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"Io non mi vergogno del Vangelo"

"Io non mi vergogno del Vangelo"

Il papa da sinistra e da destra

Lettera ad Aldo Maria Valli

Luigi Accattoli

Aldo Maria Valli scrivo a te per il conflitto su Francesco: è da un anno che ti tengo d’occhio zitto zitto perché diffido – come sai – dei dibattiti sulle opinioni. Ma seguendo il tuo blog «Duc in altum» e leggendo il tuo libretto 266. Jorge Mario Bergoglio Franciscus P.P. (Liberilibri 2016) sono arrivato alla conclusione che le tue forzature documentali e interpretative non potevo più tollerarle.

 

Le diatribe su Francesco

Come nascono e come contrastarle

Luigi Accattoli

 

 

Più politica e rinnovamento

A colloquio con il generale dei gesuiti

Luigi Accattoli

Ho avuto un fortunato incontro con il nuovo generale dei gesuiti, padre Arturo Sosa Abascal: ne è venuta un’intervista di tre pagine per La Lettura del 27 novembre (il supplemento domenicale del Corriere della sera) e ne ho ricavato un paio di impressioni personali che qui racconto.

Sete e libertà del perdono

In carcere, tra vittime e detenuti

Luigi Accattoli
Il mondo delle carceri è in rapida trasformazione e poco se ne coglie da fuori. Sono stato spettatore nel carcere di Augusta (Siracusa) di un fatto unico che si è svolto con tranquilla sicurezza: la partecipazione dei detenuti a un convegno con ospiti esterni sulla «libertà del perdono». Perdono per l’uccisione dei parenti: un tema bruciante in un carcere. Ed...

Turoldo ha cent'anni

Ancora canta con noi

Luigi Accattoli
Il 22 novembre David Maria Turoldo compie cent’anni: si è assentato quando ne aveva 75 e dico che tra i cristiani d’Italia che partirono in quella stagione egli è uno dei più presenti tra noi. Con i canti che facciamo in chiesa, con le poesie sempre ripubblicate, con il suo «apparecchio alla morte» che ha fatto e fa scuola. Alcune delle battaglie alle quali...

Ultime conversazioni: Benedetto loda Francesco

e la Chiesa che cerca nuove forme

Luigi Accattoli

Seguo Ratzinger da quasi cinquant’anni, da quando Franco Rodano mi disse nel 1969: «Leggi Introduzione al cristianesimo» che quell’anno era stato tradotto in italiano da Queriniana. Tante sono state nei decenni le vie per cercarlo e per amarlo, non tutte facili.

Che fatica accogliere i rifugiati

Delusioni e acquisti delle ospitalità parrocchiali

Luigi Accattoli

Sono il portavoce del gruppo «Ospitare i rifugiati» della mia parrocchia romana e qui racconto qualcosa della nostra esperienza, tra entusiasmo e delusione. Costruire il gruppo è stato facile ma abbiamo atteso a lungo l’arrivo della prima ospite e questa è stata già una prova per la tenuta del gruppo. Ci eravamo appena affezionati a lei quand’è arrivata una seconda, le due hanno litigato e la prima se ne è andata senza un «grazie». Altra prova viene dall’impressione che sia poco, troppo poco quello che si fa e non solo in parrocchia ma in Roma e in Italia. Per andare avanti occorre, qui come sempre, imparare l’umiltà e restare fedeli nel poco.

Disagio tra vescovi e papa

Come si esprime

Luigi Accattoli

I nostri vescovi hanno tutte le ragioni di temere il nuovo, il papa fa bene a spingerli ad affrontarlo. La posta in gioco è alta, la situazione è creativa: rispondevo così – nei giorni dell’Assemblea della CEI – a una domanda televisiva sul disagio che da tre anni segna il rapporto tra il nostro episcopato e Bergoglio. Tanti ne parlano, pochi lo indagano. Ci provo, mettendo in ordine gli spunti di conversazioni con vescovi nei miei giri per conferenze.

Al Giubileo di parrocchia

Tra rifugiati, santi e panini

Luigi Accattoli
Il Giubileo dei camminanti compiuto dalla mia parrocchia romana sabato 30 aprile è stato una felice fatica che racconto per indagare come cammina e come prega oggi un pezzo di popolo di Dio nella quotidianità. Dalla Madonna dei Monti a San Pietro, con messa all’Altare della confessione, passaggio della Porta santa e pranzo al sacco. Anche nel terzo millennio senza pranzo al sacco non c’è pellegrinaggio.

Il contagio del papa

E il primo effetto sui vescovi

Luigi Accattoli
Se il «male è contagioso, lo è anche il bene»: è un motto di papa Bergoglio (Angelus del 15 febbraio 2015) che pongo a logo della mia seconda indagine sul contagio esercitato da Francesco.