D
Documenti
Documenti, 3/1996, 01/02/1996, pag. 89

Teologia della redenzione

Commissione teologica internazionale
"La condizione umana e la realtà della redenzione", "La redenzione biblica: la possibilità della libertà", "L'interpretazione patristica / Teorie più recenti"; "Prospettive sistematiche": è in 4 capitoli e si intitola Alcune questioni sulla teologia della redenzione l'ultimo lavoro della Commissione teologica internazionale (CTI), reso pubblico a fine 1995. "Lo studio della teologia della redenzione è stato proposto ai membri della CTI da sua santità papa Giovanni Paolo II nel 1992", e affidato a una sottocommissione (J. Ambaum, J. Doré, A. Dulles, J. Gnilka, S. Karotemprel, M. Ledwith – presidente –, F. Moloney, M. Thurian e L. Vanyo). "Le discussioni generali su questo tema si sono svolte in numerosi incontri della sottocommissione e durante le sessioni plenarie della stessa CTI, tenutesi a Roma rispettivamente nel 1992, 1993 e 1994. Il presente testo è stato approvato in forma specifica, con il voto della commissione, il 29.11.1994, ed è stato poi sottoposto al suo presidente, s.e. il card. Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il quale ha dato la sua approvazione per la pubblicazione. La CTI non si propone di offrire nuovi elementi teologici ma piuttosto, fornendo in questa sede una sintesi degli approcci teologici contemporanei, di offrire un sicuro punto di riferimento per la discussione e l'approfondimento futuri su questo argomento" ("Nota preliminare" ufficiale di presentazione).

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Documenti, 2026-7

Quo vadis, humanitas?

Pensare l'antropologia cristiana di fronte ad alcuni scenari sul futuro dell'umano

Commissione teologica internazionale

Il documento della Commissione teologica internazionale Quo vadis, humanitas? Pensare l’antropologia cristiana di fronte ad alcuni scenari sul futuro dell’umano, pubblicato il 4 marzo, è stato elaborato dal 2022 al 2025 e si definisce uno «studio sull’antropologia cristiana di fronte alle sfide culturali contemporanee». Il 50º della Gaudium et spes ha offerto l’impulso di prendere le mosse dall’«antropologia personale e sociale» delineata a partire dalla costituzione conciliare per «riproporre oggi l’antropologia cristiana in un dialogo aperto e critico con le istanze più recenti delle culture e dell’esperienza umana», al fine di promuovere un «umanesimo integrale e solidale» (n. 7). Si tratta specificamente di un confronto con le sfide del transumanesimo – basato sulla «convinzione che l’essere umano possa e debba impiegare le risorse della scienza e della tecnologia per superare i limiti fisici e biologici della condizione umana» (n. 14) – e del postumanesimo, che «enfatizza... l’“ibrido” (cyborg), fino a decostruire il soggetto umano, rendendo del tutto fluido il confine tra l’umano e la macchina» (n. 15). Il discernimento critico di fronte a tali scenari è attuato tramite quattro «categorie portanti» (n. 8), a ciascuna delle quali è dedicato uno dei capitoli del documento: sviluppo, vocazione (integrale), identità umana e sua condizione drammatica. All’«auto-deificazione di stampo transumanista» l’annuncio cristiano oppone «il modo adeguato di andare oltre i limiti dell’umana esperienza»: «la divinizzazione possibile solo a Dio».

Stampa (4.3.2026) da sito web www.vatican.va.

Documenti, 2025-9

I 1700 anni del concilio di Nicea

Commissione teologica internazionale

In vista del 20 maggio, 1700° anniversario dell’apertura del concilio ecumenico di Nicea del 325, la Commissione teologica internazionale ha pubblicato il documento Gesù Cristo, Figlio di Dio salvatore. 1700° anniversario del Concilio ecumenico di Nicea (325-2025). Articolato in 4 capitoli, preceduti e seguiti da introduzione e conclusione, il documento approfondisce l’attualità dogmatica del Credo di Nicea con l’obiettivo di rievocare il significato del Concilio, ma anche di mettere in luce le risorse che il simbolo di fede, da allora sino a oggi professato, custodisce e rilancia in una prospettiva evangelizzatrice.

A Nicea per la prima volta la Chiesa si espresse a livello universale, «ecumenico», e il documento rilancia la disponibilità della Chiesa cattolica a individuare una data comune fra tutte le confessioni cristiane, approfondendo anche il rapporto con la Pesah ebraica: «Questa professione di fede, che fonda la vita cristiana individuale e la vita della Chiesa, troverà tutta la sua forza se rimane radicata nella rivelazione fatta ai nostri “fratelli maggiori” e ai nostri “padri nella fede” e se sarà vissuta nella comunione visibile da tutti i discepoli di Cristo» (n. 47).

 

 

Documenti, 2021-1

La reciprocità tra fede e sacramenti

Commissione teologica internazionale

Il documento della Commissione teologica internazionale La reciprocità tra fede e sacramenti nell’economia sacramentale, approvato da papa Francesco il 19 dicembre 2019 e pubblicato il 3 marzo 2020 (in traduzione italiana il 12 ottobre), è stato elaborato fra il 2014 e il 2019 nel nono quinquennio di lavoro della Commissione. La difficoltà metodologica e l’ampiezza delle tematiche hanno richiesto un grande lavoro e 11 bozze prima di arrivare alla redazione finale. Organizzato in cinque capitoli, il testo prende in esame il tema, oggi in crisi nella pratica pastorale, di reciprocità tra fede e sacramenti, soffermandosi in particolare sulle ripercussioni sul matrimonio sacramentale.

Il cuore del trattato, il secondo capitolo, rende conto della reciprocità tra fede e sacramenti, sulla cui base poi nel capitolo terzo si prendono in esame i tre sacramenti dell’iniziazione cristiana, e nel quarto il matrimonio. Lo specifico tema matrimoniale, più volte sollevato non solo da Benedetto XVI e da Francesco, ma anche da diversi Sinodi, necessitava di una chiarificazione, soprattutto in merito al parallelismo tra matrimonio sacramentale e naturale.