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Parole delle religioni

Parole delle religioni

Teatro e religioni: una lingua comune

Piero Stefani

Il teatro rappresenta una specie di modello del dialogo interreligioso. Anche quest’ultimo è fruttuoso soltanto se ci sono «personaggi» – né troppo diversi, né troppo simili – che parlano una lingua in grado di metterli in comunicazione. Non va bene Babele; ma non conduce molto lontano neppure cercare di superare il caos dell’incomprensione interreligiosa servendosi di un esperanto che induce gli interlocutori a ribadire, in fin dei conti, sempre gli stessi concetti.

 

Vivere il tempo: i pini di Villa Borghese

Piero Stefani

A volte capita di trovare metafore sul passare del tempo e sul senso dell'esistenza, attraverso l'osservazione della realtà circostante. Così per Simone Coronati i pini di Villa Borghese attestavano una placida immobilità. Nella vita capita d’essere felici a motivo di una profonda pace interiore che ci pervade. È una felicità priva del sigillo dell’incontro. Si è pieni, ma si è soli. Anzi, si è pieni proprio perché si è soli. Quella gioia ammicca alla divina indifferenza. In ciò trova la propria grandezza e il proprio limite. I pini che distendono i loro rami a decine di metri al di sopra dell’osservatore sono un simbolo di tale felicità.

Ridere

L'eccezione e la regola

Piero Stefani

Se nella Bibbia si va alla ricerca dell’ironia o del sarcasmo gli esempi non mancano, se s’insegue un umorismo cordiale o una comicità dichiarata, il cesto resta praticamente vuoto.

La morsa dei debiti - Dio o mammona?

Piero Stefani

A partire dal 2012, in Italia, sono 800 gli imprenditori che si sono tolti la vita. Alle drammatiche difficoltà di questi ultimi è dedicato il film Cronaca di una passione di Fabrizio Cattani: i due personaggi principali sono affidati, rispettivamente, a Vittorio Viviani e a Valeria Ciangottini. La qualità della regia e della recitazione è alta; di contro, la circolazione del film è molto bassa e per lo più legata a iniziative organizzate da associazioni di categoria.

Bibbia e «bio»

La teoria e la pratica

Piero Stefani

Protagonisti di questo breve racconto sono Simone, un intellettuale esperto di religioni, e Girolamo, un esponente di un'azienda agricola biologica locale. Entrambi sono invitati a una tavola rotonda su religioni ed ecologia, ma è lo spirito pratico di Gerolamo accanto al suo impegno nei confronti della terra ad impressionare Simone, al punto che il dialogo faccia a faccia tra i due svelerà convergenze inattese.

La statua della libertà

Il diritto alla fraternità

Piero Stefani

Un dialogo immaginario tra lo scultore francese Frédéric Auguste Bartholdi e la sua opera, la Statua della Libertà, il Colosso di New York che tiene in mano la fiaccola della libertà chiamata a illuminare il mondo intero.

Le altre stimmate - Paolo, apostolo e profeta

Piero Stefani

Quando si parla di stimmate il pensiero va innanzitutto a Francesco di Assisi. È giusto che sia così: è da quando egli sul crudo sasso tra Tevere e Arno ricevette da Cristo l’ultimo sigillo (cf. Dante, Paradiso, XI, 106-108) che quei segni nella carne sono collegati in primis al poverello di Assisi. Eppure la prima comparsa in ambito cristiano di questa parola riguarda un’altra figura, la più decisiva rispetto all’annuncio evangelico diretto alle genti.

 

L’Innominato

Nell’epoca di papa Francesco

Piero Stefani

Leggere la vicenda manzoniana dell’Innominato all’epoca di papa Francesco produce risonanze particolari. Si è condotti quasi inevitabilmente a riflettere sulle dinamiche proprie della misericordia, parola chiave che anima i capitoli dedicati alla conversione del celebre personaggio dei Promessi sposi.

Oltre la comunità

Perdona e ama il prossimo tuo

Piero Stefani

Alla luce del Vangelo, la comunione è una realtà ancor più alta della comunità. O meglio ancora, la comunione è la comunità in cui è scomparso ogni contrasto.

Il sale della terra

E la beatitudine dei miti

Piero Stefani

La simbologia legata al sale è molteplice, infatti questa sostanza è dotata di vari usi. Limitiamoci al fatto che il sale insaporisce i cibi. Dà gusto agli altri, mentre, se assunto in modo diretto, è pessimo al palato. La lampada è accesa non già per essere vista ma per far vedere; se si guarda direttamente la fonte luminosa, lo sguardo rimane abbagliato per eccesso di vigore. Analogamente il sale dà sapore, mentre in se stesso è immangiabile. Esso svolge una funzione positiva solo nella misura in cui si disperde: per il sale donare sapore agli alimenti comporta la perdita della propria identità.