operato l’ATISM, nei decenni che hanno fatto seguito al Concilio; su di essa intende proseguire la propria ricerca anche l’attuale Consiglio di presidenza.
Simone Morandini è presidente del Segretariato attività ecumeniche (SAE).