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Attualità
Attualità, 18/2018, 15/10/2018, pag. 549

T. Halík, Voglio che tu sia

L’amore dell’altro e il Dio cristiano

Il tema principale di questo libro è l’amore. Poche altre parole, come Dio e Amore, significano oggi per persone diverse cose tanto diverse. Mi chiedo quale senso possano avere le celebri sentenze bibliche sull’amore per quelle persone che vedono la stessa parola «Dio» che si nasconde nell’oscura nube dell’incertezza, o tutt’al più le conduce a porsi altre domande, invece di essere per loro una risposta definitiva; Nietzsche ha espresso questa condizione con la frase: «Dio è morto».

 

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Documenti, 2021-17

L’Europa e le sue radici

Viaggio apostolico in Ungheria e in Slovacchia (12-15 settembre 2021)

Francesco

Nel secondo viaggio internazionale dopo la sospensione a causa della pandemia (il primo è stato in Iraq), e primo dopo l’intervento all’intestino, papa Francesco ha colto l’occasione del 52° Congresso eucaristico internazionale per visitare due paesi dell’Est europeo, l’Ungheria e la Slovacchia, oggi al centro di questioni strategiche per l’Europa perché legate alla memoria e all’attuale situazione politico-culturale.

Nelle visite (tra cui quella al primo ministro ungherese Viktor Orbán) e nei discorsi il papa non è entrato direttamente in questioni politiche, ma ha fortemente insistito sui valori fondamentali del cristianesimo, invocando una Chiesa e una società solidale, accogliente, fraterna, che integra e rispetta i diritti e le libertà di tutti: «Se vogliamo che il fiume del Vangelo raggiunga la vita delle persone, facendo germogliare anche qui in Ungheria una società più fraterna e solidale, abbiamo bisogno che la Chiesa costruisca nuovi ponti di dialogo» (ai vescovi in Ungheria). Francesco ha anche ripreso la definizione di «radici cristiane dell’Europa», cara a Giovanni Paolo II, ma ha sottolineato che vanno intese e interpretate in chiave aperta, senza volgerle secondo un significato ideologico identitario. E incontrando la comunità ebraica a Bratislava ha ribadito la più ferma condanna di ogni forma di antisemitismo.

Documenti, 2021-17

La Santa Sede risponde agli ebrei

Card. Kurt Koch

Dopo che alcune affermazioni sulla Torah – contenute in una catechesi tenuta da papa Francesco l’11 agosto sulla Lettera ai Galati – avevano provocato da parte del rabbino Rasson Arussi (presidente della Commissione del Gran rabbinato d’Israele per il dialogo con la Santa Sede) una richiesta di chiarimenti, il 3 settembre (pubblicata il 10) è arrivata la risposta del card. Kurt Koch, presidente della Commissione vaticana per i rapporti religiosi con l’ebraismo. La lettera, che pubblichiamo in una nostra traduzione dall’inglese, è stata inviata anche al rabbino David Sandmel, presidente del Comitato ebraico internazionale per le consultazioni interreligiose (New York), che aveva scritto a sua volta al card. Koch una lettera simile a quella del rabbino Arussi (www.christianunity.va).

Documenti, 2021-17

Ci pentiamo dei peccati contro il pianeta

Appello ai leader della COP26 per il futuro del pianeta

Papa Francesco, patriarca Bartolomeo e arcivescovo Welby

«Questa è la prima volta che noi tre ci sentiamo costretti ad affrontare insieme l’urgenza della sostenibilità ambientale, il suo impatto sulla povertà persistente e l’importanza della cooperazione mondiale. Insieme, a nome delle nostre comunità, facciamo appello al cuore e alla mente di ogni cristiano, di ogni credente e di ogni persona di buona volontà. Preghiamo per i nostri leader che si riuniranno a Glasgow per decidere il futuro del nostro pianeta e dei suoi abitanti». Papa Francesco, il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo e l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, hanno firmato insieme un appello urgente per la sostenibilità ambientale, la lotta alla povertà e la cooperazione internazionale, invitando i leader mondiali, che si riuniranno a Glasgow in novembre per la Conferenza delle parti sul cambiamento climatico (COP26), a fare scelte consapevoli «per il futuro del pianeta e dei suoi abitanti». L’appello è contenuto in Un messaggio congiunto per la protezione del creato, pubblicato il 7 settembre in occasione del Tempo del creato, che si celebra ogni anno dal 1° settembre al 4 ottobre. «Ci pentiamo dei peccati della nostra generazione. Siamo al fianco dei nostri fratelli e sorelle più giovani in tutto il mondo in devota preghiera e azione impegnata, per un futuro che corrisponda sempre più alle promesse di Dio».