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Documenti, 19/2014, 01/11/2014, pag. 656

La situazione dei cristiani in Medio Oriente

Al Concistoro ordinario pubblico sul Medio Oriente (10.10.2014)

Card. Pietro Parolin
Dal 2 al 4 ottobre scorso sono stati convocati in Vaticano i nunzi del Medio Oriente per un incontro sulla drammatica situazione della regione, con particolare riferimento «ai cristiani e agli altri gruppi perseguitati a causa del loro credo religioso, specialmente in alcune zone dell’Iraq e della Siria». Sul tema, il giorno dopo la conclusione del Sinodo dei vescovi (20 ottobre), il papa ha riunito un Concistoro ordinario pubblico nel quale il segretario di stato, card. Parolin, è intervenuto con il discorso che pubblichiamo. Le preoccupanti «atrocità perpetrate da più parti nella regione, ma in particolare dai fondamentalisti del gruppo denominatosi Stato islamico»; la situazione politica; il «dibattito sull’uso della forza per fermare le aggressioni e per proteggere i cristiani e gli altri gruppi vittime della persecuzione» sono alcuni dei temi affrontati da Parolin, che ha invitato i cristiani a non «cedere alla tentazione di cercare di farsi tutelare o proteggere dalle autorità politiche o militari di turno» e i leader religiosi a rinnovare l’impegno nel dialogo interreligioso e a «denunciare chiaramente la strumentalizzazione della religione per giustificare la violenza».

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Documenti, 2021-17

Francesco: ritornare a messa

Card. Pietro Parolin

In occasione della 71ª Settimana liturgica nazionale (Cremona, 23-26.8.2021), il 23 agosto papa Francesco ha inviato per il tramite del cardinale segretario di stato Pietro Parolin un Messaggio al presidente del Centro di azione liturgica, il vescovo di Castellaneta mons. Claudio Maniago. Nel testo il papa auspica un’azione mirata alla necessità di riportare la messa al centro della fede e della spiritualità, dopo il «digiuno» liturgico causato dalle misure di contrasto alla diffusione del COVID-19 (www.vatican.va).

Documenti, 2020-21

Il Rapporto McCarrick

Card. Pietro Parolin; Segreteria di stato

Nato per decisione di papa Francesco «in data 6 ottobre 2018, di svolgere un’indagine accurata sull’intera documentazione conservata negli archivi dei dicasteri e degli uffici della Santa Sede riguardanti l’allora cardinale McCarrick», il Rapporto sulla conoscenza istituzionale e il processo decisionale della Santa Sede riguardante l’ex cardinale Theodore Edgar McCarrick (di cui pubblichiamo l’introduzione) è frutto di una complessa elaborazione da parte della Segreteria di stato, integrata anche da 90 interviste: tra queste anche quella a Benedetto XVI e allo stesso Francesco.

Due le conclusioni che ha suggerito il card. Pietro Parolin, segretario di stato vaticano, il 10 novembre nella Dichiarazione in occasione della pubblicazione del Rapporto, subito dopo la costatazione per l’enorme dolore inferto alle vittime e per il danno provocato alla Chiesa locale e universale. La prima. «Nessuna procedura, anche la più perfezionata, è esente da errori, perché coinvolge le coscienze e le decisioni di uomini e di donne. Ma il rapporto avrà degli effetti anche in questo: nel rendere tutti (…) più consapevoli del peso delle proprie decisioni o delle omissioni». La seconda. «L’invito che mi permetto di rivolgere a chiunque cerchi risposte è di leggere interamente il documento e non illudersi di trovare la verità in una parte piuttosto che un’altra. Solo dalla visione complessiva e dalla conoscenza, nella loro interezza, di quanto ricostruito (…) sarà possibile comprendere quanto è accaduto».

Documenti, 2019-11

Due secoli di concordati

Card. Pietro Parolin, segretario di stato vaticano

Il 28 febbraio e il 1° marzo si è svolto, alla Pontificia università gregoriana, un congresso internazionale sul tema «Gli accordi della Santa Sede con gli stati (XIX-XXI secolo). Modelli e mutazioni: dallo stato confessionale alla libertà religiosa». I lavori sono stati aperti dalla Prolusione del cardinale segretario di stato Pietro Parolin, il quale nel suo discorso intitolato Concordia e concordati ha offerto un contributo per una «comprensione il più possibile ampia e approfondita degli accordi di diritto internazionale che sono stati firmati tra la Santa Sede e gli stati sulla posizione e sullo statuto giuridico della Chiesa in un determinato paese e che hanno spesso assunto la forma di concordati e convenzioni similari. Essi vengono presi in esame non solo alla luce delle pratiche diplomatiche, ma anche per quanto riguarda le dinamiche politico-religiose globali dal XIX al XXI secolo».

Dopo aver inquadrato la libertà religiosa come fondamento e limite dei concordati, e aver rilevato l’importanza che ricopre l’episcopato locale nell’elaborazione e stipula degli accordi, il capo della diplomazia vaticana si è interrogato sull’esistenza di un presunto «modello concordatario» e sulla necessità, per la Santa Sede, di raggiungere concordati con gli altri stati, chiudendo la sua riflessione con un accenno agli accordi multilaterali di cui è parte la Sede apostolica.