Il cristianesimo dei cattolici è forse divenuto una delle tante forme di utopismo pacifista? Vuoi l’utopismo che narcotizza i più, vuoi quello che è risorsa preziosa nelle mani di chi cede alle tentazioni dell’opportunismo clericale o paraclericale. Insomma, in materia di uso delle armi la parresia cristiana è ancora distinguibile dalla retorica pacifista?
«Noi vescovi cattolici amiamo il nostro paese e preghiamo per la sua pace e prosperità. Proprio per questo motivo, in questo contesto, sentiamo il dovere di alzare la voce in difesa della dignità umana donata da Dio». Nel contesto della crisi politica e sociale innescata dalle politiche aggressive e repressive dell’Amministrazione Trump in materia di immigrazione, attuate dalle forze dell’Immigration and customs enforcement (ICE), il 12 novembre 2025 la Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti ha pubblicato un Messaggio pastorale speciale sull’immigrazione, approvato durante l’Assemblea plenaria autunnale dei vescovi a Baltimora.
Il 19 gennaio, poi, i cardinali Blaise Cupich, Robert McElroy e Joseph Tobin, rispettivamente arcivescovi di Chicago, Washington e Newark, hanno pubblicato una dichiarazione congiunta intitolata Tracciare una visione morale della politica estera americana, in cui l’attuale politica estera degli Stati Uniti viene messa a confronto con le linee del recente discorso di Leone XIV al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede (in questo numero a p. 65).
Stampa da siti web www.usccb.org (12.11.2025) e adw.org (19.1.2026); nostra traduzione dall’inglese.
Dal 10 al 21 novembre si terrà a Belém, in Brasile, la 30ª Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, o COP 30. In vista di questo appuntamento, il 1° luglio è stato presentato presso la Sala stampa della Santa Sede il documento Un appello per la giustizia climatica e la casa comune: conversione ecologica, trasformazione e resistenza alle false soluzioni. Si tratta di un Messaggio delle conferenze e dei consigli episcopali cattolici di Africa, America Latina e Caraibi e Asia in occasione della COP 30, elaborato congiuntamente dal Simposio delle conferenze episcopali di Africa e Madagascar (SCEAM), dalla Federazione delle conferenze episcopali dell’Asia (FABC) e dal Consiglio episcopale latinoamericano (CELAM), coordinati dalla Pontificia commissione per l’America Latina (PCAL).
Frutto «del discernimento collettivo… in vista della COP 30 nel continente della speranza, invocando l’ispirazione dello Spirito Santo e in comunione con la missione della Chiesa universale», chiede che si affronti il problema del cambiamento climatico, che ha un impatto critico soprattutto nel Sud globale, con misure che non configurino una semplice ristrutturazione del modello capitalista, ma che rimettano al centro i popoli e la Terra rendendoli protagonisti del loro futuro. E chiede in questo la solidarietà delle Chiese del Nord globale.
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