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Il bacio di Dio

Nei primi decenni della Chiesa antica, i "santi" – cioè i credenti – si salutavano con il "bacio santo", un bacio sulla bocca che significava la condivisione dello spirito. Come possiamo oggi scambiarci il "bacio santo", per esprimere una spiritualità trinitaria?

Pentecoste | Lingue come di fuoco

At 2,1-11; Sal 103 (104); 1Cor 12,3-7.12-13; Gv 20,19-23             Era Pentecoste, vale a dire era il giorno in cui cadeva la festa delle Settimane (Shavu‛ot; Lv 23,15-22), una delle tre ricorrenze annuali in cui si saliva al tempio di Gerusalemme (cf. Es 34,22-23). Il senso primordiale della festa era agricolo, connesso alla gioia della mietitura (nella festa ebraica si legge a tutt’oggi il libro di Rut); a esso si era aggiunto – in un’epoca difficile da precisare – il senso memoriale del dono della Legge (Torah)...

Ascensione del Signore | Ecco io sono con voi

At 1,1-11; Sal 46 (47); Ef 1,17-23; Mt 28,16-20             Nel giorno dell’Ascensione al cielo di Gesù si legge il Vangelo in cui egli assicura il perdurare della propria presenza sulla terra: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,19-20). Il fatto che la promessa della presenza si colleghi al distacco...

VI domenica di Pasqua | L'avvocato difensore

At 8,5-8.14-17; Sal 65 (66); 1Pt 3,15-18; Gv 14,15-21             Nell’intera Scrittura la parola «Paraclito» compare solo negli scritti giovannei. Essa si riferisce o allo Spirito (nel lungo discorso dell’ultima cena) o a Gesù Cristo (Prima lettera di Giovanni). L’insieme di questi riferimenti (in tutto appena cinque, Gv 14,16.26; 15,26; 16,7; 1Gv 2,1) non induce a tradurre il termine con la pur possibile e consueta espressione di «consolatore». La parola è da intendersi piuttosto nel...

Domenica V di Pasqua | La via della verità e della vita

At 6,1-7; Sal 32 (33); 1Pt 2,4-9; Gv 14,1-12        Nel quarto Vangelo il Figlio si presenta, nel suo operare, come rivelatore del Padre. Lo fa nel suo essere passaggio pasquale, via. In Giovanni molti momenti di rivelazione sono scanditi dal ripetersi dell’espressione «io sono»; locuzione che, lungo una catena di passi biblici (cf. ad esempio Is 43,10; 48,12; Dt 32,39), si annoda a una delle più fondamentali rivelazioni di Dio, quella del roveto ardente: «Sono colui che sono» (Es 3,14), espressione misteriosa ma che, nel suo immediato...

IV domenica di Pasqua | Una sola porta, un unico pastore

At 1,2-14.36-41; Sal 22 (23); 1Pt 2,20-25; Gv 10,1-10 Vi è un aspetto piuttosto strano nella parabola del buon pastore: la similitudine (cf. Gv 10,1-5) è più chiara della spiegazione (cf. Gv 10,7-18). Giovanni afferma che i discepoli non compresero di che cosa si stesse parlando (cf. Gv 10,6); per ogni lettore il discorso scorre invece via senza difficoltà. Il pastore è l’immagine di Gesù che, a differenza dei ladri, entra dalla porta e chiama per nome le proprie pecore; esse riconoscono la sua voce e lo seguono tra i pascoli. L’immagine pastorale...

III domenica di Pasqua | Confermarsi nella fede

At 2,14.22-33; Sal 15 (16); 1Pt 1,17-21; Lc 24,13-35 Sperare è verbo raro nei Vangeli. L’uso in Luca è, in sostanza, profano (cf. Lc 6,34; 23,8), mentre nell’episodio dei due discepoli che s’incamminano verso Emmaus è detto al passato: «Noi speravamo che fosse colui che avrebbe liberato Israele» (Lc 24,21). I verbi delle tre virtù teologali, se coniugati al passato, dicono un rammarico, una delusione, un tempo chiusosi senza essere completato: «amavo, credevo, speravo… ora non più…». Per Cleopa e il suo...

II domenica di Pasqua | Credere senza vedere

At 2,42-47; Sal 117 (118); 1Pt 1,3-9; Gv 20,19-31              «Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto» (Gv 20,29). L’episodio dell’apparizione a Tommaso si conclude con queste parole, rivolte da Gesù al discepolo divenuto credente. Una lunga consuetudine interpretativa ha non di rado indotto a tradurre il verbo al futuro e non al passato («Beati quelli che non avendo visto crederanno», trad. CEI 1974). Quando si diceva «crederanno», si applicava pastoralmente la frase a noi stessi. L’assemblea...

Domenica di Pasqua | Una vittoria nonviolenta

At 10,34.37-43; Sal 117 (118); Col 3,1-4; Gv 20,1-9              Nel quarto Vangelo il primo riferimento alla somma verità di fede della risurrezione è affidato a un racconto molto animato con tre protagonisti: Maria Maddalena, Pietro e il discepolo amato da Gesù (cf. Gv 20,1-9).             In quelle righe non vi è nulla di assertorio o di dogmatico. Vi è solo la descrizione di un andare e di un venire. La verità più alta della fede è introdotta da...

Domenica delle palme | Osanna nel più alto dei cieli

Con l'ingresso a Gerusalemme, Gesù diviene veramente Gesù.