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Attualità
Attualità, 18/2017, 15/10/2017, pag. 525

Bolzano-Bressanone: la responsabilità chiede tempo

Intervista a mons. Ivo Muser per una nuova pastorale della cresima

Paolo Tomassone

In futuro «non sarà più fattibile la preparazione al sacramento della cresima, così come è stata fatta fino a ora in molte parrocchie della nostra diocesi». All’aggiornamento del clero e degli operatori pastorali lo scorso 19 settembre, il vescovo di Bolzano – Bressanone, ha anticipato una «rivoluzione» pastorale in diocesi. Abbiamo incontrato mons. Muser alla vigilia della festa annuale dei cresimati, sabato 21 ottobre, dal titolo «On fire: incontrare Dio – prendere fuoco». 

In futuro «non sarà più fattibile la preparazione al sacramento della cresima, così come è stata fatta fino a ora in molte parrocchie della nostra diocesi». All’aggiornamento del clero e degli operatori pastorali lo scorso 19 settembre, il vescovo di Bolzano – Bressanone, ha anticipato una «rivoluzione» pastorale in diocesi.

«È più corretto chiamarlo “momento di riflessione” sui cambiamenti nella società e nella Chiesa. Nessuno di noi – ha precisato mons. Muser – è così arrogante da pretendere di conoscere la strada giusta. Vogliamo avviare un percorso per trovare insieme le risposte a questi cambiamenti». A partire da un sacramento, quello del confermazione, che rischia di diventare un evento-spettacolo, un rito che spesso i ragazzi si trovano costretti a vivere per volontà della famiglia, e non per quello che è: «un dono del Signore che deve essere accolto, con senso di responsabilità».

Abbiamo incontrato mons. Muser alla vigilia della festa annuale dei cresimati, sabato 21 ottobre, dal titolo «On fire: incontrare Dio – prendere fuoco». Un’occasione per ribadire anche a genitori, padrini e madrine, che la cresima non si conclude con la cerimonia in chiesa e che il primo passo di questo percorso di riorganizzazione deve partire dalla testimonianza che ogni cristiano deve dare all’interno della comunità. Quella testimonianza vissuta in prima persona dal bolzanino Josef Mayr-Nusser recentemente beatificato, ucciso a 35 anni perché si rifiutò di giurare a Hitler: icona del «cristiano consapevole» presentato ai ragazzi appena cresimati.

La novità non è la sospensione

– Mons. Muser, a febbraio ha istituito un gruppo di lavoro con l’obiettivo di rielaborare un progetto per la preparazione del sacramento della cresima. Che cosa è emerso dall’analisi realizzata da questo gruppo di lavoro? A quali conclusioni è arrivato?

«Durante il sinodo diocesano, concluso nel 2015, è stata posta l’attenzione sulle modalità con cui nella nostra diocesi vengono vissuti i sacramenti. Concentrandosi ora sulla cresima, il gruppo di lavoro ha avviato una prima fase di raccolta di informazioni, per avere un quadro complessivo.

Sono emerse differenze, per esempio, nella preparazione e nella celebrazione del sacramento della confermazione tra le parrocchie di lingua tedesca e quelle di lingua italiana, ma anche tra quelle di città e quelle di periferia. Di solito le cresime sono celebrate ogni anno per i ragazzi di 12-13 anni; in alcune parrocchie piccole di lingua tedesca, però, si svolgono ogni due anni. E ancora: nelle parrocchie di tradizione ladina sono sufficienti dai sette ai dieci incontri preparatori; in alcune comunità cittadine il percorso dura anche tre anni.

Ecco, tutte queste differenze sono espressione di una Chiesa ancora radicata sul territorio;1 ma la società sta cambiando e dobbiamo tentare di dare una risposta a questi cambiamenti. Come in altre parti d’Italia ci stiamo interrogando, inoltre, sul post-cresima: le nostre comunità sono in grado di proporre un percorso ai giovani o pensiamo che tutto si risolva con la celebrazione del rito?».

– Dai quotidiani locali è stata posta enfasi sulla decisione di sospendere negli anni 2020 e 2021 le celebrazioni della cresima in tutte le parrocchie. Perché si è giunti a questa decisione?

«Comprendo le esigenze giornalistiche di sintetizzare in pochi concetti questioni molto ampie, ma in questo caso la “novità” non è la sospensione delle cresime per due anni, come se questa fosse la soluzione del problema, bensì l’avvio di un percorso e di una riflessione su diversi livelli e nei molteplici campi della vita diocesana. Nessuno di noi è così arrogante da pensare di aver già individuato la risposta ai tanti interrogativi sulla somministrazione e la recezione del sacramento della confermazione».

– Qual è stata la reazione delle parrocchie e delle famiglie?

«È una novità. Comprendo la fatica di chi ancora non riesce a capire le motivazioni di questa scelta. Così come comprendo gli interrogativi di alcune famiglie che si sentono smarrite per il futuro. Dai messaggi che mi sono stati inviati e dalle telefonate ricevute ho però la sensazione che il problema sia chiaro a tutti: i catechisti, i parroci e gli stessi genitori si rendono conto che la preparazione alla cresima non può essere liquidata con qualche incontro e che un cammino di fede non può terminare il giorno dopo la cerimonia.

Da qui l’avvio di un percorso per accompagnare i giovani a capire che il sacramento della cresima è dono del Signore e come tale deve essere accolto, senza alcuna costrizione.

