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Riletture

Riletture

Tempo di disobbedienza

Mariapia Veladiano
Alcuni scritti hanno il dono di una limpida completezza. Anche se sono brevi (in questo caso, brevissimo) dicono tutto quello che di essenziale si può dire sull’argomento e chi viene dopo può solo approfondire, portare esempi, attualizzare, ma in qualche modo deve tornare a questi scritti come fondamento del proprio argomentare. Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria è...

Ban Zhao e il tempo del #MeToo

Mariapia Veladiano

Rileggere Ban Zhao nel tempo del #MeToo. Bene, Ban Zhao era una donna colta, figlia e sorella di letterati di corte. Rimasta vedova giovane, non si risposa, diventa storica di corte benché non ufficialmente, e scrive. Precetti per le donne è un librino in 7 capitoli idealmente rivolto alle sue figlie, in cui si rivolge alle donne ma in realtà parla agli uomini.

La Grazia della vita

Mariapia Veladiano

Gilead di Marilynne Robinson (Einaudi, Milano 22017) è un capolavoro assoluto di scrittura e di umanità. È stato pubblicato nel 2004, in Italia nel 2008. È il primo volume di una trilogia splendida (Lila, 2015; Casa, 2011, entrambi di Einaudi), ma lo si può leggere da solo perché si sa che ogni capolavoro si basta.

 

Che cos’è la fede cristiana?

La poetica e la fede di Flannery O'Connor

Mariapia Veladiano

È raro trovare professioni di poetica così determinate come quella di Flannery O’Connor e allora vien naturale cercare nelle sue narrazioni (poche, due romanzi e una manciata di racconti) qualcosa d’intimamente militante, un storia in cui pur nella congestione delle azioni e dei gesti e degli eventi alla fine il male non sia l’ultima parola.

Montale e la parola creatrice di mondi

Mariapia Veladiano

Eugenio Montale pubblica la sua seconda raccolta di poesie, Le occasioni, il 14 ottobre 1939. Il mondo si sta accartocciando nella Seconda guerra mondiale, la Germania ha invaso la Polonia, Francia e Inghilterra hanno dichiarato guerra alla Germania, l’Italia consuma il suo ventennio di colpevole acquiescenza a un programma di violenza, razzismo e velleitaria sopraffazione.

Lei dunque capirà

Mariapia Veladiano

Lei dunque capirà, di Claudio Magris (Garzanti, Milano 2006) è una piccola meraviglia di poesia e di amore per la vita. E parla d’amore, innanzitutto. C’è l’amore dei corpi che assecondano e insieme creano la relazione: «Gli ho insegnato io tutto ... Quando facevamo l’amore, era come un mare, una grande onda che culla solleva sprofonda si rompe sulla riva; lui senza di me sarebbe ancora un bambino, uno che fa all’amore come soffiarsi il naso, non un uomo».

Il mondo nuovo

Mariapia Veladiano

Huxley sembra averne azzeccate poche di previsioni. Nessun governo centrale pretende di pianificare il nostro bene comune anzi, gli stati si sciolgono per effetto di mille regionalismi, l’eugenetica, se la si può chiamare così, è saldamente nelle mani dei singoli che esercitano semmai il capriccio individuale e non la pianificazione sociale. Ma in questo libro il genio, e anche il diavolo, sta nei dettagli. 

I racconti della signora Dele

Mariapia Veladiano

Neri Pozza (Una città per la vita, Mondadori 1979) raccoglie i racconti della signora Dele e senza ordine o progetto ci fa attraversare Vicenza, dal quartiere (allora) poveretto dei Carmini, dove la signora Dele è nata, fino alla bella zona di Ponte San Michele, dove va ad abitare già molto «grande» e dove la lasciamo savariare alla fine del libro. E insieme a Vicenza attraversiamo la storia.

Sillabare sentimenti

Mariapia Veladiano

Sillabari di Goffredo Parise (Adelphi, Milano 2004) raccoglie 54 brevi scritture di prosa poetica dedicate ai sentimenti. Sono in ordine alfabetico e l’ultima parola è «Solitudine». Niente Tenerezza, Timore, Uggia, Vergogna, Verecondia, Vita, Zanzara, Zolla, Zero. Alla lettera «S», scrive Parise, ho dovuto fermarmi. La poesia va e viene, vive e muore quando vuole lei, non quando vogliamo noi e non ha discendenti. Mi dispiace ma è così. Un poco come la vita, soprattutto come l’amore (cf. 12).

 

Lettera a D.

Mariapia Veladiano

Tornare a innamorarsi della stessa persona che abbiamo avuto vicino per anni, dopo che i giorni fra loro uguali, l’ovvia naturalezza delle azioni ripetute, le distrazioni di una vita piena l’avevano resa invisibile senza che ce ne accorgessimo. Lettera a D. Storia di un amore (André Gorz, Sellerio, Palermo 2009) è uno strano libro perché per tre quarti delle sue 78 pagine fa arrabbiare. Parla l’autore in prima persona e anche se scrive alla moglie Dorine parla quasi sempre di se stesso. È un personaggio, del resto.