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"Io non mi vergogno del Vangelo"

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Dibattiti sul papa/2

Quando è il kerygma a segnare la zona rossa

Luigi Accattoli

È «un papa che non sa comunicare». Non è vero, comunica benissimo, come ha mostrato nella giornata milanese del 25 marzo o nella visita al Centro regionale per ciechi del 31 marzo. Ma è vero che comunica in modo diverso dai predecessori e questa diversità è buona.

 

Ancora dibattiti sul papa

Affrontando i dubia, i manifesti, le accuse

Luigi Accattoli

Con un altro perdigiorno come me, Giuseppe Rusconi, sono promotore di un’iniziativa forse patetica: dibattiti pubblici su papa Bergoglio finalizzati a intenderci, se possibile, tra diversi. «Dubia e certezze su papa Francesco» era intitolato il primo, che abbiamo fatto nella libreria romana Russia Ecumenica il 26 gennaio. Giuseppe interpretava i dubia e io le certezze. C’eravamo detti che se avessimo avuto più di venti presenze avremmo continuato. Ne abbiamo avute 32 e il secondo appuntamento, alla Stampa estera, l’abbiamo intitolato: «Papa Bergoglio: picconatore della Chiesa cattolica?».

Le cantonate di Bergoglio

E degli accusatori

Luigi Accattoli

Gli anti-patizzanti del papa argentino segnalano ogni giorno gli errori che viene accumulando: di date, di nomi, di fatti. Ma portano acqua al mare stante l’abituale autocritica di Francesco che, intervistato il 22 gennaio da El País, ha sentenziato: «A volte prendo cantonate».

 

Il papa da sinistra e da destra

Lettera ad Aldo Maria Valli

Luigi Accattoli

Aldo Maria Valli scrivo a te per il conflitto su Francesco: è da un anno che ti tengo d’occhio zitto zitto perché diffido – come sai – dei dibattiti sulle opinioni. Ma seguendo il tuo blog «Duc in altum» e leggendo il tuo libretto 266. Jorge Mario Bergoglio Franciscus P.P. (Liberilibri 2016) sono arrivato alla conclusione che le tue forzature documentali e interpretative non potevo più tollerarle.

 

Le diatribe su Francesco

Come nascono e come contrastarle

Luigi Accattoli

 

 

Più politica e rinnovamento

A colloquio con il generale dei gesuiti

Luigi Accattoli

Ho avuto un fortunato incontro con il nuovo generale dei gesuiti, padre Arturo Sosa Abascal: ne è venuta un’intervista di tre pagine per La Lettura del 27 novembre (il supplemento domenicale del Corriere della sera) e ne ho ricavato un paio di impressioni personali che qui racconto.

Sete e libertà del perdono

In carcere, tra vittime e detenuti

Luigi Accattoli
Il mondo delle carceri è in rapida trasformazione e poco se ne coglie da fuori. Sono stato spettatore nel carcere di Augusta (Siracusa) di un fatto unico che si è svolto con tranquilla sicurezza: la partecipazione dei detenuti a un convegno con ospiti esterni sulla «libertà del perdono». Perdono per l’uccisione dei parenti: un tema bruciante in un carcere. Ed...

Turoldo ha cent'anni

Ancora canta con noi

Luigi Accattoli
Il 22 novembre David Maria Turoldo compie cent’anni: si è assentato quando ne aveva 75 e dico che tra i cristiani d’Italia che partirono in quella stagione egli è uno dei più presenti tra noi. Con i canti che facciamo in chiesa, con le poesie sempre ripubblicate, con il suo «apparecchio alla morte» che ha fatto e fa scuola. Alcune delle battaglie alle quali...

Ultime conversazioni: Benedetto loda Francesco

e la Chiesa che cerca nuove forme

Luigi Accattoli

Seguo Ratzinger da quasi cinquant’anni, da quando Franco Rodano mi disse nel 1969: «Leggi Introduzione al cristianesimo» che quell’anno era stato tradotto in italiano da Queriniana. Tante sono state nei decenni le vie per cercarlo e per amarlo, non tutte facili.

Che fatica accogliere i rifugiati

Delusioni e acquisti delle ospitalità parrocchiali

Luigi Accattoli

Sono il portavoce del gruppo «Ospitare i rifugiati» della mia parrocchia romana e qui racconto qualcosa della nostra esperienza, tra entusiasmo e delusione. Costruire il gruppo è stato facile ma abbiamo atteso a lungo l’arrivo della prima ospite e questa è stata già una prova per la tenuta del gruppo. Ci eravamo appena affezionati a lei quand’è arrivata una seconda, le due hanno litigato e la prima se ne è andata senza un «grazie». Altra prova viene dall’impressione che sia poco, troppo poco quello che si fa e non solo in parrocchia ma in Roma e in Italia. Per andare avanti occorre, qui come sempre, imparare l’umiltà e restare fedeli nel poco.