Il 28 settembre al Centro congressi Robert Schuman la Conferenza dei responsabili religiosi in Francia (CRCF), che riunisce i rappresentanti delle confessioni cattolica, protestante, ortodossa, ebraica, musulmana e buddhista, ha presentato l’Appello di Metz dei responsabili religiosi in Francia, alla presenza di sua santità il papa Leone XIV, che tratta di pace, odio religioso ed educazione e si conclude con tre impegni concreti (metz.catholique.fr; nostra traduzione dal francese).
«Occorre interrogarsi su come la fede si trasmetta nel contesto odierno, considerando che tale domanda riguarda anche chi vive assiduamente la vita ecclesiale e non può darsi per acquisita». Il Comunicato finale del Consiglio episcopale permanente della CEI, diffuso a Roma il 23 settembre al termine della sessione autunnale (21-23 settembre) presieduta dal card. Matteo Zuppi, parte dall’invito di Leone XIV all’Assemblea generale di maggio a essere comunità «più libere di annunciare Cristo». I vescovi hanno indicato come passaggi decisivi la formazione degli adulti, l’iniziazione cristiana e l’accompagnamento spirituale, e richiamato l’idea di una «fede pensata e vissuta» nel ricordo del card. Camillo Ruini, recentemente mancato, e nel 50° del Convegno ecclesiale su «Evangelizzazione e promozione umana». Sul piano istituzionale, in vista della recezione del Cammino sinodale, il Consiglio permanente ha «deciso di avviare un percorso di riflessione e approfondimento che porti a individuare criteri di una possibile riforma» dello Statuto della CEI. Tale riforma è legata alle richieste del Documento di sintesi del Cammino sinodale della Chiesa italiana (nn. 69d e 75), raccolte dalle linee d’orientamento attuative Radicati e costruiti in Cristo, in particolare sul tema dell’inserimento di laici nelle Commissioni (che attualmente sono «episcopali») e alla formazione di un organismo di partecipazione ecclesiale a livello nazionale.
Stampa (23.9.2026) da sito web www.chiesacattolica.it.
Il 10 giugno sono state pubblicate le «linee di orientamento per l’attuazione del Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia», intitolate Radicati e costruiti in Cristo. Erano state approvate nell’Assemblea della Conferenza episcopale italiana del 25-28 maggio scorsi. Esse si pongono come chiave di lettura di tutto il processo sinodale italiano a partire da una prospettiva più generale, che è quella dell’essere radicati e costruiti su Cristo «e saldi nella fede» (Col 2,7), e forniscono quattro linee di orientamento su cui lavorare nei prossimi anni. La prima riguarda «la formazione permanente» alla «fede vissuta, trasmessa e celebrata», cosa che oggi non è più un dato scontato, con il ripensamento sulle strutture caritative e dei percorsi d’iniziazione e «ricominciamento» della vita cristiana. La seconda punta alla «vita comunitaria» come superamento dell’individualismo (anche nella fede), senza dimenticare l’idea di «rinnovare la forma delle parrocchie» e di ripensare la presenza della Chiesa sul territorio. La terza parla della «corresponsabilità differenziata»: rivedere il ruolo dei laici nei vari organismi ecclesiali, riformulare i diversi «ministeri battesimali», liberando la Chiesa da una «forma (…) in cui risulta riconoscibile solo il ministero del sacerdote». La quarta chiede una revisione delle «strutture», soprattutto di quelle che assorbono molte energie ma «sono di ostacolo e tolgono vitalità all’annuncio evangelico».
Stampa (10.6.2026) dal sito web www.chiesacattolica.it. Cf. anche Regno-att. 12,206,345.
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