D
Documenti
Documenti, 21/2021, 01/12/2021, pag. 645

In ascolto del popolo di Dio

75ª Assemblea generale straordinaria della CEI (Roma, 22-25 novembre 2021)

Conferenza episcopale italiana

Non emergono toni eclatanti dal Comunicato finale dell’Assemblea della Conferenza episcopale italiana (CEI), tenuta dal 22 al 25 novembre: molto in effetti si è svolto a porte chiuse e nei «gruppi sinodali», nei quali i vescovi hanno avuto un intenso scambio. Anche l’incontro con il papa è stato protetto dalla riservatezza. Tuttavia dall’indice dei temi che ne emerge si capisce che il processo di riflessione sullo stato attuale della Chiesa in Italia e l’utilità dell’incamminarsi nel «Percorso sinodale» siano due elementi che stanno procedendo. Così – si legge – l’accordo è totale sulla necessità di favorire «l’ascolto attento di tutti battezzati», di «aprire il cuore e l’orecchio a quanti (…) sono rimasti ai margini della vita ecclesiale», di colmare «la distanza che separa il Vangelo dalla vita», di «riorganizzare la speranza, in una società che corre veloce lasciando spesso indietro i più deboli, che subisce il fascino mutevole delle mode, che parla linguaggi nuovi e fa dell’individuo il suo centro». E «la sfida affidataci dal papa (…) di aprire la consultazione di questo primo tratto del Cammino sinodale anche al di fuori» dei perimetri consueti è raccolta. Certo, far «spazio alla creatività di ciascuno» potrebbe sconcertare. Tuttavia questo cammino «non parte da zero», ma s’innesta nel Concilio e nella creatività anche recente delle Chiese locali. Si è parlato poi di COVID, migranti, cure palliative e protezione dei minori, ai quali i vescovi italiani offrono «ascolto, sostegno e vicinanza».

Originale in nostro possesso.

Come si realizza oggi nella mia Chiesa locale o nella realtà ecclesiale a me affidata quel “camminare insieme” che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che le è propria? Come si realizza oggi nella nostra collegialità episcopale quel “camminare insieme” che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che le è stata affidata?». Sono le due domande ispirate dall’interrogativo fondamentale del Sinodo universale che hanno fatto da sfondo ai lavori della 75ª Assemblea generale straordinaria della Conferenza episcopale italiana, svoltasi a Roma (presso l’Ergife Palace Hotel) dal 22 al 25 novembre 2021. Sotto la guida del cardinale presidente Gualtiero Bassetti, l’assise è stata aperta da un incontro riservato con papa Francesco.

     L’apprezzamento con cui è stata accolta l’Introduzione del presidente della CEI ha trovato conferma negli interventi e negli approfondimenti con cui i pastori hanno rimarcato la preoccupazione per una situazione sociale e ambientale che rischia di penalizzare soprattutto i giovani e i più deboli, oltre che l’invito a fare del Cammino sinodale un’occasione di incontro e di ascolto di tutti, in particolare di quanti vivono con difficoltà l’appartenenza ecclesiale o sono disillusi. In questo senso la divisione dei vescovi in «gruppi sinodali» ha offerto la possibilità di una condivisione fraterna nella prospettiva del servizio pastorale nella propria comunità e di una più ampia collegialità. È stato un vero e proprio esercizio di sinodalità praticata e vissuta nella comunione del ministero episcopale, che ha permesso di cogliere in profondità il valore della narrazione delle proprie esperienze: il Signore è presente nel vissuto personale e comunitario.

     Tra i momenti significativi l’intervento del card. Mario Grech, segretario generale del Sinodo dei vescovi, che ha illustrato il percorso sinodale che porterà alla celebrazione del Sinodo dei vescovi nell’ottobre 2023.

     Distinte comunicazioni hanno riguardato la riforma del Libro VI del Codice di diritto canonico, l’adeguamento degli Orientamenti e norme per i seminari della CEI alla luce della Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis, il Sovvenire, i 50 anni di Caritas italiana e i 100 anni dell’Università cattolica del Sacro Cuore.

     Hanno preso parte ai lavori il nunzio apostolico in Italia, mons. Emil Paul Tscherrig, 212 membri e 16 vescovi emeriti, alcuni rappresentanti di presbiteri, religiosi e religiose, degli istituti secolari e della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali.

