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Attualità
Attualità, 8/2015, 15/09/2015, pag. 515

L'Aquila: sisma familiare

Un racconto sei anni dopo, tra antiche e nuove divisioni

Piero Stefani

All’Aquila, sei anni dopo il terremoto, le ferite sono ancora evidenti ma ormai lo stesso può dirsi per l’espandersi della ricostruzione. Nel paesaggio del centro storico le transenne, i puntelli, i tubi che ingabbiano le case s’alternano con le gru, le impalcature e gli edifici già perfettamente restaurati, ripristinati dal punto di vista architettonico, non da quello abitativo. Il centro si popola solo nelle sere estive, in forma massima nella prossimità della Perdonanza celestiniana (28-29 agosto).

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Francesco - Ebraismo: capiamoci

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Piero Stefani

Le catechesi estive di papa Francesco dedicate alla Lettera ai Galati hanno sollevato una serie di rilievi polemici da parte ebraica e di precisazioni e puntualizzazioni da parte cattolica.1 Non è il caso di aggiungerne altre. Non lo è perché è più urgente evidenziare due presupposti raramente tematizzati; eppure sono propri essi a collocarsi a monte della maggior parte delle periodiche querelle presenti nel dialogo ebraico-cristiano (e a più vasto raggio in tutti i dialoghi interreligiosi). La constatazione che, nelle intenzioni di Francesco, le catechesi si collocassero in un contesto diverso da quello interreligioso non fa che confermare, paradossalmente, l’urgenza di una riflessione più estesa.

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Piero Stefani
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Il titolo, ripreso dall’autobiografia spirituale di Desmond Tutu (In God’s hand; cf. 9), si muove su un’equivalenza che rende il termine «Dio» sinonimo di «religione» (operazione che l’arcivescovo sudafricano, con ogni probabilità, non approverebbe). Scelta dichiarata, presente già in vari libri, ben noti a Ventura, tutti più o meno orientati a indicare il fatto che, negli ultimi quattro decenni, le religioni sono ritornate a giocare, su vari fronti, un ruolo pubblico.