Attestazione di Abuja
È necessario «riorganizzare la Comunione anglicana, perché un numero significativo di province che si dichiarano anglicane ha abbandonato l’autorità della Scrittura e non ha seguito fedelmente Cristo. Sebbene le questioni relative alla sessualità umana ne siano un’espressione, ciò è solo sintomatico di allontanamenti dottrinali e morali dall’insegnamento della Scrittura»: lo afferma l’Attestazione di Abuja, una dichiarazione pubblicata il 6 marzo durante l’incontro della Global Anglican future conference (GAFCON – Conferenza globale anglicana del futuro) tenutosi proprio ad Abuja, in Nigeria, dal 3 al 6 marzo, che rappresenta un passo formale verso un riassetto dell’anglicanesimo mondiale. L’Attestazione di Abuja esprime una critica molto dura nei confronti delle strutture tradizionali della Comunione anglicana, note come «Strumenti di comunione»: l’arcivescovo di Canterbury, la Conferenza di Lambeth, il Consiglio consultivo anglicano e il Meeting dei primati.
La GAFCON, che con questo atto dà vita alla Comunione anglicana globale (GAC), sostiene di non voler creare una nuova comunione ecclesiale: «Ciò che è avvenuto, invece, è stato un trasferimento della gestione della Comunione anglicana dagli Strumenti di Canterbury alla Comunione anglicana globale. Stiamo riportando la Comunione anglicana alle sue radici. La Comunione anglicana globale non è una nuova Comunione, ma la storica Comunione anglicana riorganizzata dall’interno».
Stampa (9.3.2026) da sito web gafcon.org; nostra traduzione dall’inglese. Cf. anche Regno-att. 6,2026,145.
La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.