     A margine dei lavori assembleari si è riunito il Consiglio permanente, che ha approvato il messaggio della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo per la 33ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei (17 gennaio 2022); ha riconosciuto a livello nazionale l’Associazione italiana dei professori di storia della Chiesa quale associazione privata di fedeli, approvandone lo statuto; ha ricevuto un aggiornamento sul lavoro seguito alla pubblicazione delle tre istruzioni della Congregazione per l’educazione cattolica sull’affiliazione, l’aggregazione e l’incorporazione degli istituti di studi superiori (8 dicembre 2020). Ha infine provveduto ad alcune nomine.

In dialogo con papa Francesco

     L’incontro riservato con papa Francesco ha aperto i lavori della 75ª Assemblea generale straordinaria, che si è svolta a Roma dal 22 al 25 novembre. Il dialogo, durato poco meno di due ore, ha riguardato lo stile con cui abitare questo tempo, plasmato da difficoltà e, allo stesso tempo, da tante opportunità aperte dal percorso sinodale. Le sfide, sempre nuove, interpellano la coscienza della Chiesa e chiedono una maggiore consapevolezza della missione, del servizio pastorale e della corresponsabilità di tutti i battezzati. La prossimità, la cura, l’ascolto e l’accoglienza sono i tratti che papa Francesco è tornato a indicare e che devono essere il biglietto da visita delle comunità cristiane. Tratti che devono trasparire in primo luogo dal vissuto dei pastori, chiamati a farsi imitatori del buon Pastore raffigurato nel cartoncino con le «Beatitudini del vescovo», consegnato dal papa a tutti i vescovi presenti.

Ascolto reciproco e collegiale

     L’Assemblea generale straordinaria ha avuto come asse portante la riflessione sul Cammino sinodale, che si è concretizzata in un vero esercizio di sinodalità tra i vescovi. Molto tempo infatti è stato dedicato ai lavori nei «gruppi sinodali», che hanno offerto la possibilità di una condivisione fraterna nella prospettiva del servizio pastorale nella propria comunità e di una più ampia collegialità. È stata anche questa un’opportunità per i pastori di ascoltarsi e di confrontarsi sui percorsi da sviluppare sul territorio, in armonia con quanto richiesto dalla Segreteria generale del Sinodo dei vescovi e in linea con il tracciato quinquennale prospettato dalla CEI.

     È emersa con forza l’esigenza di abbandonare ogni autoreferenzialità, favorendo il coinvolgimento dei laici e l’ascolto attento di tutti i battezzati, specialmente di coloro che non frequentano o hanno sopito il fuoco del battesimo. Riprendendo l’invito finale contenuto nell’Introduzione del cardinale presidente, i vescovi hanno evidenziato l’importanza di aprire il cuore e l’orecchio a quanti, per diversi motivi, sono rimasti ai margini della vita ecclesiale. Di fronte alle ferite che le persone portano sulla loro pelle, la Chiesa è chiamata a mostrare il suo volto misericordioso. Ma per fare questo è necessario mettersi in cammino, condividere le fatiche del viaggio, fare silenzio per dare voce a ciò che il «popolo di Dio» ha da dire.

     Quello attuale, è stato ribadito, è il tempo del coraggio e della profezia, fondamentali per colmare quella distanza che separa il Vangelo dalla vita e per riorganizzare la speranza, in una società che corre veloce lasciando spesso indietro i più deboli, che subisce il fascino mutevole delle mode, che parla linguaggi nuovi e fa dell’individuo il suo centro. La sfida affidataci dal papa, hanno ricordato i vescovi, è quella di un ascolto diffuso, di aprire cioè la consultazione di questo primo tratto del Cammino sinodale anche al di fuori; certo, non tutti parteciperanno, ma tutti devono sentirsi invitati. Se ciascun operatore pastorale, obbedendo alla creatività dello Spirito, si farà moderatore di un gruppo sinodale sul territorio, nei diversi ambienti in cui le persone vivono, s’incontrano, si curano, studiano e lavorano, sarà davvero un’esperienza ampia di sinodalità. 

Cammino sinodale e conversione pastorale

     Il Cammino sinodale – è l’auspicio dei presuli – deve diventare occasione propizia per una conversione personale e comunitaria, conditio sine qua non per ridare linfa all’annuncio e vigore a un tessuto ecclesiale e sociale sfibrato e vecchio. Si tratta di impostare un nuovo tipo di ascolto, inventando qualcosa di originale, che prima normalmente non esisteva o esisteva sporadicamente, dando spazio alla creatività di ciascuno, attivando percorsi che puntino alla comunione: con il povero, con lo straniero, con chi è disorientato, con chi cova rabbia, con chi non crede o ha perso la fede, con chi ha fede solo nella scienza, con chi si sente lontano, con chi professa un’altra religione o appartiene a un’altra tradizione cristiana.

