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Documenti, 7/2023, 01/04/2023, pag. 208

Cutro: una ferita aperta

Roma, 20-22 marzo 2023

CEI - Consiglio permanente

«La recente tragedia di Cutro… è una ferita aperta che mostra la debolezza delle risposte messe in atto. Il limitarsi a chiudere, controllare e respingere non solo non offre soluzioni di ampio respiro, ma contribuisce ad alimentare irregolarità e illegalità». Tra i temi trattati dall’ultimo Consiglio episcopale permanente (20-22 marzo) della Conferenza episcopale italiana (CEI) non poteva mancare quello dell’immigrazione, dopo la morte di 89 migranti nel mar Ionio davanti alla costa calabrese di Steccato di Cutro. I vescovi italiani hanno raccomandato «politiche lungimiranti – sul piano nazionale e su quello europeo – capaci di governare i flussi di ingresso attraverso canali legali, ovvero vie sicure che evitino i pericoli dei viaggi in mare, sottraggano quanti sono costretti a lasciare la propria terra a causa della fame e della violenza alla vergogna dei centri di detenzione e diano loro prospettive reali per un futuro migliore».

Il Comunicato finale del Consiglio permanente evidenzia poi, sul piano della vita delle Chiese in Italia, il passaggio del Cammino sinodale in corso – che conosce alcune «resistenze interne» secondo quanto affermato dal segretario della CEI mons. Giuseppe Baturi nella conferenza stampa conclusiva – dalla fase narrativa alla fase sapienziale. Nel prossimo periodo verranno individuate «alcune piste sulle quali condurre l’approfondimento, in modo da preparare la fase profetica, nella quale si prenderanno decisioni per il rinnovamento della realtà ecclesiale».

Stampa (23.3.2023) da sito web www.chiesacattolica.it.

La sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente, che si è svolta a Roma dal 20 al 22 marzo sotto la guida del card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI, ha approfondito la riflessione sulla presenza attiva e propositiva della Chiesa in questo tempo, sottolineandone il ruolo nel tessuto del paese.

Nel ricordare che non c’è contraddizione tra testimonianza cristiana e impegno sociale, i vescovi hanno ribadito la centralità della messa domenicale, da cui scaturiscono opere, responsabilità e stili di vita. Con preoccupazione è stata rilevata una crescente disaffezione alla «cosa pubblica», segno di un malessere da non sottovalutare e da cui ripartire per costruire il bene comune.

L’ascolto dei diversi mondi, attraverso i «Cantieri di Betania» avviati nelle diocesi italiane con il Cammino sinodale, può aiutare a cogliere attenzioni e prospettive.

Durante i lavori, i vescovi hanno rivolto il loro sguardo alla situazione del paese e alle diverse criticità da affrontare: l’avanzare di visioni che rischiano di distorcere l’idea di famiglia; la costante diminuzione delle nascite; la povertà economica ed educativa. Il confronto si è poi concentrato sul fenomeno migratorio, a partire dalla condivisione dell’indignazione e del dolore per la tragedia di Cutro, e sul dramma dei conflitti in atto, in primis quello in Ucraina.

In spirito di vicinanza e solidarietà, i presuli hanno rilanciato la colletta nazionale, in programma il 26 marzo in tutte le chiese d’Italia, a favore delle popolazioni di Turchia e Siria, colpite dal terremoto. Distinte comunicazioni hanno riguardato le facoltà di teologia, gli istituti aggregati e affiliati e gli istituti superiori di scienze religiose e la preparazione della Settimana sociale dei cattolici in Italia che si terrà a Trieste dal 3 al 7 luglio 2024 sul tema «Al cuore della democrazia».

Il Consiglio permanente ha quindi approvato il programma dell’Assemblea generale, che si svolgerà a Roma dal 22 al 25 maggio sul tema «In ascolto di ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Passi verso il discernimento»; ha proseguito l’esame della proposta in merito alle pene espiatorie; ha provveduto alla modifica della denominazione del «Servizio per gli interventi caritativi a favore dei paesi del terzo mondo» e del «Comitato per gli interventi caritativi a favore dei paesi del terzo mondo».

Nel corso dei lavori sono state presentate la proposta di ripartizione dei fondi dell’otto per mille per l’anno in corso e la griglia per la realizzazione del secondo Report sulle attività di tutela nelle diocesi italiane; è stato inoltre approvato il Messaggio per la giornata del primo maggio.

Il Consiglio ha infine approvato il calendario delle attività della CEI per l’anno pastorale 2023-2024 e ha provveduto ad alcune nomine.

