A
Attualità
Attualità, 10/2018, 15/05/2018, pag. 288

Schede - Maggio 2018

Per la redazione delle Schede di questo numero hanno collaborato: Giancarlo Azzano, Maria Elisabetta Gandolfi, Flavia Giacoboni, Manuela Panieri, Niccolò Pesci, Valeria Roncarati, Domenico Segna.

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Documenti, 2022-21

San Paolo: non «conversione» ma «vocazione»

Segretariato attività ecumeniche (SAE)

«L’espressione “conversione di san Paolo” risulta impropria in base alla testimonianza di Paolo stesso. Inoltre essa può ingenerare l’errata convinzione che Paolo si sia convertito in quanto ha cessato di essere ebreo per diventare cristiano. Non è così; in seguito a una chiamata, che ricorda quella dei profeti (specie Geremia), Paolo è diventato infatti non già un cristiano bensì un ebreo credente in Gesù Cristo».

A partire da queste considerazioni l’Assemblea ordinaria del Segretariato attività ecumeniche (SAE), nella seduta svoltasi presso i locali della Facoltà avventista di Teologia a Firenze il 24 aprile 2022, ha pubblicato una petizione chiedendo al Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti di «modificare ufficialmente la denominazione “Festa della conversione di san Paolo” in “Festa della vocazione di san Paolo”».

«Inoltre la parola “conversione”, facilmente fraintendibile, può indurre ad auspicare una forma di proselitismo nei confronti degli ebrei; prassi un tempo tenacemente perseguita con metodi quasi sempre riprovevoli, ma oggi apertamente e ufficialmente respinta: “La Chiesa cattolica non conduce né incoraggia alcuna missione istituzionale rivolta specificamente agli ebrei”».

Documenti, 2022-21

Sul clima progressi e ritardi

27° Conferenza delle parti (COP) a Sharm el-Sheikh

La 27a Conferenza delle parti (COP) delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici si è tenuta a Sharm el-Sheikh, in Egitto, dal 6 al 18 novembre 2022. Nel bilancio sull’evento va apprezzata – nel Piano di attuazione di Sharm el-Sheikh che qui pubblichiamo – la creazione di un fondo per combattere i danni e le perdite ambientali, ma è negativo che non sia stato fissato un termine per l’uso dell’energia fossile. L’accordo su un nuovo fondo per le conseguenze dei danni climatici nei paesi più poveri, destinato ad attutire le inevitabili conseguenze del riscaldamento globale – siccità, inondazioni e tempeste sempre più frequenti, ma anche l’innalzamento del livello del mare e la desertificazione – risponde, dopo 30 anni, a una preoccupazione centrale delle regioni più vulnerabili. 

Il documento approvato riconosce tra l’altro «che la crisi energetica globale senza precedenti sottolinea l’urgenza di trasformare rapidamente i sistemi energetici per renderli più sicuri, affidabili e resilienti, anche accelerando le transizioni pulite e giuste verso le energie rinnovabili durante questo decennio critico di azione».

Documenti, 2022-21

Est e Ovest per la coesistenza umana

Ahmad Al-Tayyeb; Francesco

Il viaggio apostolico di papa Francesco nel Regno del Bahrein, dal 3 al 6 novembre 2022, ha voluto incoraggiare gli oltre 3,5 milioni di cattolici della penisola arabica con la sua seconda visita nel Golfo Persico. Ma l’occasione del viaggio è stato soprattutto il primo «Forum del Bahrein per il dialogo: Est e Ovest per la coesistenza umana», organizzato dal re del Bahrein Hamad per proseguire il percorso avviato con il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, anche noto come Documento di Abu Dhabi, firmato tra papa Francesco e il grande imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb nel 2019. 

Nel suo intervento conclusivo al Forum papa Francesco ha ribadito la necessità della libertà religiosa, mentre il grande imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb ha rivolto un appello al mondo islamico perché si impegni a superare le divisioni tra sunniti e sciiti come premessa per la pace: «Eliminiamo insieme ogni discorso di odio, provocazione e scomunica e mettiamo da parte il conflitto antico e moderno in tutte le sue forme e con tutte le sue propaggini negative. Rivolgo, con cuore amorevole per tutti, questo speciale appello ai nostri fratelli musulmani sciiti. Ribadisco che gli alti studiosi di Al-Azhar e del Consiglio musulmano degli anziani e io siamo pronti a ospitare un incontro simile con cuore aperto e mani tese, in modo da poterci sedere insieme intorno a un tavolo per mettere da parte le nostre differenze e rafforzare la nostra unità islamica».