     Allo stesso modo, in linea con quanto affermato dal cardinale presidente, i pastori hanno convenuto sull’esigenza di non trascurare l’ascolto dei presbitèri, degli organismi di partecipazione, dei gruppi degli operatori pastorali (catechisti, ministri, operatori della carità, animatori liturgici, associazioni e movimenti). Se da una parte facili entusiasmi o delusioni passate possono ostacolare il cammino, dall’altra è di sostegno la memoria grata.

     Il Cammino sinodale delle Chiese in Italia, è stato evidenziato, non parte da zero, ma è un percorso di completamento della ricezione dell’ecclesiologia del concilio Vaticano II: la riflessione degli ultimi decenni e i documenti conciliari costituiscono un faro che continua a illuminare i primi passi compiuti e quelli che si faranno. In queste ultime settimane, hanno raccontato i vescovi, si è sprigionata dalle Chiese locali un’eccezionale ricchezza di iniziative e spunti per il Cammino sinodale. Ne sono testimonianza i siti diocesani.

     L’avvio di questo percorso è stato per tutti un’esperienza di Chiesa in cammino. Già dall’Assemblea del maggio scorso, ma ancora di più dall’inizio dell’autunno, i vescovi – è stato sottolineato – sono partiti insieme, nella concordia, cioè nella condivisione del cuore, in una specie di sinfonia che, nella diversità di toni e strumenti, sta creando una bella armonia. Molti operatori pastorali stanno cogliendo l’importanza di questo evento sinodale. Le perplessità ci possono anche essere, ma sono utili e necessarie per muoversi nel modo migliore e tenere alta la guardia sulla qualità del Cammino sinodale. Nel momento di riflessione per l’inizio del percorso sinodale, lo scorso 9 ottobre, papa Francesco – ricordando le parole di p. Congar – ha auspicato «non un’altra Chiesa, ma una Chiesa diversa». E questa è la sfida: una Chiesa più evangelica, meglio innestata nella vita della gente.

Accanto ai più deboli

     Grande risonanza ha trovato, nell’Assemblea, l’invito del cardinale presidente a compiere uno sforzo ulteriore per contenere la diffusione del virus COVID-19. Piena sintonia è stata espressa anche rispetto alla preoccupazione per il continuo verificarsi di «soprusi e abusi nei confronti della persona umana». L’inaccettabile dramma dei migranti che si consuma sia sulle rotte marittime sia su quelle terrestri, alle porte dell’Europa e ai confini tra gli stati, scuote le coscienze e invoca una risposta ispirata ai quattro verbi indicati da papa Francesco: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Avere cura degli ultimi è l’unica strada per costruire un mondo di pace e di benessere comune.

     Per la Chiesa che è in Italia – è stato detto – stare accanto ai più deboli è una scelta che si rinnova ogni giorno nella verità e nella carità. In questo senso viene espressa anche profonda vicinanza e condivisione a quanti si trovano in condizioni di fragilità, ricordando che la sacralità di ogni vita umana non viene meno neppure quando la malattia e la sofferenza sembrano intaccarne il valore. Avere compassione di un malato significa sostenerlo con terapie adeguate e con affetto, restituendogli la speranza nel Cristo medico, che guarisce e salva. Perciò, la Presidenza della CEI rilancia la richiesta di applicare, in modo uniforme e diffuso, la legge sulle cure palliative e la terapia del dolore, tecniche capaci di ridare dignità alla vita dei malati, anche di quelli inguaribili o di quelli che sembrano aver smarrito il senso del loro stare al mondo.

     All’Assemblea è stato anche offerto dal presidente del Servizio nazionale per la tutela dei minori, mons. Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna-Cervia, un aggiornamento circa le iniziative e le strutture finora messe in campo per contrastare la piaga degli abusi sui minori e le persone vulnerabili, dentro e fuori dalla Chiesa, dopo l’emanazione delle Linee-guida del giugno 2019.