 

Il confronto sul contributo della Chiesa alla vita sociale del paese ha caratterizzato la sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente, che si è svolta a Roma dal 20 al 22 marzo sotto la guida del card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI.

Continuando la riflessione avviata lo scorso gennaio sulla «minoranza creativa» (cf. Regno-doc. 3,2023,89), i vescovi hanno ribadito che non c’è contraddizione tra la vita di fede e l’impegno sociale, che si nutrono entrambi dell’eucaristia, vero centro dell’esperienza cristiana. La messa domenicale resta l’appuntamento essenziale per chi crede, che acquista concretezza nella sua connessione con quanto avviene al di fuori delle mura della chiesa, restituendo senso e profondità a tutte le attività che altrimenti perderebbero il loro radicamento. In linea con quanto affermato al Congresso eucaristico nazionale di Bari del 2005, e cioè che «senza domenica non possiamo vivere», dai vescovi è arrivato l’incoraggiamento – espresso a Matera lo scorso settembre – a «tornare al gusto del Pane», coniugando il pane eucaristico a quello che, per diversi motivi, manca sulle tavole di molte persone, in Italia e nel mondo.

«L’eucaristia – ha ricordato papa Francesco a Matera – è profezia di un mondo nuovo, è la presenza di Gesù che ci chiede d’impegnarci perché accada un’effettiva conversione: conversione dall’indifferenza alla compassione, conversione dallo spreco alla condivisione, conversione dall’egoismo all’amore, conversione dall’individualismo alla fraternità». Da qui la responsabilità dei cristiani e della Chiesa di adoperarsi per il bene comune, inteso non come la somma di interessi individuali, ma come bene di tutto l’uomo e di tutti gli uomini.

In quest’ottica i vescovi hanno rilevato la crescente disaffezione alla «cosa pubblica», manifestatasi in modo considerevole durante l’ultima tornata elettorale. Secondo i presuli, la scarsa partecipazione alla vita democratica del paese è un sintomo di malessere che deve essere affrontato in modo organico, ripensando una formazione politica che aiuti a tessere le fila del pensiero culturale e favorendo un dialogo con la gente e le istituzioni.

L’eucaristia e il Cammino sinodale

Il legame dell’eucaristia con il Cammino sinodale è stato al centro di un ampio confronto, nel quale i vescovi hanno ribadito la necessità di fondare l’esperienza sinodale sulla liturgia. La celebrazione eucaristica, infatti, rappresenta il paradigma della sinodalità e concentra le dimensioni essenziali della Chiesa: il cammino dei discepoli, l’incontro con il Risorto, l’ascolto delle Scritture illuminate dal mistero pasquale, l’accoglienza del forestiero, la frazione del pane, la missione, il confronto con gli apostoli. La pagina evangelica di Emmaus, nella quale Luca rilegge in chiave eucaristica l’incontro con Gesù risorto e in chiave pasquale la liturgia della frazione del pane, è stata indicata come icona per il prossimo anno del Cammino sinodale, che inaugura la fase sapienziale.

Raccogliendo e rilanciando i primi frutti dei «Cantieri di Betania», in pieno svolgimento nelle Chiese locali, e facendo tesoro dei lavori del Comitato nazionale del Cammino sinodale e del recente incontro dei referenti diocesani a Roma, il Consiglio permanente ha espresso apprezzamento nei confronti di tutti coloro che si stanno coinvolgendo e gratitudine al santo padre per avere avviato, sulla nota dell’ascolto, l’esperienza sinodale in tutto il mondo. Il passaggio dalla fase narrativa alla fase sapienziale, nel Cammino sinodale in Italia, comporterà nelle prossime settimane l’elaborazione dei criteri di discernimento per «ascoltare ciò che lo Spirito dice alle Chiese» e l’individuazione di alcune piste sulle quali condurre l’approfondimento, in modo da preparare la fase profetica, nella quale si prenderanno decisioni per il rinnovamento della realtà ecclesiale.

La situazione del paese
e le criticità da affrontare

Nell’alveo dell’ascolto favorito dal Cammino sinodale, i vescovi hanno ripreso l’appello lanciato da Matera lo scorso settembre alla vigilia delle elezioni e richiamato dal cardinale presidente nella sua Introduzione, soffermandosi sulle sfide che il paese è chiamato ad affrontare e che chiedono risposte adeguate e articolate. Forte preoccupazione è stata espressa per il crescente individualismo e per l’avanzare di visioni che rischiano di distorcere l’idea stessa di famiglia. Come sancito dalla Costituzione, infatti, la famiglia è e resta il pilastro della società, garanzia di prosperità e di futuro. Riconoscere l’istituto familiare nella sua originalità, unicità e complementarietà significa tutelare, in primo luogo, i figli, che mai possono essere considerati un prodotto o l’oggetto di un pur comprensibile desiderio. In tal senso, molte persone ormai, pur con idealità diverse, riconoscono come inaccettabili pratiche che mercificano la donna e il nascituro.

