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Documenti, 1/2026, 01/01/2026, pag. 24

Educare a una pace disarmata

Conferenza episcopale italiana

Durante l’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, il 17 giugno, papa Leone XIV aveva incoraggiato i vescovi a «sviluppare un’attenzione pastorale sul tema della pace» promuovendo nelle diocesi «percorsi di educazione alla nonviolenza, iniziative di mediazione nei conflitti locali, progetti di accoglienza che trasformino la paura dell’altro in opportunità di incontro». Nella successiva Assemblea generale, il 19 novembre, l’episcopato italiano ha approvato la nota pastorale Educare a una pace disarmata e disarmante, il cui titolo riprende l’espressione usata dal papa nella sua prima benedizione apostolica «Urbi et orbi» l’8 maggio, e che è stata pubblicata il 5 dicembre. Nelle tre parti in cui è articolata, la nota propone innanzitutto un’analisi sommaria della situazione mondiale, europea e italiana; quindi svolge una riflessione alla luce della Scrittura; e infine sviluppa alcuni percorsi di educazione delle coscienze.

Con questo documento, che esce a 27 anni dalla precedente nota CEI su Educare alla pace, i vescovi italiani abbracciano per la prima volta una posizione di pacifismo radicale, che tende a negare legittimità a qualsiasi guerra, anche difensiva: «Anche dinanzi all’ingiustizia o all’aggressione, la via d’uscita è una resistenza pacifica, che privilegia la vita sulla giustizia, in un amore agli altri che svela la cattiveria dei malvagi non sposandone i metodi».

Stampa (5.12.2025) da sito web www.chiesacattolica.it.

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Documenti, 2026-13

Radicati e costruiti in Cristo

Linee di orientamento per l'attuazione del Documento di sintesi del Cammino sinodale italiano

Conferenza episcopale italiana (CEI)

Il 10 giugno sono state pubblicate le «linee di orientamento per l’attuazione del Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia», intitolate Radicati e costruiti in Cristo. Erano state approvate nell’Assemblea della Conferenza episcopale italiana del 25-28 maggio scorsi. Esse si pongono come chiave di lettura di tutto il processo sinodale italiano a partire da una prospettiva più generale, che è quella dell’essere radicati e costruiti su Cristo «e saldi nella fede» (Col 2,7), e forniscono quattro linee di orientamento su cui lavorare nei prossimi anni. La prima riguarda «la formazione permanente» alla «fede vissuta, trasmessa e celebrata», cosa che oggi non è più un dato scontato, con il ripensamento sulle strutture caritative e dei percorsi d’iniziazione e «ricominciamento» della vita cristiana. La seconda punta alla «vita comunitaria» come superamento dell’individualismo (anche nella fede), senza dimenticare l’idea di «rinnovare la forma delle parrocchie» e di ripensare la presenza della Chiesa sul territorio. La terza parla della «corresponsabilità differenziata»: rivedere il ruolo dei laici nei vari organismi ecclesiali, riformulare i diversi «ministeri battesimali», liberando la Chiesa da una «forma (…) in cui risulta riconoscibile solo il ministero del sacerdote». La quarta chiede una revisione delle «strutture», soprattutto di  quelle che assorbono molte energie ma «sono di ostacolo e tolgono vitalità all’annuncio evangelico».

Stampa (10.6.2026) dal sito web www.chiesacattolica.it. Cf. anche Regno-att. 12,206,345.

Documenti, 2026-13

Padrini e madrine nei sacramenti

Conferenza episcopale italiana (CEI)

«Quando un tema che ha un passato luminoso entra in crisi bisogna avere il coraggio di ripensarlo alla radice» (n. 23). Così, mentre è in corso una più ampia revisione del percorso d’iniziazione cristiana da parte della Commissione per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi della Conferenza episcopale italiana (CEI), il 12 giugno è stato pubblicato il documento L’iniziazione alla vita cristiana nella prima età della vita e l’identità dei padrini e madrine. Linee fondamentali, che era stato approvato dal Consiglio permanente il 24 marzo.

Il testo offre una rilettura del ruolo dei padrini e delle madrine nell’accompagnare i bambini e i ragazzi nei primi passi della fede, con una grande attenzione a non escludere nessuno, bensì a proporre a tutti i soggetti coinvolti (la famiglia, la comunità ecclesiale, i padrini/madrine) l’opportunità di una crescita nella fede. Tuttavia non si limita a questo particolare ruolo, molto antico nella storia della Chiesa, ma propone nella parte iniziale una lettura lucida dell’attuale contesto storico in cui collocare l’iniziazione cristiana.

«Solo così possiamo immaginare la Chiesa di domani come una comunità che favorisce le famiglie nel loro essere generative perché, mentre danno alla luce un figlio, sono chiamate anche a dare una luce per vivere. Per farlo i genitori hanno bisogno di persone illuminate, di presenze stimolanti, di testimoni credibili, perché essere credenti coraggiosi in un tempo difficile non è impossibile per la fede cristiana».

Stampa (15.6.2026) da sito web www.chiesacattolica.it.

Documenti, 2026-11

Approvati i nuovi orientamenti

82ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (Vaticano, 25-28 maggio 2026)

Conferenza episcopale italiana

L’Assemblea generale dell’episcopato italiano, che si è tenuta nell’Aula sinodale del Vaticano dal 25 al 28 maggio, ha approvato le Linee di orientamento per l’attuazione del documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, intitolate Radicati e costruiti in Cristo. Approvato a larga maggioranza e di prossima pubblicazione, il documento raccoglie l’indicazione di papa Leone, data nelle due Assemblee del 2025 e poi ribadita in questa (cf. qui a p. 374), di «porre Gesù Cristo al centro». Le linee guida dei prossimi cinque anni quindi, illustrate durante la conferenza stampa conclusiva dell’Assemblea dal card. Roberto Repole, saranno: «Riportare al centro il dono della fede; puntare alla vita comunitaria; dare impulso a una corresponsabilità differenziata; verificare l’adeguatezza delle strutture».

Durante l’Assemblea i vescovi hanno anche avuto «vivaci discussioni, legate soprattutto al tema della riforma della CEI» (Conferenza stampa). Un altro tema raccomandato da papa Leone, che nel suo discorso ha ribadito: «L’organizzazione della Conferenza episcopale va modellata alla luce delle esigenze della missione e delle mutate condizioni storiche. Non si tratta di imitare schemi organizzativi esterni, né di ridurre tutto a efficienza amministrativa, ma di domandarsi quale fisionomia aiuti oggi i pastori e le Chiese locali ad annunciare meglio il Vangelo, a camminare insieme, a rendere possibile una partecipazione effettiva, ordinata e feconda».

Stampa (28.5.2026) da sito web www.chiesacattolica.it.