D
Documenti
Documenti, 9/1983, 01/05/1983, pag. 296

Dichiarazione sullo stato della nazione

Conferenza episcopale

Leggi anche

Documenti, 2026-9

Le emozioni e la fede

Conferenza episcopale spagnola - Commissione per la dottrina della fede

Il 3 marzo la Conferenza episcopale spagnola ha pubblicato – dopo averla approvata nel corso dell’Assemblea plenaria – una nota della Commissione per la dottrina della fede sul ruolo delle emozioni nell’atto di fede, intitolata Cor ad cor loquitur (Il cuore parla al cuore). In essa i vescovi affrontano il fenomeno della «rinascita della fede cristiana, specialmente tra i giovani spagnoli della cosiddetta “generazione Z”, quei nativi digitali nati tra la metà degli anni Novanta e il primo decennio dei Duemila», anche grazie a nuovi metodi o strumenti di evangelizzazione in cui «hanno un peso importante le emozioni e i sentimenti, che provocano un primo “impatto” nella persona e conducono alla conversione e all’adesione a Cristo». Osservano però che «non sono pochi... coloro che hanno messo in guardia dal rischio di un riduzionismo “emotivista” della fede, che porta molte persone a diventare consumatrici di esperienze d’impatto e insaziabili ricercatrici del compiacimento del sentimento spirituale». Per ridurre il rischio di ridurre la fede alle emozioni, con forme di «bombardamento emotivo» che possono avvicinarsi a un «abuso spirituale», i vescovi raccomandano di puntare con determinazione su una formazione integrale e permanente e di fare un accurato discernimento pastorale rispetto ai nuovi movimenti sulla base della loro capacità di integrarsi nella vita ecclesiale; e incoraggiano la promozione dell’adorazione eucaristica secondo le norme liturgiche come naturale prosecuzione della celebrazione eucaristica.

Stampa (4.3.2026) da sito web www.conferenciaepiscopal.es. Nostra traduzione dallo spagnolo.

Documenti, 2026-7

Ripensare l'iniziazione cristiana

Consiglio permanente (23-25 marzo 2026

Conferenza episcopale italiana

Uscito a ridosso della pubblicazione dei risultati del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, il Comunicato finale del Consiglio permanente della CEI (23-25.3.2026) presenta una nutrita serie di attenzioni, ma evita con cura qualsiasi riferimento all’attualità politica italiana. Non manca invece il riferimento al Medio Oriente e alla «guerra [che] continua a presentarsi come strumento ordinario di risoluzione delle controversie», citando la nota Educare a una pace disarmata e disarmante. Aprendo poi la carrellata sulle tematiche più propriamente ecclesiali, dopo aver espresso «gratitudine ai sacerdoti chiamati a un carico pastorale notevole», si fa cenno tra l’altro alle «Linee di orientamento per il cammino delle Chiese in Italia» e ad «alcune determinazioni per la recezione del Cammino sinodale», che saranno oggetto dell’Assemblea generale di maggio (e in «stile sinodale» dev’essere anche la gestione e la rendicontazione dell’otto per mille); e dell’«iniziazione cristiana». A proposito di quest’ultima il comunicato afferma: si è «deciso di affidare lo studio della revisione del percorso d’iniziazione cristiana alla Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi» ed è stato «approvato il documento che offre le linee fondamentali sull’identità dei padrini e delle madrine».

Stampa (25.3.2026) da sito web www.chiesacattolica.it.

Documenti, 2026-7

Sempre più democrazia

Consiglio permanente della Conferenza episcopale argentina

Il 24 marzo l’Argentina ha ricordato i 50 anni del colpo di Stato militare che inaugurò una brutale dittatura, che per sette anni si rese responsabile di rapimenti, torture e omicidi nei confronti di decine di migliaia di vittime. Anche le gerarchie ecclesiastiche furono accusate di connivenze con il Governo dei generali (cf. Regno-att. 6,2023,164). Il 17 marzo il Consiglio permanente della Conferenza episcopale argentina ha pubblicato un messaggio intitolato «Mai più» alla violenza della dittatura, «sempre più» democrazia giusta, in cui riconosce «la gravità di quanto accaduto in quegli anni violenti» e comprende «che la memoria esige un’autocritica, da parte della società e della Chiesa in essa presente, che aiuti a riscoprire e ricostruire il senso di fratellanza tra gli argentini».

In un momento, inoltre, in cui l’attuale Governo di Javier Milei sostiene che per decenni la sinistra ha distorto la storia della dittatura, enfatizzando esclusivamente il terrorismo di Stato e ignorando la violenza dei gruppi guerriglieri di sinistra, i vescovi avvertono: «Viviamo in un’epoca caratterizzata da una crescente tendenza all’autoritarismo... in cui sta prendendo il sopravvento un’ideologia della sopravvivenza del più forte ai danni del più debole, mentre la forza della democrazia dovrebbe manifestarsi nella cura dei più fragili». E ribadiscono che «il sistema democratico si fonda sulla convivenza tra sorelle e fratelli nel rispetto incondizionato della dignità umana».

Stampa (23.3.2026) da sito web episcopado.org. Nostra traduzione dallo spagnolo.