È assolutamente importante che questo momento di riflessione riesca a coinvolgere tutte le comunità, quella di madrelingua tedesca, ladina e italiana, per creare più comunione all’interno dell’unica diocesi. Ripeto, i due anni di sospensione non sono la soluzione, sono funzionali al percorso che abbiamo deciso di intraprendere.

Tanti hanno detto: “E poi? se perdete i giovani? Se non si lasciano più cresimare?”. Dobbiamo prendere sul serio questi dubbi. Non vogliamo perdere nessuno. Deve essere chiaro che la Chiesa non si considera la padrona dei sacramenti, ma abbiamo al tempo stesso la responsabilità di presentare e far vivere a tutti i cristiani i sacramenti come una “perla preziosa”».

– Quali saranno i punti centrali del progetto per favorire una decisione più consapevole per il sacramento della confermazione?

«Ne ho fatto una sintesi all’inizio dell’anno pastorale. Prima di tutto la preparazione alla cresima deve durare almeno un anno. È prevista una fase di informazione nelle parrocchie sulla confermazione, con l’eventuale richiesta di iscrizione al percorso di preparazione al sacramento da svolgersi nelle parrocchie e nelle unità pastorali. Solo a quel punto si potrà richiedere il sacramento.

L’ufficio scuola e catechesi di Bolzano – Bressanone metterà a disposizione il materiale, formerà i catechisti e dove richiesto accompagnerà il percorso di cambiamento nelle unità pastorali. Questa è la struttura del progetto, ma è importante che nei prossimi mesi in diocesi si dialoghi e ci si confronti: se fosse il vescovo a imporre dall’alto qualcosa, il percorso non porterebbe frutti».

Ripartire dal battesimo

– Con quali motivazioni teologiche si metterà mano al progetto?

«Nel corso della storia la Chiesa ha cambiato tantissime volte la prassi della somministrazione della cresima. Nella tradizione ortodossa orientale, per esempio, avviene in occasione del battesimo. In Italia, in passato, i bambini la ricevevano già a 6 anni. Nessuno di noi su questo punto ha una prassi pastorale e teologica netta, che possa valere per tutto il mondo.

Dobbiamo allora ripartire dal battesimo, che è il sacramento per eccellenza, e domandarci: che cosa significa vivere il battesimo oggi? Che cosa significa decidersi per la sequela di Cristo all’interno della comunità cristiana? Sono interrogativi ai quali dobbiamo dare risposte coinvolgendo ancora di più i nostri giovani perché possano arrivare a scegliere i sacramenti con consapevolezza e maggiore partecipazione in prima persona, non perché lo vogliono i parenti o perché lo fanno tutti. In questi mesi mi auguro di entrare in dialogo con altre esperienze e d’imparare da altri».

– Si è ispirato al lavoro già realizzato in altre diocesi (cf. box qui a p. 526) italiane o non italiane?

«Parlando con i confratelli vescovi in Italia, osservando le diocesi confinanti del Triveneto o quelle austriache, tedesche e svizzere con cui siamo in contatto, ho potuto constatare tante differenze sia per la preparazione al sacramento sia per la celebrazione.

Qualcuno ha avviato già da un po’ di tempo un percorso di rinnovamento. Nella diocesi di Sankt Gallen in Svizzera,2 per esempio, hanno stabilito che la cresima si celebra verso i 18 anni.

Noi non abbiamo in mente di imporre un’età fissa per la cerimonia, vogliamo insistere piuttosto affinché sia garantita una preparazione più solida, conscia, partecipata, e che i giovani possano sentirsi protagonisti di questa scelta che può essere rimandata se a 12 o a 14 non si sentono pronti a farla».

– Lei prevede un percorso partecipativo in diocesi. Quale tipo di collaborazione auspica?

«Il progetto sarà presentato nei prossimi mesi agli organismi diocesani: prima alla conferenza dei decani, poi al consiglio presbiterale e infine al consiglio pastorale. Il gruppo di lavoro dell’ufficio catechistico si recherà nelle vallate, nelle parrocchie e nelle unità pastorali per coinvolgere i sacerdoti, le famiglie, i giovani e i catechisti.

Non siamo contro la festa e alle tradizioni solide del nostro territorio. Ma in una società in trasformazione anche il volto della Chiesa sta cambiando, spetta a noi offrire risposte ai nuovi interrogativi. Ripensare al vero significato della cresima – che non è un evento isolato, ma una strada da percorrere a partire dalla fede – credo sia un tentativo, un tentativo serio, motivato teologicamente e dal punto di vista pastorale. Potrà portare frutti se sarà condiviso e non imposto dal vescovo».

 

a cura di

Paolo Tomassone

 

 

1 Bolzano – Bressanone ha 520.000 abitanti, il 95% dei quali si professa cattolico; 2/3 sono di madrelingua tedesca, 1/3 di madrelingua italiana, una minoranza ladina di 25.000 persone abita in Val Gardena e Val Badia. Si contano complessivamente 281 parrocchie, 273 sacerdoti diocesani e 160 religiosi, con un’età media di circa 70 anni.

2 La provincia conta 593.514 abitanti di cui 262.129 battezzati (44,2% del totale); la diocesi è divisa in 8 vicariati, con 142 parrocchie.

Tipo Articolo
Tema Pastorale - Liturgia - Catechesi
Area EUROPA
Nazioni

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