Con una certa apprensione, i presuli hanno rivolto lo sguardo alla dinamica demografica in atto nel paese. Il recente rapporto ISTAT ha confermato l’inesorabile calo della popolazione con il saldo negativo tra nascite e decessi. La costante diminuzione delle nascite dice di una sfiducia nel futuro che fa rinviare la genitorialità e che determina squilibri generazionali con inevitabili ripercussioni nel tessuto sociale del paese: nella scuola, nel lavoro, nel sistema del welfare, nelle pensioni. Eppure le famiglie italiane desiderano avere figli, come testimoniato ad esempio dalle indagini dell’Istituto Toniolo. Per questo è auspicabile che vengano messe in atto tutte quelle politiche attive che favoriscono la natalità e la famiglia ricostruendo quella fiducia nel domani che sembra venuta meno negli anni.

La riflessione dei vescovi si è poi concentrata sulla condizione dei tanti, troppi bambini in situazioni di povertà economica ed educativa. Dalla povertà educativa nascono l’abbandono scolastico, la realtà dei «Neet» («Not in education, employment or training», persone non occupate né inserite in un percorso di istruzione o di formazione; ndr), la noia e la rabbia giovanile che alimentano il fenomeno delle baby gang e sfociano in ripetuti episodi di violenza. È necessario e urgente dedicare tempo e risorse alla questione educativa, nell’ottica del Patto educativo globale proposto da papa Francesco.

La questione migratoria
e i conflitti alle porte d’Europa

Nell’analizzare i temi di stringente attualità, il Consiglio permanente ha quindi puntato la sua attenzione sul fenomeno migratorio, che continua a essere gestito in modo emergenziale e non strutturale. Come ha evidenziato papa Francesco sul volo di ritorno dal Bahrein (6 novembre 2022), «la politica dei migranti va concordata fra tutti i paesi: non si può fare una politica senza consenso, e l’Unione Europea su questo deve prendere in mano una politica di collaborazione e di aiuto».

La recente tragedia di Cutro, hanno sottolineato i vescovi nel ringraziare la Chiesa di Crotone per l’umanità dimostrata, è una ferita aperta che mostra la debolezza delle risposte messe in atto. Il limitarsi a chiudere, controllare e respingere non solo non offre soluzioni di ampio respiro, ma contribuisce ad alimentare irregolarità e illegalità.

Servono invece politiche lungimiranti – sul piano nazionale e su quello europeo – capaci di governare i flussi di ingresso attraverso canali legali, ovvero vie sicure che evitino i pericoli dei viaggi in mare, sottraggano quanti sono costretti a lasciare la propria terra a causa della fame e della violenza alla vergogna dei centri di detenzione e diano loro prospettive reali per un futuro migliore. In questa ottica, è stato osservato, i corridoi umanitari rappresentano al contempo un meccanismo di solidarietà internazionale e un potente strumento di politica migratoria. Nel ribadire che il diritto alla vita va sempre tutelato e che il salvataggio in mare costituisce un obbligo per ogni stato, i vescovi hanno quindi ricordato quanto sia strategica per il bene comune un’accoglienza dignitosa che abbia nella protezione, nell’integrazione e nella promozione i suoi cardini.

Connesso al fenomeno migratorio è il dramma dei conflitti che insanguinano diversi paesi nel mondo: tra questi, quello in Ucraina desta profonda inquietudine per la minaccia nucleare e per lo stallo nelle trattative diplomatiche che sembra allontanare sempre di più il tanto auspicato «cessate il fuoco». Nell’anno in cui si celebra il 60o anniversario dell’enciclica Pacem in terris, i vescovi hanno condiviso l’importanza di rilanciare la profezia di pace di Giovanni XXIII, a cominciare dal disarmo e dall’appello a rafforzare le istituzioni che sostengano e promuovano il dialogo a vari livelli.

Il Consiglio permanente è tornato a esprimere, infine, vicinanza e solidarietà alle popolazioni di Turchia e Siria, duramente provate dal terremoto del 6 febbraio scorso, rinnovando l’invito a partecipare alla colletta nazionale, che si terrà in tutte le chiese italiane domenica 26 marzo 2023. In vista di tale appuntamento, Caritas italiana ha proposto alle realtà diocesane un itinerario per la Quaresima mettendo a disposizione ogni settimana spunti per preghiere, veglie e strumenti di animazione.