     Queste hanno senz’altro segnato una svolta nel tipo di approccio a questo gravissimo fenomeno. Ne sono testimonianza la cura educativa svolta nelle comunità ecclesiali (seminari, istituti di formazione, parrocchie, oratori, consultori, associazioni, movimenti, ecc.) per l’educazione alla relazione e alla maturità affettiva e sessuale; la creazione della rete dei referenti nei Servizi per la tutela dei minori in tutte le diocesi italiane e di numerosi Centri di ascolto per la raccolta di denunce e segnalazioni; la pubblicazione di tre Sussidi per formare gli operatori pastorali e adottare misure per contrastare i rischi e rendere più sicuri gli ambienti; la promozione di numerosi incontri di informazione e formazione a favore del clero e dei religiosi, dei catechisti e laici educatori e allenatori e degli operatori della Caritas; la celebrazione della Giornata nazionale di preghiera del 18 novembre, data scelta dall’Europa per combattere il fenomeno e sostenere le vittime.

     Su questa linea verranno compiuti ulteriori passi per implementare e rafforzare l’azione a tutela dei minori e delle persone vulnerabili. La Chiesa, hanno ribadito i vescovi, vuole essere sempre accanto alle vittime, a tutte le vittime, alle quali intende continuare a offrire ascolto, sostegno e vicinanza, non dimenticando mai la sofferenza che hanno provato.

Varie

     Distinte comunicazioni hanno riguardato la riforma del Libro VI del Codice di diritto canonico che entrerà in vigore il prossimo 8 dicembre, solennità dell’Immacolata concezione; l’adeguamento degli Orientamenti e norme per i seminari della CEI alla luce della Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis, di cui seguiranno ulteriori aggiornamenti; i frutti della 49ª Settimana sociale, vissuta a Taranto dal 21 al 24 ottobre 2021; il servizio del Sovvenire, i 50 anni di Caritas italiana e i 100 anni dell’Università cattolica del Sacro Cuore. Un’informazione è stata dedicata inoltre all’attuazione del motu proprio Spiritus Domini, con il quale papa Francesco ha stabilito che i ministeri del lettorato e dell’accolitato siano aperti anche alle donne, e del motu proprio Antiquum ministerium, con il quale si istituisce il ministero del catechista.

     Per procedere alla loro istituzione, è necessario attendere, come già espresso all’Assemblea generale di maggio, le indicazioni della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, che dovrebbe pubblicare il nuovo rito di istituzione del ministero laicale del catechista e successivamente le modifiche del rito per l’istituzione di accoliti e lettori.

     Congiuntamente alla pubblicazione di tali documenti, il proseguimento del lavoro di riflessione e discernimento da parte della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi e della Commissione episcopale per la liturgia sarà prezioso per rispondere in maniera adeguata alle richieste contenute nelle lettere apostoliche, alla luce dei criteri forniti dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Per questo motivo è necessario attendere perché ogni azione locale si collochi nel solco di questo percorso.

* * *

     Il Consiglio permanente, riunitosi a margine dei lavori assembleari, ha approvato il messaggio della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo per la 33ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei (17 gennaio 2022), dal titolo «Realizzerò la mia buona promessa» (Ger 29,10); ha riconosciuto a livello nazionale l’Associazione italiana dei professori di storia della Chiesa quale associazione privata di fedeli, approvandone lo statuto; ha ricevuto un aggiornamento sul lavoro seguito alla pubblicazione delle tre istruzioni della Congregazione per l’educazione cattolica sull’affiliazione, l’aggregazione e l’incorporazione degli istituti di studi superiori (8 dicembre 2020). Ha infine provveduto ad alcune nomine.

* * *

     Nella riunione del 22 novembre 2021, la Presidenza ha nominato delegato CEI per i Congressi eucaristici internazionali mons. Gianmarco Busca, vescovo di Mantova, presidente della Commissione episcopale per la liturgia.

* * *

     Il Consiglio episcopale permanente, riunitosi il 24 novembre 2021, ha proceduto alle seguenti nomine:

     – membro della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi: mons. Giovanni Intini, vescovo di Tricarico;

     – membro della Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata: mons. Piero Delbosco, vescovo di Cuneo e di Fossano;

     – direttore della Caritas italiana: don Marco Pagniello (Pescara - Penne);

     – assistente generale dell’Associazione italiana guide e scouts d’Europa cattolici (AIGSEC): don Zbigniew Szczepan Formella sdb;

      – consulente ecclesiastico centrale dell’Unione cattolica stampa italiana (UCSI): padre Giuseppe Riggio si.

     Roma, 25 novembre 2021.

