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Documenti
Documenti, 10/2015, 13/03/2015, pag. 13

Trasferimento della Sezione ordinaria dell'APSA

Francesco

Il 9 luglio scorso, presso la Sala stampa vaticana, è stato presentato il nuovo assetto economico della Santa Sede. Tra le novità si segnala il trasferimento della «Sezione ordinaria» dell’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (APSA) alla Segreteria per l’economia, decisione prevista da un motu proprio firmato da Francesco in data 8 luglio 2014, di seguito pubblicato. A giudizio del card. Pell, prefetto del nuovo dicastero economico, la decisione rappresenta «un passo importante per consentire alla Segreteria per l’economia di esercitare le proprie responsabilità di controllo economico e vigilanza sulle agenzie della Santa Sede, comprese le politiche e le procedure degli acquisti e la distribuzione adeguata delle risorse umane» (www.vatican.va).

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Leggi anche

Documenti, 2022-1

Dialogo, educazione, lavoro

Messaggio per la celebrazione della 55a Giornata mondiale della pace

Francesco

Il 21 dicembre 2021 è stato pubblicato l’annuale Messaggio del papa per la 55a Giornata mondiale della pace, che si celebra il 1° gennaio, intitolato quest’anno Dialogo fra generazioni, educazione e lavoro: strumenti per edificare una pace duratura. Questo nono Messaggio di Francesco verte sui «tre elementi imprescindibili» del dialogo fra le generazioni, del lavoro e dell’educazione, individuati come strumenti per edificare una pace duratura. Le tre vie sono indispensabili per la costruzione di progetti condivisi, per la formazione di una responsabilità individuale e di uno sviluppo collettivo e per la piena realizzazione della dignità umana. Francesco evidenzia come, nonostante gli sforzi mirati al dialogo costruttivo fra le nazioni, si diffondano sempre più guerre e conflitti, malattie di proporzioni pandemiche, cambiamenti climatici e degrado ambientale, si aggravino la fame e la sete di chi si trova alla base della piramide di un sistema economico fondato non sulla condivisione sociale ma sull’individualismo. La pace, ribadisce il papa, è sì un dono dall’alto, ma anche il frutto di un impegno condiviso. E infatti in esso vi sono «un’architettura della pace», alimentata dalle istituzioni della società, e «un artigianato della pace», ossia un percorso che coinvolge ognuno di noi e in cui intervengono i tre elementi citati: il dialogo, il lavoro e l’educazione. 

 

Documenti, 2022-1

Naufragio di civiltà

Viaggio apostolico a Cipro e in Grecia (2-6 dicembre 2021)

Francesco

«Il Mediterraneo, che per millenni ha unito popoli diversi e terre distanti, sta diventando un freddo cimitero senza lapidi. Questo grande bacino d’acqua, culla di tante civiltà, sembra ora uno specchio di morte. Non lasciamo che il mare nostrum si tramuti in un desolante mare mortuum, che questo luogo di incontro diventi teatro di scontro! Non permettiamo che questo “mare dei ricordi” si trasformi nel “mare della dimenticanza”. Fratelli e sorelle, vi prego, fermiamo questo naufragio di civiltà!». È stata la questione migratoria il tema principale del viaggio di papa Francesco a Cipro e in Grecia, che si è svolto dal 2 al 6 dicembre e ha visto anche una tappa a Lesbo, l’isola greca che ospita oggi circa 2.200 rifugiati, e che il papa aveva visitato anche 5 anni fa insieme al patriarca ecumenico Bartolomeo e all’arcivescovo ortodosso di Atene Ieronymos II. Il papa dai confini del continente ha richiamato l’Europa: «Se un tempo i contrasti ideologici impedivano la costruzione di ponti tra l’Est e l’Ovest del continente, oggi la questione migratoria ha aperto falle anche tra il Sud e il Nord. Vorrei esortare nuovamente a una visione d’insieme, comunitaria, di fronte alla questione migratoria, e incoraggiare a rivolgere attenzione ai più bisognosi perché, secondo le possibilità di ciascun paese, siano accolti, protetti, promossi e integrati nel pieno rispetto dei loro diritti umani e della loro dignità».

 

Documenti, 2022-1

Natale, la lezione dell’umiltà

Discorso alla curia romana per la presentazione degli auguri natalizi

Francesco

«La storia di Naaman ci ricorda che il Natale è un tempo in cui ognuno di noi deve avere il coraggio di togliersi la propria armatura, di dismettere i panni del proprio ruolo, del riconoscimento sociale, del luccichio della gloria di questo mondo, e assumere la sua stessa umiltà». Papa Francesco prende spunto da un personaggio dell’Antico Testamento per rivolgere ai membri del Collegio cardinalizio e della curia romana, il 23 dicembre, un discorso tutto incentrato sull’umiltà, che egli contrappone alla «superbia» e alla «mondanità spirituale». Francesco riprende poi e illustra tre «parole-chiave» per «rendere la via dell’umiltà una via concreta da mettere in pratica», già espresse lo scorso 17 ottobre all’apertura dell’assemblea sinodale: la «partecipazione», la «comunione» e la «missione».

La curia infatti, ha ribadito Francesco, «non è solo uno strumento logistico e burocratico per le necessità della Chiesa universale, ma è il primo organismo chiamato alla testimonianza, e proprio per questo acquista sempre più autorevolezza ed efficacia quando assume in prima persona le sfide della conversione sinodale alla quale anch’essa è chiamata. L’organizzazione che dobbiamo attuare non è di tipo aziendale, ma di tipo evangelico». Nessun accenno è stato fatto alla costituzione apostolica Praedicate Evangelium sulla riforma della curia, uno dei compiti affidati a Francesco dal conclave che lo ha eletto e in preparazione da otto anni, ormai giunta a uno stato avanzato di elaborazione.