La vocazione della Chiesa in Terra santa
Lettera pastorale
La lettera pastorale del card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei latini, prende impulso dalla situazione di eccezionale gravità causata dall’«ennesima e tragica guerra» che affligge la Terra santa, nella consapevolezza che si tratti di una condizione durevole, con cui occorrerà fare i conti ancora a lungo. Non è tuttavia – avverte preliminarmente l’autore – un testo di analisi politica e di denunce, che peraltro «rimangono necessarie», ma è finalizzata ad aiutare le comunità cristiane «a interrogarsi su come vivere oggi la fede cristiana in questa Terra alla luce del Vangelo… come stare da cristiani, in quanto assemblea ecclesiale, dentro questa situazione di conflitto».
Per dare forma a questa riflessione, il patriarca sceglie l’icona biblica della «città, e in particolare la città di Gerusalemme… luogo geografico e spirituale che custodisce l’identità» della Chiesa in Terra santa, «il centro al quale tornare per trovare l’ispirazione necessaria in questo tempo». Se infatti la prima parte della lettera è dedicata a una valutazione non edulcorata «dell’attuale stato di disordine», la parte centrale esplora il «modello ideale» della Città santa evocato nelle Scritture, «il sogno di Dio chiamato Gerusalemme» delineato in particolare dagli ultimi due capitoli dell’Apocalisse; la terza, e ultima, ne ricava «implicazioni pastorali» per la comunità ecclesiale nei suoi distinti livelli, componenti, articolazioni e campi di attività. La Lettera è stata pubblicata il 27 aprile e s’intitola «Tornarono a Gerusalemme con grande gioia». Una proposta per vivere la vocazione della Chiesa in Terra santa.
Stampa (30.4.2026) da sito web www.lpj.org.
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