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Documenti, 11/2021, 01/06/2021, pag. 382

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Documenti, 2021-15

Traditionis custodes

Motu proprio sull’uso della liturgia romana anteriore alla riforma del 1970

Fracesco

La possibilità di celebrare secondo il rito preconciliare «al fine di ricomporre l’unità del corpo ecclesiale nel rispetto delle varie sensibilità liturgiche», offerta da Giovanni Paolo II e ancor più da Benedetto XVI nel 2007 con il motu proprio Summorum pontificum, è stata usata in realtà «per aumentare le distanze, indurire le differenze, costruire contrapposizioni che feriscono la Chiesa e ne frenano il cammino, esponendola al rischio di divisioni». Costatando questa situazione, «che mi addolora e mi preoccupa», papa Francesco ha deciso di intervenire: «Per difendere l’unità del corpo di Cristo… mi vedo costretto a revocare la facoltà concessa dai miei predecessori». Il 16 luglio con la lettera apostolica motu proprio Traditionis custodes sull’uso della liturgia romana anteriore alla riforma del 1970, accompagnata dalla Lettera ai vescovi di tutto il mondo per presentare il motu proprio Traditionis custodes sull’uso della liturgia romana anteriore alla riforma del 1970, Francesco ha riconsegnato ai vescovi la responsabilità di regolare le celebrazioni liturgiche nella propria diocesi, autorizzando eventualmente l’uso del Missale romanum del 1962.
I gruppi già esistenti che celebrano secondo il messale preconciliare dovranno dimostrare di non escludere «la validità e la legittimità della riforma liturgica, dei dettati del concilio Vaticano II e del magistero dei sommi pontefici», mentre nuovi gruppi non potranno essere costituiti. 

Documenti, 2021-15

Modifiche nella giustizia penale

Motu proprio recante modifiche in materia di giustizia

Francesco

Nuove «esigenze emerse, ancor recentemente, nel settore della giustizia penale», hanno spinto il papa a disporre alcune modifiche e integrazioni in senso garantista alla legislazione dello Stato della Città del Vaticano, basata, per certi aspetti, su criteri e soluzioni ormai superati. Il 16 febbraio 2021 è stata quindi emanata una Lettera apostolica in forma di motu proprio recante modifiche in materia di giustizia. Innanzitutto viene introdotto nel Codice penale l’art. 17-bis, che prevede una detrazione da 45 a 120 giorni per ogni anno di pena scontata, per i condannati che abbiano mostrato ravvedimento, concordando un programma di reinserimento e lavori di pubblica utilità. Al Codice di procedura penale vengono applicate svariate modifiche: l’art. 376 viene sostituito, stabilendo che l’imputato prenda parte all’udienza «libero nella persona, con le cautele necessarie per impedirne la fuga»; l’art. 379 viene ora accompagnato dal 379 bis, ter e quater riguardanti il processo in contumacia. Infine vengono apportate alcune modifiche e integrazioni alla legge n. CCCLI sull’ordinamento giudiziario dello Stato della Città del Vaticano, prevedendo in particolare che, «al momento della cessazione, i magistrati ordinari mantengano ogni diritto, assistenza, previdenza e garanzia previsti per i cittadini» (art. 10 c. 5).
È la terza modifica al Codice penale nel pontificato di Francesco, dopo quelle del 2013 e del 2020.

Documenti, 2021-15

Per un annuncio più libero e umile

Comunicato finale del Consiglio episcopale permanente (9.7.2021) e Nota della Presidenza della CEI (17.8.2021)

Consiglio episcopale permanente

«Nel contesto attuale, in una fase ancora segnata sul piano sociale, economico ed ecclesiale dagli effetti della pandemia, il cammino sinodale costituisce un’occasione propizia di rilancio delle comunità oltre che una voce profetica rispetto alle istanze dell’oggi e del futuro». Nella sua riunione straordinaria del 9 luglio il Consiglio episcopale permanente della Conferenza episcopale italiana (CEI) ha ripreso il filo del Cammino sinodale deciso dall’ultima Assemblea generale (cf. Regno-doc. 11,2021,348; Regno-att. 12,2021,341), indicando nell’«ascolto, ricerca e proposta» il metodo per intercettare le domande di senso e i bisogni emergenti dal basso, darne un discernimento sapienziale e infine proporre «un annuncio più snello, libero, evangelico e umile». Il tema del Cammino sinodale sarà ripreso dal Consiglio episcopale permanente che si riunirà dal 27 al 29 settembre, e poi dall’Assemblea generale straordinaria dei vescovi dal 22 al 25 novembre.
Nel frattempo il 17 agosto si è riunita in sessione straordinaria on-line anche la Presidenza della CEI, che ha pubblicato una nota dal titolo IRC, fine vita, Afghanistan, Haiti.