Varie

Comitato per gli studi superiori di teologia e gli ISSR. Al termine del mandato quinquennale del Comitato per gli studi superiori di teologia e gli ISSR, è stato offerto un aggiornamento sulle facoltà di teologia, gli istituti aggregati e affiliati e gli istituti superiori di scienze religiose. È convinzione dei vescovi che tali istituti vadano valorizzati, evitando dispersioni di energie e risorse. In quest’ottica, sono state condivise alcune prospettive, quali l’ipotesi di unificare i percorsi di studio «teologici» e di «scienze religiose», il riconoscimento dei titoli, la proposta di ordinamento degli studi alla luce della prossima Ratio nationalis per la formazione nei seminari d’Italia.

Settimana sociale. Al Consiglio permanente è stato presentato l’Instrumentum laboris, il documento che accompagnerà la preparazione della Settimana sociale dei cattolici in Italia, in programma a Trieste dal 3 al 7 luglio 2024 sul tema «Al cuore della democrazia». Il testo intende suscitare domande, coinvolgimento, ascolto degli ultimi e dei diversi mondi (cultura, religioni, arti e sport, economia e finanza, lavoro, imprenditoria e professioni, politica, istituzioni civili, volontariato, Terzo settore) su questioni cruciali quali la partecipazione e la pace, il lavoro e i diritti, le migrazioni e il diritto a una vita libera e dignitosa, l’ecologia integrale e un’economia che metta al centro l’uomo e la natura. L’obiettivo è quello di raccogliere e comprendere come trasformare le buone pratiche in politiche, progetti, percorsi per tutti.

Tutela minori. Durante i lavori sono stati condivisi un aggiornamento delle cinque linee di azione approvate dalla 76ª Assemblea generale e la griglia per la realizzazione del secondo Report nazionale annuale sulle attività di prevenzione e tutela dei minori e delle persone vulnerabili nelle diocesi italiane.

Interventi caritativi. I vescovi hanno approvato la modifica delle denominazioni del «Servizio per gli interventi caritativi a favore dei paesi del terzo mondo» e del «Comitato per gli interventi caritativi a favore dei paesi del terzo mondo» in «Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli (ex art. 48 della legge 222/85)» e «Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli (ex art. 48 della legge 222/85)».

Adempimenti

Il Consiglio permanente ha approvato il programma dell’Assemblea generale, che si svolgerà a Roma dal 22 al 25 maggio sul tema «In ascolto di ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Passi verso il discernimento».

Ha inoltre proseguito l’esame della proposta in merito alle pene espiatorie secondo quanto stabilito dal can. 1336, introdotto dalla costituzione apostolica Pascite gregem Dei. Sono stati condivisi alcuni criteri per disciplinare il pagamento dell’ammenda o della somma di denaro per le finalità della Chiesa (ingiunzione) e la pena della privazione della remunerazione ecclesiastica o di parte di essa (privazione). Il testo votato verrà discusso durante l’Assemblea generale di maggio.

È stata poi approvata la pubblicazione del messaggio per la Giornata del primo maggio («“Diventeranno profeti i vostri figli e le vostre figlie”
(Gl 3,1). Per un’economia di pace e di speran-
za: giovani e lavoro»), curato dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace.

Nel corso dei lavori è stata presentata la proposta di ripartizione dei fondi dell’otto per mille per l’anno in corso, la cui approvazione spetterà all’Assemblea generale.

Il Consiglio ha infine approvato il calenda-
rio delle attività della CEI per l’anno pastorale 2023-2024.

Nomine

Nel corso dei lavori, il Consiglio episcopale permanente ha provveduto alle seguenti nomine:

– presidente del Comitato per gli studi superiori di teologia e di scienze religiose: s.e.r. mons. Daniele Gianotti, vescovo di Crema;

– consulente ecclesiastico nazionale della Federazione italiana delle unioni diocesane addetti al culto/sacristi (FIUDAC/S): mons. Claudio Magnoli (Milano);

– coordinatore nazionale della pastorale dei cattolici indiani di rito latino del Kerala in Italia: don Paul Sunny Fernandez (Trivandrum, Kerala, India);

– coordinatore nazionale della pastorale dei cattolici africani di lingua inglese in Italia: don Cyriacus Ellele (Orlu, Nigeria);

– assistente spirituale nazionale della Consociazione nazionale dei gruppi di donatori di sangue Fratres delle Misericordie d’Italia: don Alberto Frigerio (Milano).

