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Riletture

Riletture

Quando Gaudenzia ingrassa

M. Veladiano
Il nome è difficile da portare, a dispetto del suo bel significato. La signorina si chiama Gaudenzia. Antifrastico quel che basta, vista la malinconia chiusa di questa vita giovane. Il soprannome è ancora più tremendo, Denza. Il papà è notaio in Novara, «ma il suo studio non era preso d’assalto dai clienti». La mamma è morta di parto. In famiglia c’è una sorella maggiore, Caterina chiamata Titina, e un’antica zia «zitellona, piccola, secca come un’aringa». La casa somiglia alla zia, il tempo fermato da chissaquando. La piccola immobile città somiglia alla casa. Le modiche relazioni somigliano alla città, intagliate in un bon ton solido come le colonne dei monumenti. Tutto si riproduce uguale, privo di grazia e intento. Un matrimonio in provincia, di Marchesa Colombi, è una piccola perfezione, asciutto come un rendiconto, feroce nel restituire un mondo circoscritto fatto di giorni che si lasciano dimenticare, ironico fin nel color verdebottiglia del vestito di festa che Gaudenzia riesce infine a conquistare per il matrimonio della sorella.

Pagine di catrame

M. Veladiano
Ne "Il maestro di Vigevano", di Lucio Mastronardi, c'è questo paese in cui tutti sono cattivi. Come ci si salva?

Scrutatori

M. Veladiano
Nella "Giornata di uno scrutatore" di Italo Calvino c'è l'infinito male della natura, c'è tutto il male dell'uomo che di questo dolore fa bottino per i propri fini, e c'è tutta la misura di un pensiero che non si lascia trascinare né su né giù.

Il giardino (orto) da coltivare

M. Veladiano
Il giardino (orto) da coltivare è oggi un bel richiamo alla materialità di un accudire la terra che somiglia in tutto all'accudire la vita: ogni giorno uscir da noi e vedere quel che serve all'altro, accoglierne l'ombra, riparare la paura, nel minutissimo non lasciar cadere nulla di quel che ci sta intorno.

Provvidenza: mai soli

M. Veladiano
La barca dei Malavoglia e l'esperienza di Renzo nei Promessi sposi. Destino non è Provvidenza. Provvidenza è sentire di non essere soli. Con Dio vicino o vicini noi agli uomini, non essere soli mai.

Se l'ipocrisia avvelena gli affetti

M. Veladiano
«I falsi redentori» di Guido Piovene. Se non c’è un movimento che porta fuori di sé, se lo sguardo è tutto un chiuso rivoltar sé stessi, non c’è parola né bellezza che ci salvi.

Dal pertugio della nostra paura

M. Veladiano
La folla e il web

Come un bambino

M. Veladiano
Il saggio di Gabriella Caramore "Come un bambino" è in realtà anche un piccolo scrigno di vite piccole sopravvissute contro ogni ragionevole probabilità al male della storia e che proprio per questo possono raccontare qualcosa che oggi parla al nostro mondo gravemente tentato dalla sfiducia nel futuro.