A
Attualità
Attualità, 6/2015, 15/06/2015, pag. 361

Francesco: il creato e la storia

Un'enciclica per la casa comune

Piero Stefani

Che la seconda enciclica di papa Bergoglio abbia un’esplicita matrice francescana risulta palese fin dalla titolazione. Né forse è superfluo sottolineare che l’italiano insolito come titolo di un’enciclica era inedito anche per il Cantico di Francesco: il santo era, infatti, giunto al volgare solo alla fine della propria vita, dopo aver composto vari inni in latino. Anche in questo caso va comunque tenuta presente la triplice motivazione fornita da Bergoglio per la scelta da lui compiuta dell’inedito nome di Francesco. Essa fu giustificata lungo tre assi portanti: povertà, pace, creato.

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Attualità, 2021-16

Francesco - Ebraismo: capiamoci

Quando la comunicazione fa emergere i lati scoperti del dialogo

Piero Stefani

Le catechesi estive di papa Francesco dedicate alla Lettera ai Galati hanno sollevato una serie di rilievi polemici da parte ebraica e di precisazioni e puntualizzazioni da parte cattolica.1 Non è il caso di aggiungerne altre. Non lo è perché è più urgente evidenziare due presupposti raramente tematizzati; eppure sono propri essi a collocarsi a monte della maggior parte delle periodiche querelle presenti nel dialogo ebraico-cristiano (e a più vasto raggio in tutti i dialoghi interreligiosi). La constatazione che, nelle intenzioni di Francesco, le catechesi si collocassero in un contesto diverso da quello interreligioso non fa che confermare, paradossalmente, l’urgenza di una riflessione più estesa.

Attualità, 2021-16

Tempo opportuno

La Seconda lettera a Timoteo

Piero Stefani
Nella Seconda lettera a Timoteo vi è un monito che, preso a sé, risuona agli orecchi di molti adatto ai nostri giorni: «Annuncia la Parola, insisti nel tempo opportuno e nel tempo non opportuno» (2Tm 4,2). Sorge un interrogativo: è opportuno o inopportuno riproporlo?* A partire dal XVIII secolo le due Lettere a Timoteo e quella a Tito sono qualificate «pastorali»....
Attualità, 2021-14

M. Ventura, Nelle mani di Dio

La super-religione del mondo che verrà

Piero Stefani

Il titolo, ripreso dall’autobiografia spirituale di Desmond Tutu (In God’s hand; cf. 9), si muove su un’equivalenza che rende il termine «Dio» sinonimo di «religione» (operazione che l’arcivescovo sudafricano, con ogni probabilità, non approverebbe). Scelta dichiarata, presente già in vari libri, ben noti a Ventura, tutti più o meno orientati a indicare il fatto che, negli ultimi quattro decenni, le religioni sono ritornate a giocare, su vari fronti, un ruolo pubblico.