 

Roma, 23 marzo 2023.

Tipo Documento
Tema Pastorale - Liturgia - Catechesi
Area EUROPA
Nazioni

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Un ordine del giorno molto vario ha caratterizzato l’ultimo incontro del Consiglio permanente della CEI: «Le domande di senso, la sanità, la scuola, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), la povertà e il fenomeno migratorio». Si è così spaziato dal Cammino sinodale, «che dal prossimo settembre entrerà nella “fase sapienziale”» e che sarà messo a tema dell’Assemblea di maggio; alla 50a Settimana sociale, che si terrà a Trieste nel 2024 e che, con la nuova dicitura «Settimana sociale dei cattolici in Italia» (corsivo nostro), andrà «Al cuore della democrazia»; dal «divario tra Nord e Sud» al fenomeno migratorio; dal «rilancio del laicato» alla liturgia e al rinnovamento delle «proposte catechetiche ormai poco funzionali»; dal piano quinquennale delle Commissioni della CEI alla GMG di Lisbona in agosto; dall’approvazione della traduzione in lingua friulana della terza edizione tipica del Messale romano al dibattito sulla Ratio nationalis per la formazione nei seminari, che sarà oggetto di un’Assemblea generale straordinaria in novembre. Si è parlato infine di «pene espiatorie», così come sono state integrate dalla costituzione Pascite gregem Dei (2021), e della «ripresa del dialogo» con il Ministero dell’istruzione per l’indizione di un concorso per l’immissione in ruolo delle alcune migliaia di docenti di religione ancora precari.

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Rispondendo all’invito fatto dal pontefice in occasione del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze del 2015, d’avviare un approfondimento sinodale nella Chiesa italiana, il Consiglio permanente della CEI ha preso in considerazione «la proposta avanzata da alcuni vescovi di un Sinodo della Chiesa italiana». Essa va intesa «come occasione per legare la riflessione alla concretezza, a partire da un’esperienza che aiuti innanzitutto a riconciliarsi, superando contrapposizioni sterili e a ritrovarsi in una corresponsabilità ecclesiale e sociale» – afferma il comunicato finale –. Sulla sinodalità si era ampiamente espresso anche il presidente, card. G. Bassetti, nella prolusione in apertura dei lavori: essa è uno stile che parla d’«unità» e di «concordia» non priva di fatiche e tensioni; che «nasce dal basso» e «dall’ascolto»; che si fa «sguardo sull’uomo» e che in quanto tale può essere «proposta» per una «società slabbrata come la nostra». La prossima Assemblea generale di maggio (20-23) sarà dedicata a «Modalità e strumenti per una nuova presenza missionaria», ispirata ai criteri di Evangelii gaudium, e gli orientamenti pastorali (di 5 anni e non più di 10) avranno come oggetto l’annuncio del Vangelo in stile sinodale.

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C’è un paese da ricucire

CEI - Consiglio permanente, sessione primaverile (19-21 marzo 2018)

«C’è una società da pacificare. C’è una speranza da ricostruire. C’è un paese da ricucire. Chi è disponibile a misurarsi su questi orizzonti ci troverà a camminare al suo fianco». Il Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana tenutosi a Roma dal 19 al 21 marzo è stato il primo con la nuova modalità approvata in gennaio (cf. Regno-doc. 5,2018,167), cioè un’introduzione del presidente card. Gualtiero Bassetti a porte chiuse, in luogo della prolusione, la discussione tra i vescovi, una conclusione del presidente aperta ai media (che pubblichiamo), conferenza stampa e Comunicato finale (qui a p. 224).

Il confronto tra i vescovi si è concentrato anche sulle recenti elezioni politiche del 4 marzo, che prendono la maggior parte delle Conclusioni. Da un lato «per ripartire dobbiamo ritrovare una visione ampia, grande, condivisa; un progetto-paese che, dalla risposta al bisogno immediato, consenta di elevarsi al piano di una cultura solidale»; dall’altro la Chiesa italiana offre la propria disponibilità nel profondo lavoro da compiere, rilanciando «con forza» l’invito al dialogo sociale: «Ci riconosciamo nella tradizione democratica del nostro paese e sentiamo la responsabilità di contribuire a mantenerlo unito. Ci impegniamo ad ascoltare questa stagione, a ragionare insieme e in maniera organizzata sul cambiamento d’epoca in atto e a portare avanti con concretezza un lavoro educativo e formativo appassionato».