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Libri del mese

Libri del mese

Fraternità eccedente

Saggezza urbana e sapienza cristiana

Duilio Albarello

Una città «a misura d’uomo»: ecco la parola d’ordine, che ricorre sempre più spesso sulle labbra di urbanisti, filosofi, politici, ma pure delle persone comuni. Con questa espressione, s’intende richiamare un certo ideale di convivenza: giusta, sostenibile, collaborativa, ospitale. Senza dubbio, stando alla nostra esperienza concreta, di fatto una città così non esiste: ciò che sperimentiamo è piuttosto una realtà urbana segnata da luci e ombre; una realtà al contempo promettente e minacciosa, protettiva e insicura, capace d’inclusione e di scarto.

 

Il fantasma del terrorismo

F. Benigno e la necessità della storia per capire la violenza politica

Francesco Benigno

Oggi con il termine «terrorismo» si indica comunemente l’irruzione improvvisa di un pericolo per la vita comune, una minaccia portatrice di disordine e negatrice dei più elementari valori di convivenza umana: una sfida barbara alla civiltà occidentale e alla democrazia. Per molti aspetti, si potrebbe dire che esso rappresenti nel nostro tempo il male assoluto, quel polo negativo dell’assetto ordinario del mondo che un tempo era simboleggiato dalla figura del demonio. 

Altro che nonviolenti!

I cattolici e la retorica sull’«inutile strage» nel Primo conflitto mondiale

Daniele Menozzi

Il quinquennio 2014-2018 è stato scandito dalla celebrazione del centenario dei più salienti eventi verificatisi nella Grande guerra. Sul piano religioso quelle celebrazioni sono spesso state l’occasione per diffondere una presentazione complessiva del primo conflitto mondiale come «inutile strage». Ne è stato vettore il fatto che papa Francesco ha più volte fatto ricorso a questa espressione per caratterizzare ogni scontro bellico. Probabilmente intendeva in tal modo rafforzare la svolta da lui impressa alla trattazione teologica del tema: il Vangelo esige che verso i conflitti armati i credenti adottino il metodo della non-violenza (che non vuol ovviamente dire passiva acquiescenza alla violenza bellica).

 

Ebraico e democratico

Le tensioni irrisolte dello Stato d’Israele

Piero Stefani

Quando nacque nel 1948 lo Stato d’Israele non si diede una Costituzione scritta. Le ragioni furono molteplici. Tra esse vi era anche la posizione sostenuta dalla componente religiosa stando alla quale il riferimento ideale, peraltro non direttamente trascrivibile in termini giuridici, è costituito dalla Torah (legge rivelata). Esistono però anche motivi d’altra natura. Tra essi vi è la presenza di un sistema giuridico originale su cui hanno operato influssi compositi derivati dai regimi succedutisi nel corso del XX secolo in questa parte del mondo. 

 

 

Benedetta parola!

La filologia come disciplina storica e di studio a vocazione universale

Ivano Dionigi

La filologia – ovvero la «cura, la custodia, l’amore della parola» (dal greco philos e logos) – può essere intesa in diversi significati e impieghi che ci conducono ad altrettanti livelli e gradi di «disvelamento della verità» (aletheia). Il filologo studia, tramanda e, all’occorrenza, ripara i testi. Si occupa sia del modo in cui questi vengono trasmessi (tradizione orale, manoscritta, a stampa, on-line) sia delle forme concrete della trasmissione (papiri, codici, libri, web). Una tale disciplina ha le stesse virtù delle scienze cosiddette esatte – la matematica, la fisica, la chimica –, vale a dire chiarezza, controllabilità, precisione, definizione, essenzialità; e… pazienza.

Democrazia in bilico

Yascha Mounk: dalla cittadinanza alla dittatura

Piergiorgio Cattani

La democrazia non è più «l’unico gioco in città». In questa efficace immagine si condensa il voluminoso studio del politologo tedesco Yascha Mounk, uno dei più giovani e penetranti analisti a livello internazionale. Popolo vs democrazia. Dalla cittadinanza alla dittatura elettorale, così s’intitola il saggio in questione, pubblicato in Italia pochi mesi fa (Feltrinelli, Milano 2018).

 

Liberare la cristologia

Teologia e filosofia. La pertinenza di una distinzione

Massimo Epis

L’ampio saggio di Vincent Holzer,1 docente presso l’Institut catholique di Parigi, titolare della cattedra di Filosofia e teologia «Dominique Dubarle», nonché membro ordinario della Pontifica accademia di teologia, offre una dotta ricostruzione storica orientata da una marcata preoccupazione teorica. Tesi centrale del libro è che compito qualificante del discorso teologico è assumere la cristologia come principio fondamentale e architettonico del suo sviluppo. È la cristologia pertanto a costituire l’angle unificateur (17) anche del rapporto tra il sapere critico della fede e la filosofia: la pertinenza della distinzione tra teologia e filosofia trova determinazione in rapporto alla cristologia.

Un amore più grande

La collana «Teologhe e teologie» e il racconto dei femminismi nella storia

Rita Torti

Alla mole di studi e ricerche già disponibili messi in campo dalle donne, quest’anno, la collana «Teologhe e teologie», curata dal Coordinamento teologhe italiane su proposta della casa editrice Nerbini di Firenze per attraversare temi, momenti e figure della presenza femminile di ieri e di oggi nelle Chiese cristiane, della riflessione spirituale da cui questa presenza è scaturita e della teologia innestata di pratiche a cui dà origine. Una collana – spiega la presidente del CTI Cristina Simonelli – che vuole recuperare la genealogia in cui è radicato l’attuale lavoro delle teologhe, con «l’istanza etica del superamento dell’esclusione e l’anelito spirituale di un umanesimo degno di questo nome, che si dipani attraverso le differenze e si proietti oltre ogni confinamento».

Ancora la missione?

Rassegna bibliografica su un dibattito in continuo aggiornamento

Giovanni Rota

La «Chiesa peregrinante è per sua natura missionaria» (Ad gentes, n. 2; EV 1/1090). L’affermazione perentoria del concilio Vaticano II è stata ribadita a più riprese dai pontefici e da ultimo sottolineata con insistenza da papa Francesco nella Evangelii gaudium. Cosa questo comporti per la coscienza di Chiesa, per la riflessione teologica e per le strategie pastorali non è però ancora del tutto chiaro. Innanzitutto perché non è ancora evidente che cosa s’intenda per missione, quali siano le sue dimensioni, che rapporto abbia con la Chiesa, chi ne siano i soggetti e i destinatari.

Congregazione per le Chiese orientali, Oriente cattolico

Maria Elisabetta Gandolfi

Sono le Chiese del paradosso: le più antiche e le più martoriate, le più ricche di tradizioni anche molto diversificate e le più a rischio per la loro concreta esistenza. L’Atlante, che periodicamente la Congregazione per le Chiese orientali aggiorna, rende ragione di questa storia oggi fortemente compromessa dai conflitti endemici dell’area orientale e medio-orientale.