Investire nella libertà
Ai membri del Partito popolare europeo nel Parlamento europeo
Il 25 aprile Leone XIV ha ricevuto in udienza i membri del Partito popolare europeo (PPE), che ha celebrato il 50° della fondazione con un incontro a Roma. Nel suo discorso ha esortato i deputati del PPE a essere più vicini ai cittadini: «La presenza in mezzo alla gente e il suo coinvolgimento nel processo politico è il migliore antidoto ai populismi che ricercano solo facile consenso e agli elitismi che tendono ad agire senza consenso: due tendenze diffuse nel panorama politico odierno. Una politica “popolare” richiede tempo, condivisione di progetti e amore alla verità». Il PPE di recente è stato oggetto di critiche per aver costruito, in diverse occasioni, alleanze informali con gruppi di destra ed estrema destra al Parlamento Europeo per spingere su una linea più dura in materia di politica migratoria. Poiché «essere cristiani impegnati in politica richiede di avere uno sguardo realistico», il papa ha raccomandato ai deputati «di affrontare le cause profonde della migrazione, avendo cura per chi soffre, ma anche tenendo conto delle reali possibilità di accoglienza e integrazione nella società dei migranti».
Secondo papa Leone essere cristiani in politica, inoltre, «non significa essere confessionali, ma lasciare che il Vangelo illumini le decisioni che devono essere prese, anche quelle che non sembrano raccogliere un facile consenso», e infine «significa investire nella libertà, non in una libertà banalizzata ridotta a piacere, ma in una libertà ancorata nella verità».
Stampa (27.4.2026) da sito web www.vatican.va. Titolazione redazionale.
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