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V domenica di Quaresima | Gesù scoppiò in pianto

Ez 37,12-14; Sal 129 (130); Rm 8,8-11; Gv 11,1-45              «Io sono la risurrezione e la vita» (Gv 11,25). Quante volte si è letta questa frase sugli avvisi funebri, sui ricordi, a volte persino sulle lapidi. Rischia di essere percepita come pura consuetudine, o almeno è così fino a quando non ci tocca in profondità con la scomparsa di chi ci è caro. La prova vera del suo spessore la si ha in quei frangenti.             «Chi...

IV domenica di Quaresima | L’illuminazione del battesimo

1Sam 16,1.4.6-7.10-13; Sal 22 (23); Ef 5,8-14; Gv 9,1-41             L’episodio del cieco nato è un segno, così come lo sono tutti i «miracoli» di cui parla Giovanni. È infatti tipico del quarto Vangelo ricorrere alla parola semeion («segno»). La prima volta avvenne a Cana (cf. Gv 2,11). Il termine è usato anche nel Vangelo di questa settimana, a proposito della guarigione del cieco nato (cf. Gv 9,16). Segno di che cosa? Sempre e comunque dell’operare del Figlio; ma nelle varie...

III domenica di Quaresima | Lo spazio dell’«ora»

Es 17,3-7; Sal 94 (95); Rm 5,1-2.5-8; Gv 4,5-42             Al centro del colloquio tra Gesù e la samaritana c’è una domanda riferita al luogo di culto. La donna afferma la tradizione del suo popolo, legata al monte Garizim, e chiede ragione del perché i Giudei sostengano che l’adorazione debba avvenire solo a Gerusalemme (cf. Gv 4,20). Il contenzioso sui luoghi sacri è antico e non cessa neppure al giorno d’oggi di riproporsi; chi visita Gerusalemme se ne accorge a colpo d’occhio. Eppure...

II domenica di Quaresima | La via e la meta

Perché leggere il Vangelo della Trasfigurazione nella seconda domenica di Quaresima? Perché la Trasfigurazione è una tappa sulla via della Pasqua.

I domenica di Quaresima | La tentazione più grande

Gen 2,7-9; 3,1-7; Sal 50 (51); Rm 5,12-19; Mt 4,1-11              La prima domenica di Quaresima è legata alle tentazioni di Gesù nel deserto. Tema un tempo costante e quasi assillante quello delle tentazioni; ma oggi? Satana è ospitato in forme rituali capovolte e perverse (satanismo), dilaga in immaginari filmici, è comprensibile nella dimensione dell’ossessione ma latita in quella delle tentazioni collocate in ambito spirituale. Si tratta, in pratica, di un tema lasciato ormai in monopolio ai soli...

VIII domenica del tempo ordinario | La giustizia del Padre

Is 49,14-15; Sal 61 (62); 1Cor 4,1-5; Mt 6,24-34 Vi è una priorità assoluta: «Cercate il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta» (Mt 6,33). Alla nettezza della richiesta non corrisponde la semplicità della comprensione. Di primo acchito, si è propensi a ritenere che il possessivo «sua» sia riferito alla parola «Regno». Non è così: il greco lo esclude (un maschile – autous – non può accordarsi con un femminile – basileia). D’altro canto il ricorso...

VII domenica del tempo ordinario | Porgere l'altra guancia

Perché bisogna astenersi dal rispondere alla violenza con la violenza? C'è una risposta profonda anche in altre culture, ma l'indicazione di Gesù nel Vangelo ha un tratto particolare.

VI domenica del tempo ordinario | Figli del Regno

Sir 15,15-20 (gr.); Sal 118 (119); 1Cor 2,6-10; Mt 5,17-37           Nel cuore del Discorso della montagna sembra esserci una contraddizione: da un lato si afferma che nulla sarà abolito della Legge e dai Profeti (cf. Mt 5,17), mentre dall’altro si ripete «Udiste che fu detto agli antichi... io però (de) vi dico» (Mt 5,21.27.31.33.39.43). In realtà, se al centro di tutto c’è la persona di Gesù, le due parti si sostengono a vicenda. Si tratta non di sostituire una Legge con un’altra, bensì...

V domenica del tempo ordinario | Voi siete il sale della terra

Is 58,7-10; Sal 111(112); 1Cor 2,1-5; Mt 5,13-16           Nell’orizzonte evangelico, l’accento del «Discorso della montagna» batte, ancor più che sui contenuti dell’insegnamento, su colui che li propose. Il senso più autentico della sua novità potrebbe essere efficacemente riassunto da quanto detto, circa un secolo dopo Matteo, da Ireneo di Lione, quando esclamò che Gesù «portò ogni novità portando se stesso». Per noi che ascoltiamo le parole del «Sermone...

IV domenica del tempo ordinario | Felici perché si spera

Sof 2,3; 3,12-13; Sal 145 (146); 1Cor 1,26-31; Mt 5,1-12           Nel linguaggio biblico «beato» equivale a «felice»; nessuno si sorprenderebbe se l’inizio del primo salmo (anche in questo caso un’inaugurazione), fosse tradotto così: «Felice l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi» (Sal 1,1). Tuttavia il termine greco per felicità, eudaimonia, non ricorre mai né nel Nuovo Testamento, né nella Bibbia greca dei Settanta. Al suo posto vi è appunto la «beatitudine»,...