Tipo Documento
Tema Pastorale - Liturgia - Catechesi
Area EUROPA
Nazioni

Leggi anche

Documenti, 2022-7

Ucraina: accoglienza e solidarietà

Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana (Roma, 21-23 marzo 2022)

Al centro del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana (CEI), che si è svolto a Roma dal 21 al 23 marzo ed era l’ultimo presieduto dal card. Gualtiero Bassetti, c’è stato «quanto sta accadendo in Ucraina», che suscita «dolore e preoccupazione» e una preghiera corale dell’organismo CEI perché «questa “inutile strage” del nostro tempo sia fermata». Il Consiglio permanente – si legge nel Comunicato finale (24 marzo) – ha manifestato l’intenzione di esprimere «vicinanza e solidarietà alla Chiesa ucraina attraverso la visita di una delegazione di vescovi italiani». E ha ribadito l’impegno per l’accoglienza dei profughi, chiedendo però «un unico modello convenzionale per tutti i rifugiati che continuano ad approdare nelle nostre terre, evitando disparità di trattamento e avviando un superamento dei centri di accoglienza straordinaria (CAS) per una scelta di servizi di accoglienza personalizzati nei comuni».

Ha anche deliberato il cronoprogramma operativo del primo anno del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, mentre rispetto al tema di un’eventuale commissione d’indagine sulle violenze sessuali su minori e persone vulnerabili in ambito ecclesiale – chiesta da più parti – ha affermato che «i vescovi intendono promuovere una migliore conoscenza del fenomeno per valutare e rendere più efficaci le misure di protezione e prevenzione».

Documenti, 2022-3

In attesa dell’Assemblea generale

Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana (Roma, 24-26 gennaio 2022)

I rumori di guerra in Ucraina, l’elezione del presidente della Repubblica, il referendum sull’eutanasia sono i temi d’attualità che hanno fatto da sfondo al recente Consiglio permanente della CEI (Roma, 24-26.1.2022), dal quale si stavano aspettando anche alcuni segnali relativi alle questioni ecclesiali più urgenti: il Sinodo; i ministeri del lettorato e accolitato ora aperti anche alle donne; come reagire all’onda delle inchieste diocesane o nazionali sulle violenze sui minori nella Chiesa, che stanno scuotendo i confratelli europei. Su tutti e tre gli ambiti verranno istruite riflessioni da discutere alla prossima Assemblea generale di maggio e su cui deciderà la prossima Presidenza. Intanto sul Sinodo prende corpo, con le nomine dei membri, il Gruppo di coordinamento nazionale del Cammino sinodale; sui ministeri femminili due commissioni episcopali prepareranno un testo da discutere a maggio; sulle violenze il Consiglio permanente ha detto nel Comunicato finale – anche se in conferenza stampa è stata spesa una parola in più su una possibile commissione d’indagine – che «la ricerca della giustizia nella verità non accetta giudizi sommari, ma si favorisce sostenendo quel cambiamento autentico promosso dalla rete dei servizi diocesani per la tutela dei minori e dai centri di ascolto che vanno sempre più crescendo».

 

Documenti, 2021-19

Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia

Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana (CEI)

«Le nostre Chiese in Italia sono coinvolte nel cambiamento epocale… È tempo di sottoporre con decisione al discernimento comunitario l’assetto della nostra pastorale, lasciando da parte le tentazioni conservative e restauratrici e, nello spirito della viva tradizione ecclesiale – tutt’altra cosa dagli allestimenti museali – affrontare con decisione il tema della “riforma”, cioè del recupero di una “forma” più evangelica; se la riforma è compito continuo della Chiesa… diventa compito strutturale, come insegna la storia, a ogni mutamento d’epoca». Lo scrivono i vescovi del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana (CEI) nel Messaggio ai presbiteri, ai diaconi, alle consacrate e consacrati e a tutti gli operatori pastorali, pubblicato il 12 ottobre insieme a una Lettera alle donne e agli uomini di buona volontà. I due testi sono stati approvati dal Consiglio episcopale permanente nella riunione del 27-29 settembre (cf. in questo numero a p. 589), e resi disponibili sul nuovo sito del Cammino sinodale: www.camminosinodale.net; camminosinodale.chiesacattolica.it. Insieme ai due testi è stato diffuso il crono-programma che si distende per l’intero quinquennio 2021-2025, con tutte le tappe del Cammino sinodale della Chiesa italiana (cf. infografica a p. 584).