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Documenti, 7/2026, 01/04/2026, pag. 239

Sempre più democrazia

Consiglio permanente della Conferenza episcopale argentina

Il 24 marzo l’Argentina ha ricordato i 50 anni del colpo di Stato militare che inaugurò una brutale dittatura, che per sette anni si rese responsabile di rapimenti, torture e omicidi nei confronti di decine di migliaia di vittime. Anche le gerarchie ecclesiastiche furono accusate di connivenze con il Governo dei generali (cf. Regno-att. 6,2023,164). Il 17 marzo il Consiglio permanente della Conferenza episcopale argentina ha pubblicato un messaggio intitolato «Mai più» alla violenza della dittatura, «sempre più» democrazia giusta, in cui riconosce «la gravità di quanto accaduto in quegli anni violenti» e comprende «che la memoria esige un’autocritica, da parte della società e della Chiesa in essa presente, che aiuti a riscoprire e ricostruire il senso di fratellanza tra gli argentini».

In un momento, inoltre, in cui l’attuale Governo di Javier Milei sostiene che per decenni la sinistra ha distorto la storia della dittatura, enfatizzando esclusivamente il terrorismo di Stato e ignorando la violenza dei gruppi guerriglieri di sinistra, i vescovi avvertono: «Viviamo in un’epoca caratterizzata da una crescente tendenza all’autoritarismo... in cui sta prendendo il sopravvento un’ideologia della sopravvivenza del più forte ai danni del più debole, mentre la forza della democrazia dovrebbe manifestarsi nella cura dei più fragili». E ribadiscono che «il sistema democratico si fonda sulla convivenza tra sorelle e fratelli nel rispetto incondizionato della dignità umana».

Stampa (23.3.2026) da sito web episcopado.org. Nostra traduzione dallo spagnolo.

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