Educare a una pace disarmata
Durante l’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, il 17 giugno, papa Leone XIV aveva incoraggiato i vescovi a «sviluppare un’attenzione pastorale sul tema della pace» promuovendo nelle diocesi «percorsi di educazione alla nonviolenza, iniziative di mediazione nei conflitti locali, progetti di accoglienza che trasformino la paura dell’altro in opportunità di incontro». Nella successiva Assemblea generale, il 19 novembre, l’episcopato italiano ha approvato la nota pastorale Educare a una pace disarmata e disarmante, il cui titolo riprende l’espressione usata dal papa nella sua prima benedizione apostolica «Urbi et orbi» l’8 maggio, e che è stata pubblicata il 5 dicembre. Nelle tre parti in cui è articolata, la nota propone innanzitutto un’analisi sommaria della situazione mondiale, europea e italiana; quindi svolge una riflessione alla luce della Scrittura; e infine sviluppa alcuni percorsi di educazione delle coscienze.
Con questo documento, che esce a 27 anni dalla precedente nota CEI su Educare alla pace, i vescovi italiani abbracciano per la prima volta una posizione di pacifismo radicale, che tende a negare legittimità a qualsiasi guerra, anche difensiva: «Anche dinanzi all’ingiustizia o all’aggressione, la via d’uscita è una resistenza pacifica, che privilegia la vita sulla giustizia, in un amore agli altri che svela la cattiveria dei malvagi non sposandone i metodi».
Stampa (5.12.2025) da sito web www.chiesacattolica.it.
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