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Attualità
Attualità, 16/2003, 15/08/2003, pag. 573

Il rito latino è uno solo

l.f.

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Leggi anche

Documenti, 2020-13

L’isolamento della Chiesa

Timothy Radcliffe OP

«Questa crisi potrebbe rendere più profonda la nostra comunità su molti livelli». È lo stesso Timothy Radcliffe, già maestro generale dei domenicani, predicatore instancabile e apprezzatissimo in ogni dove, a offrire, in chiusura, la sintesi della conversazione tenuta lo scorso 4 giugno, in collegamento digitale dal convento di Oxford, all’ultimo di quattro appuntamenti organizzati dall’Azione cattolica di Carpi sul tema «“Non temete!”. Il dono della comunità, tra precarietà e ripartenze». Tramite l’isolamento sociale, ha sostenuto Radcliffe, ci confrontiamo con noi stessi e con gli altri. «Cadono le maschere. Questo potrebbe portare a una comunione più profonda. Possiamo empatizzare con gli altri solo se abbiamo il coraggio di affrontare noi stessi ed entrare nella cella della conoscenza di sé. Il dolore dell’esclusione dall’eucaristia potrebbe condurci a un desiderio più profondo per il Regno dove tutti saremo una cosa sola. Possiamo anche avere il coraggio di guardare la morte in faccia e di negarle la sua pretesa di regnare». Ma il passaggio più potente del suo intervento è quello finale, quando afferma che «mentre affrontiamo tutte queste questioni nuove e complicate, possiamo evadere dall’isolamento sociale della Chiesa, e cercare la comunione con tutti i cercatori di verità».

Attualità, 2015-9

La dinamica del provvisorio

Da Pio XII al Vaticano II fino a papa Francesco

Ghislain Lafont

La ricerca di Stella Morra si rivolge a ciò che ella chiama la «forma», una parola ricca sia in estensione che in profondità e perciò assai difficile da definire: un insieme, il più possibile unificato, di convinzioni, di azioni, di sensibilità, di leggi, attraverso cui sia possibile vivere autenticamente il Vangelo. La diagnosi è che, trascorso ormai mezzo secolo dal Vaticano II, non abbiamo ancora trovato la «forma» che ci possa permettere di avanzare più liberamente e speditamente.

Documenti, 2012-15

Notificazione a Margaret Farley. Congreg. dottrina fede, M. Farley, Catholic Theological Society

W. card. Levada, L.F. Ladaria, M.A. Farley, Comitato dei direttori della CTSA
Resa nota il 4 giugno, ma datata 30 marzo (cf. Regno-att. 12,2012,378), la notificazione a suor Margaret Farley firmata dalla Congregazione per la dottrina della fede «rende avveduti i fedeli che il suo libro Just Love (…) non è conforme alla dottrina della Chiesa». Nella sua risposta, suor Farley ha precisato che «il libro non voleva essere un’espressione dell’attuale insegnamento cattolico ufficiale e, d’altra parte, non mirava specificamente a contestarlo»; piuttosto esso, con «il carattere di una proposta», intendeva offrire «un’interpretazione contemporanea dei significati tradizionali attribuiti al corpo, al genere e alla sessualità degli esseri umani». Per i cristiani, in particolare, poteva essere un aiuto per passare da «una moralità dei tabù a una moralità e a un’etica sessuali basate sul discernimento ». E sulla necessità di lasciare aperto il campo alla ricerca teologica, specialmente laddove esplora «questioni che preoccupano profondamente i fedeli della Chiesa» si esprime il Comitato dei direttori della Catholic Theological Society of America, lamentando il fatto che la notificazione «interpreta il compito della teologia cattolica» mescolando «indebitamente i compiti distinti della catechesi e della teologia».