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Documenti, 11/2026, 01/06/2026, pag. 378

Europa: il risveglio necessario

Discorso alla consegna del Premio Carlo Magno

Mario Draghi

Il 14 maggio Mario Draghi è stato insignito del Premio Carlo Magno, riconoscimento assegnato ogni anno dalla città tedesca di Aquisgrana a personalità che si sono distinte per il loro impegno a favore della pace e dell’integrazione europea, conferito tra gli altri a papa Francesco (2016). Ex presidente della Banca centrale europea e già presidente del Consiglio dei ministri italiano, l’economista non ha pronunciato un discorso di circostanza, ma ha consegnato una diagnosi impietosa del continente. «Per la prima volta a memoria d’uomo siamo veramente soli insieme», ha affermato, sintetizzando in una formula l’isolamento geopolitico europeo. L’ordine del dopoguerra si è incrinato: gli Stati Uniti sono imprevedibili, la Cina non è un’alternativa credibile, la Russia rimane una minaccia. Nel frattempo le esigenze di investimento strategico sono salite a 1.200 miliardi di euro l’anno e il divario di produttività con gli Stati Uniti si è allargato di 9 punti percentuali dal 2019.

La proposta di Draghi è quella di un «federalismo pragmatico»: i paesi più pronti devono avanzare insieme, costruendo cooperazione concreta su energia, tecnologia e difesa, senza attendere il consenso dei 27. «Il compito ora è quello di... dimostrare che l’Europa può ancora una volta trasformare la crisi in unione». Un’Europa che non completi l’integrazione del proprio mercato interno, ha avvertito, non potrà mai reggere la competizione con chi l’ha già fatto.

Stampa (15.5.2026) da sito web www.karlspreis.de. Nostra traduzione dall’inglese; titolazione redazionale.

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Dal Rapporto di Mario Draghi sulla competitività europea

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S’intitola Il futuro della competitività europea il rapporto affidato dalla Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen all’economista Mario Draghi, già presidente della Banca centrale europea dal 2011 al 2019 e presidente del Consiglio dei ministri italiano dal 2021 al 2022.

Pubblicato il 9 settembre, sintetizza in circa 65 pagine le sfide che l’Unione Europea ha davanti: accelerare l’innovazione e trovare nuovi «motori» di crescita; abbassare i prezzi dell’energia, continuando il processo di decarbonizzazione e di aumento dell’economia circolare; adattarsi a un mondo geopoliticamente meno stabile, nel quale le dipendenze esterne stanno diventando vulnerabilità.

Lo studio – di cui pubblichiamo la prefazione – analizza le strategie necessarie per colmare il divario d’innovazione che l’Europa accusa rispetto ai suoi maggiori competitori. Gli argomenti chiave toccati dal documento sono innovazione, energia, sicurezza geopolitica e approvvigionamenti di materie prime, decarbonizzazione, riduzione delle dipendenze e delle vulnerabilità esterne, rafforzamento delle capacità industriali su spazio e difesa, potenziamento dei mezzi di finanziamento e dei processi di governo dell’Unione Europea.

La situazione europea «davvero preoccupante» descritta da Draghi si manifesta in un quadro globale mutato. Per preservare il modello sociale sono necessari interventi massicci, basati sull’urgenza e sulla concretezza.

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Pubblichiamo il testo dell’intervento di Mario Draghi alla High-level Conference on the European Pillar of Social Rights (La Hulpe, Belgio, 16.4.2024).