Il 4 maggio il Dicastero per la dottrina della fede ha pubblicato sul suo sito la lettera inviata dal card. Víctor Manuel Fernández il 18 novembre al vescovo di Treviri (Trier) Stephen Ackermann, che gli aveva inviato copia del vademecum La benedizione dà forza all’amore, sulla benedizione delle coppie «in situazioni irregolari» (cf. Regno-doc. 11,2025,336). Pubblichiamo la lettera (www.doctrinafidei.va).
Dopo aver riflettuto sul silenzio (Regno-doc. 17,2023,524) e sulla luce (Regno-doc. 17, 2024,535), «mettendo a fuoco il limite vogliamo misurare il sogno nel suo specifico impatto con la realtà: nei suoi inevitabili aspetti di debolezza ma soprattutto nei suoi promettenti aspetti di forza, in modo da raccogliere le energie necessarie a spiccare e a orientare il volo». Confrontandosi con la Scrittura (la vicenda di Giacobbe), con il vissuto umano e cristiano e con la cultura contemporanea mons. Domenico Pompili, vescovo di Verona, legge il limite come una soglia, proponendo una «pedagogia dell’imperfezione», che riconosce nella fragilità la condizione in cui la grazia può manifestarsi più autenticamente.
Il percorso tracciato dalla trilogia delle lettere pastorali culminerà nell’Assemblea diocesana del 16 maggio 2026 a Isola della Scala, momento conclusivo di un cammino sinodale che coinvolgerà tutti i battezzati della diocesi. «Non sappiamo quale sarà il volto della Chiesa tra vent’anni. Forse saremo ancora meno numerosi, forse le strutture che conosciamo saranno profondamente cambiate, forse dovremo inventare forme completamente nuove di presenza e di annuncio. Ma una cosa la sappiamo: se avremo imparato la sapienza del limite, se saremo diventati esperti nell’arte di trasformare le ferite in fessure di luce, se avremo fatto della nostra fragilità il luogo dell’incontro con Dio e con i fratelli e le sorelle, allora saremo ancora fecondi».
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