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Documenti, 21/1992, 01/11/1992, pag. 663

Messaggio della Conferenza ai popoli dell’America Latina e dei Caraibi

Conferenza

Leggi anche

Documenti, 2026-7

Ripensare l'iniziazione cristiana

Consiglio permanente (23-25 marzo 2026

Conferenza episcopale italiana

Uscito a ridosso della pubblicazione dei risultati del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, il Comunicato finale del Consiglio permanente della CEI (23-25.3.2026) presenta una nutrita serie di attenzioni, ma evita con cura qualsiasi riferimento all’attualità politica italiana. Non manca invece il riferimento al Medio Oriente e alla «guerra [che] continua a presentarsi come strumento ordinario di risoluzione delle controversie», citando la nota Educare a una pace disarmata e disarmante. Aprendo poi la carrellata sulle tematiche più propriamente ecclesiali, dopo aver espresso «gratitudine ai sacerdoti chiamati a un carico pastorale notevole», si fa cenno tra l’altro alle «Linee di orientamento per il cammino delle Chiese in Italia» e ad «alcune determinazioni per la recezione del Cammino sinodale», che saranno oggetto dell’Assemblea generale di maggio (e in «stile sinodale» dev’essere anche la gestione e la rendicontazione dell’otto per mille); e dell’«iniziazione cristiana». A proposito di quest’ultima il comunicato afferma: si è «deciso di affidare lo studio della revisione del percorso d’iniziazione cristiana alla Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi» ed è stato «approvato il documento che offre le linee fondamentali sull’identità dei padrini e delle madrine».

Stampa (25.3.2026) da sito web www.chiesacattolica.it.

Documenti, 2026-7

L'ora di Cuba

Conferenza dei vescovi cattolici

«Cuba ha bisogno di cambiamenti, sempre più urgenti, ma non ha affatto bisogno di ulteriori angosce o sofferenze. Basta con il sangue e il lutto nelle famiglie cubane. Ne abbiamo passate davvero tante nella nostra storia recente! Desideriamo ardentemente una Cuba rinnovata, prospera e felice, ma senza aumentare le sofferenze dei poveri, degli anziani, dei malati e dei bambini cubani». Dopo l’attacco militare degli Stati Uniti contro il Venezuela (3.1.2026) è drammaticamente peggiorata la situazione di Cuba, con il blocco dei rifornimenti energetici e la minaccia del presidente USA Donald Trump di «prendere l’isola». In questo scenario, il 31 gennaio l’episcopato cattolico dell’isola caraibica ha diffuso un Messaggio a tutti i cubani di buona volontà, che è stato ripreso e rilanciato il 1° febbraio da papa Leone XIV nell’Angelus domenicale. Secondo i vescovi, in queste condizioni «il rischio di un caos sociale e di violenza tra i figli di uno stesso popolo diventa reale», e «nessun cubano di buona volontà potrebbe rallegrarsene», facendo riferimento a quanti auspicano un rovesciamento del regime.

L’episcopato richiama la «posizione costante del papa e della Santa Sede, coerente con il diritto internazionale», secondo cui «i Governi dovrebbero poter risolvere le loro divergenze e i loro conflitti attraverso il dialogo e la diplomazia, non attraverso la coercizione o la guerra», e si rendono disponibili per mediare.

Stampa (31.1.2026) da sito web iglesiacubana.org; nostra traduzione dallo spagnolo. Cf. Regno-att. 4,2026,87.

Documenti, 2026-7

Sempre più democrazia

Consiglio permanente della Conferenza episcopale argentina

Il 24 marzo l’Argentina ha ricordato i 50 anni del colpo di Stato militare che inaugurò una brutale dittatura, che per sette anni si rese responsabile di rapimenti, torture e omicidi nei confronti di decine di migliaia di vittime. Anche le gerarchie ecclesiastiche furono accusate di connivenze con il Governo dei generali (cf. Regno-att. 6,2023,164). Il 17 marzo il Consiglio permanente della Conferenza episcopale argentina ha pubblicato un messaggio intitolato «Mai più» alla violenza della dittatura, «sempre più» democrazia giusta, in cui riconosce «la gravità di quanto accaduto in quegli anni violenti» e comprende «che la memoria esige un’autocritica, da parte della società e della Chiesa in essa presente, che aiuti a riscoprire e ricostruire il senso di fratellanza tra gli argentini».

In un momento, inoltre, in cui l’attuale Governo di Javier Milei sostiene che per decenni la sinistra ha distorto la storia della dittatura, enfatizzando esclusivamente il terrorismo di Stato e ignorando la violenza dei gruppi guerriglieri di sinistra, i vescovi avvertono: «Viviamo in un’epoca caratterizzata da una crescente tendenza all’autoritarismo... in cui sta prendendo il sopravvento un’ideologia della sopravvivenza del più forte ai danni del più debole, mentre la forza della democrazia dovrebbe manifestarsi nella cura dei più fragili». E ribadiscono che «il sistema democratico si fonda sulla convivenza tra sorelle e fratelli nel rispetto incondizionato della dignità umana».

Stampa (23.3.2026) da sito web episcopado.org. Nostra traduzione dallo spagnolo.